Baia del Gruccione, appello per salvare un Fico monumentale: «Non venga cancellato dalla riqualificazione»

Una nuova segnalazione dei promotori della Baia mette in luce il delicato equilibrio tra bisogno di riqualificazione e protezione dello stato dei luoghi

giovedì 10 settembre 2026
A cura di Adriana Fabrizio
Un albero di Fico che, secondo i promotori della Baia del Gruccione, rappresenta un elemento caratterizzante del paesaggio pugliese e una testimonianza della memoria agricola della comunità rischierebbe di essere eradicato nell'ambito dei prossimi interventi di riqualificazione dell'area. È questo il timore espresso da Margherita Magnifico ed Enrico Covelli, residenti a Trani e promotori dell'intitolazione del tratto costiero alla Baia del Gruccione, che hanno rivolto una richiesta urgente di tutela al sindaco di Trani Marco Galiano e all'assessore al Verde Nicola Di Pinto.
L'esemplare si trova nell'area compresa tra la fine del lungomare Senatore Mongelli e la cosiddetta seconda spiaggia, nei pressi del sentiero e della scala abusiva presenti nella zona.

La segnalazione nasce anche alla luce del percorso amministrativo già avviato dal Comune. Con determina n. 1353 del 12 settembre 2024, infatti, l'amministrazione aveva affidato al dottor Giuseppe Giglio l'incarico di redigere una relazione faunistica e ambientale relativa all'area e successivamente approvata con determina n. 43 del 20 gennaio 2025, a firma del dirigente Luigi Puzziferri.
Ed è proprio richiamando le indicazioni contenute in quella relazione che Covelli e Magnifico chiedono oggi particolare attenzione. Nel documento il biologo suggerisce il coinvolgimento di un botanico con competenze naturalistiche, in collaborazione con un agronomo, per effettuare un'analisi dettagliata delle specie vegetali da selezionare nell'ambito della naturalizzazione della nuova opera.
La relazione, inoltre, evidenzia la possibilità di valutare l'eventuale eradicazione di specie alloctone, citando ad esempio il Carpobrotus edulis, comunemente noto come fico degli Ottentotti, pianta tappezzante ritenuta in competizione con le specie autoctone. Una distinzione che, secondo i promotori, rende ancora più importante procedere a una precisa ricognizione botanica prima di qualsiasi intervento sulla vegetazione.

Il timore espresso nella richiesta è che la prevista riqualificazione dell'area possa comportare una decuspidazione generalizzata della vegetazione e che, in questo contesto, anche l'esemplare di Fico possa essere interessato dagli interventi.
Per Magnifico e Covelli, tuttavia, quell'albero non dovrebbe essere considerato come una presenza vegetale qualsiasi. Nella loro istanza ricordano come il Fico costituisca «un elemento caratterizzante del paesaggio rurale/urbano pugliese», oltre a rappresentare una forma di memoria storica agricola della comunità.
La richiesta richiama anche il quadro normativo regionale e nazionale sulla tutela del patrimonio arboreo e paesaggistico. Nell'istanza vengono citati l'articolo 7 della legge 10/2013 sulla tutela degli alberi monumentali, le leggi regionali pugliesi 14/2007 e 4/2012 in materia di alberi e ulivi monumentali, nonché il PPTR Puglia, che individua nei fichi secolari isolati o a corredo di masserie e tratturi elementi strutturali del paesaggio.

Un ulteriore richiamo riguarda il Codice dei beni culturali e del paesaggio, in particolare gli articoli 136 e 142 del D.lgs. 42/2004: "qualora l'area sia sottoposta a vincolo paesaggistico" - ricordano i promotori – "eventuali abbattimenti necessiterebbero delle previste autorizzazioni."
La loro richiesta, dunque, non è quella di bloccare la riqualificazione della Baia del Gruccione, ma di evitare che il progetto possa tradursi nella perdita di un elemento paesaggistico ritenuto significativo, chiedendo che l'albero venga preventivamente valutato e, laddove possibile, preservato.
La questione apre così un interrogativo più ampio sul rapporto tra riqualificazione e conservazione: come trasformare un'area senza cancellarne i segni della storia e del paesaggio che la rendono riconoscibile? Alla Baia del Gruccione, i promotori chiedono che la risposta passi anche dalla salvaguardia di quel Fico. Margherita Magnifico ed Enrico Covelli, in attesa di un riscontro da parte del Comune di Trani, affidano dunque all'amministrazione la valutazione di un principio semplice ma significativo: riqualificare un luogo non dovrebbe necessariamente significare cancellarne la memoria.