Assistenza Specialistica: il Sindaco Bottaro sfida i nodi burocratici e chiede alla ASL di intervenire

Dalla "promessa" alle divergenze tecniche: la partita per il diritto all'inclusione resta aperta, il caso "De Amicis"

venerdì 27 febbraio 2026 10.34
A cura di Tonino Lacalamita
Il sistema del welfare scolastico di Trani e Bisceglie attraversa una delle fasi più critiche della sua storia recente. Al centro della controversia vi è il nuovo "Regolamento d'Ambito per l'assistenza specialistica", un documento tecnico-politico nato con l'obiettivo dichiarato di ottimizzare le risorse, ma che alla prova dei fatti ha innescato una crisi sociale che coinvolge centinaia di famiglie, dirigenti scolastici e i vertici delle amministrazioni comunali. Facciamo un po' di cronistoria per capire meglio.

La genesi e lo sbarramento della "L.104 art. 3 comma 3"
Il regolamento, approvato all'unanimità dai Consigli Comunali di Trani e Bisceglie, si fonda su una ratio di efficienza: modulare l'intervento in base alla gravità. Tuttavia, in fase di presentazione, l'Assessore al ramo Fabrizio Ferrante aveva chiaramente delineato i confini economici dell'operazione, parlando di una spesa assistenziale avuta vicina ai 900.000 euro e di una "coperta troppo corta", ritenuta non più sostenibile per il futuro senza criteri di selezione stringenti. Il criterio individuato, in questo caso, è stato il possesso del certificato INPS attestante la "gravità" (art. 3 comma 3, L. 104). Una scelta amministrativa che ha prodotto l'immediato azzeramento delle ore per tutti gli alunni con disabilità di grado medio, scatenando il panico tra le famiglie e mettendo in prima linea i Dirigenti Scolastici, chiamati a gestire il vuoto educativo lasciato dal taglio degli educatori.

La discesa in campo del Sindaco e l'interpretazione dell'Art. 10
Inizialmente estraneo alla gestione tecnica della delega, il Sindaco di Trani, Amedeo Bottaro intervenne a seguito dei ripetuti appelli della società civile, tra cui spiccano le voci del già assessore e docente di scuola primaria Rosa Uva, che ha evidenziato le criticità pedagogiche del taglio, e dell'avv. Maria Grazia Cinquepalmi, che ha sollevato dubbi sulla legittimità dello sbarramento amministrativo rispetto ai bisogni reali e di Raffaella Merra, anch'essa già assessore che ha sottolineato aspetti critici e difficoltà riguardanti le famiglie coinvolte. Dopo un confronto con il Dirigente competente, il Dott. Alessandro Attolico, e l'Assessore Fabrizio Ferrante, il Sindaco assunse a dicembre dello scorso anno, una posizione di garanzia, impegnandosi personalmente a reperire le risorse. Bottaro individuò una "breccia interpretativa" nell'Articolo 10 del Regolamento, che disciplina le deroghe. Secondo questa lettura, il servizio può essere attivato in presenza di specifiche necessità educative segnalate direttamente dai Dirigenti Scolastici.

Il caso "De Amicis" e lo stallo burocratico
Il 17 gennaio, la dott.ssa Paola Valeria Gasbarro, Dirigente del 1° Circolo "De Amicis", sulla scorta di questa analoga interpretazione, formalizzò la richiesta per 14 bambini, quantificando l'impegno economico in soli € 16.605,86 per il periodo gennaio-maggio. Il Sindaco prontamente recepì l'istanza, invitando agli uffici, con nota del 20 gennaio, di attivarsi per assicurare il servizio. Tuttavia, il provvedimento è rimasto impantanato in una surreale contrapposizione interna. Da un lato la volontà politica del Primo Cittadino, dall'altro le resistenze tecniche e istituzionali di chi vede in tale deroga un precedente rischioso o una delegittimazione dell'iter regolamentare originario. A questa "partita politica" il Sindaco ha pensato bene di coinvolgere concretamente la ASL BT quale ente preposto alla diagnosi di disabilità. In sostanza, il Comune si dichiara pronto a pagare, ma subordina l'effettivo avvio delle ore al "via libera" sanitario sulla valutazione effettiva del bisogno, nonostante il Regolamento fosse stato concepito proprio per limitare tale spesa.

Considerazioni finali: verso la riscrittura delle norme
Al di là delle beghe burocratiche e delle dinamiche di fine mandato, resta un dato oggettivo: sono passati mesi senza che i bambini abbiano ricevuto l'assistenza promessa. L'azione di Bottaro, mossa dalla ricerca di una flessibilità in favore della parte più fragile, si scontra con una struttura regolamentare che l'intera opposizione aveva chiesto, invano, di correggere preventivamente. Sia che si tratti di una corretta interpretazione dell'Art. 10, sia che si tratti di una "forzatura di buon senso", la vicenda dimostra che il criterio del "buon padre di famiglia" dovrebbe prevalere sui tecnicismi. Resta inteso che la riscrittura di questo regolamento, apparso troppo rigido e per certi versi discriminatorio, dovrà essere il primo e inderogabile punto all'ordine del giorno della prossima amministrazione comunale. Quali gli sviluppi attesi? La risposta ufficiale della ASL BT, che determinerà se la "promessa del Sindaco" potrà finalmente tradursi in ore effettive di assistenza o se rimarrà una nota di intenti in un clima di perenne scontro istituzionale che alla luce del clima che si respira a Palazzo di Città, non lo vogliamo pensare, sta prendendo la forma di una rivalsa politica elettorale che si gioca sulla pelle dei bambini: Signori, se così fosse ci sarebbe solo da andarsi a nascondere !!