«Aperture 2012, calendario da annullare»

Nota congiunta di Confcommercio e Confesercenti. Contestate le modalità di convocazione del tavolo di concertazione

domenica 30 ottobre 2011 12.10
Si tinge di giallo la vicenda delle aperture straordinarie del 2012 stabilite al termine di un incontro organizzato presso gli uffici comunali tra amministratori ed associazioni di categoria ed al quale non hanno preso parte né i rappresentanti di Confcommercio e né quelli di Confesercenti.

A distanza di pochissime ore dalla diffusione del calendario, i presidenti di entrambe le associazioni (Girolamo Acquaviva e Gianfranco Di Toma) contestano le modalità di convocazione del tavolo. «Le due organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative a livello nazionale, regionale e provinciale – si legge nella nota congiunta - con grande sconcerto non possono che prendere atto delle decisioni assunte ritenendo irrituale ed illegittima la convocazione, con conseguente nullità delle decisioni adottate nella riunione comunque svoltasi in assenza dei rappresentanti di Confocmmercio e Confesercenti». La contestazione di Confcommercio e Confesercenti si poggia sul fatto che l'amministrazione, in sede di convocazione, ha deciso di allargare l'incontro a tutte le associazioni, ben oltre quelle previste dalle vigenti disposizioni regionali.

Di Toma ed Acquaviva esprimono «rammarico per l'atteggiamento di sufficienza nei confronti dei rappresentanti locali delle uniche due associazioni aventi titolo a partecipare alle riunioni», asseriscono «l'inutilità del provvedimento che si andrà ad adottare» e «la scarsa professionalità adottata per l'ennesima volta dell'apparato tecnico e politico dell'amministrazione di Trani».

«Al fine di evitare inutili e dannosi contenziosi legali – concludono i due esponenti di Confcommercio e Confesercenti - invitiamo l'amministrazione a chiarire in un incontro, che si richiede formalmente, i rapporti tra associazioni ed amministrazione, ad annullare le decisioni adottate nella riunione e ad evitare l'emissione di qualsivoglia ordinanza sindacale in attesa di una nuova convocazione, aspettando gli attesi provvedimenti della Regione Puglia».