
Politica
Colpo di scena al Consiglio comunale di Trani, cinque consiglieri chiedono di fermare le interrogazioni: “Rinvio dopo le dimissioni del sindaco”
La richiesta arriva dopo le dimissioni del sindaco del 25 settembre e si basa sul mutamento del quadro politico-istituzionale intervenuto a pochi giorni dalla seduta.
Trani - mercoledì 30 settembre 2026
16.28
Il Consiglio comunale del 30 settembre si apre con una questione sospensiva destinata a mettere subito alla prova l'Aula. Francesca Lestingi, Federica Cuna, Mariangela Ciandrone, Francesca Zitto e Gianni Di Leo chiedono infatti di rinviare l'intera trattazione delle interrogazioni e delle interpellanze previste all'ordine del giorno.
La richiesta arriva dopo le dimissioni del sindaco del 25 settembre e si basa sul mutamento del quadro politico-istituzionale intervenuto a pochi giorni dalla seduta. I cinque consiglieri sottolineano che le interrogazioni già calendarizzate sono state presentate prima delle dimissioni e, quindi, formulate quando il contesto politico e amministrativo era differente.
Non si tratta, precisano i firmatari, di cancellare o ritirare gli atti ispettivi, ma di rinviarne la discussione a una successiva seduta, quando il quadro istituzionale sarà definito.
Il documento richiama il ruolo delle interrogazioni quali strumenti di sindacato ispettivo e controllo politico-amministrativo. Proprio per questo, secondo i proponenti, la discussione in una fase ancora segnata dalle dimissioni del sindaco rischierebbe di trasformarsi in una trattazione prevalentemente formale, senza garantire una piena interlocuzione sugli indirizzi politici, sulle responsabilità e sugli intendimenti dell'amministrazione.
La richiesta viene formulata ai sensi dell'articolo 58, comma 2, del Regolamento del Consiglio comunale, attraverso una questione sospensiva. I consiglieri chiedono che venga sottoposta al voto dell'Aula prima dell'inizio della discussione della prima interrogazione.
Il Consiglio sarà dunque chiamato innanzitutto a decidere se procedere con le interrogazioni già inserite nell'ordine del giorno oppure accogliere la richiesta di rinvio.
Nel documento viene precisato che il differimento non comporterebbe alcuna rinuncia agli atti ispettivi. Inoltre, per alcune interrogazioni i consiglieri hanno già ricevuto una risposta scritta, mentre per le altre viene richiamato l'obbligo di assicurare il riscontro nei termini previsti dal regolamento.
I cinque firmatari chiedono infine che la questione sospensiva e l'esito della votazione siano integralmente riportati nel verbale della seduta. Sarà quindi il voto dell'Aula a stabilire se le interrogazioni previste per oggi saranno discusse oppure rinviate a una nuova seduta.
La richiesta arriva dopo le dimissioni del sindaco del 25 settembre e si basa sul mutamento del quadro politico-istituzionale intervenuto a pochi giorni dalla seduta. I cinque consiglieri sottolineano che le interrogazioni già calendarizzate sono state presentate prima delle dimissioni e, quindi, formulate quando il contesto politico e amministrativo era differente.
Non si tratta, precisano i firmatari, di cancellare o ritirare gli atti ispettivi, ma di rinviarne la discussione a una successiva seduta, quando il quadro istituzionale sarà definito.
Il documento richiama il ruolo delle interrogazioni quali strumenti di sindacato ispettivo e controllo politico-amministrativo. Proprio per questo, secondo i proponenti, la discussione in una fase ancora segnata dalle dimissioni del sindaco rischierebbe di trasformarsi in una trattazione prevalentemente formale, senza garantire una piena interlocuzione sugli indirizzi politici, sulle responsabilità e sugli intendimenti dell'amministrazione.
La richiesta viene formulata ai sensi dell'articolo 58, comma 2, del Regolamento del Consiglio comunale, attraverso una questione sospensiva. I consiglieri chiedono che venga sottoposta al voto dell'Aula prima dell'inizio della discussione della prima interrogazione.
Il Consiglio sarà dunque chiamato innanzitutto a decidere se procedere con le interrogazioni già inserite nell'ordine del giorno oppure accogliere la richiesta di rinvio.
Nel documento viene precisato che il differimento non comporterebbe alcuna rinuncia agli atti ispettivi. Inoltre, per alcune interrogazioni i consiglieri hanno già ricevuto una risposta scritta, mentre per le altre viene richiamato l'obbligo di assicurare il riscontro nei termini previsti dal regolamento.
I cinque firmatari chiedono infine che la questione sospensiva e l'esito della votazione siano integralmente riportati nel verbale della seduta. Sarà quindi il voto dell'Aula a stabilire se le interrogazioni previste per oggi saranno discusse oppure rinviate a una nuova seduta.

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