Bilancio 2026, Mariagrazia Cinquepalmi (Trani2026) smonta la narrazione del risanamento

"Conti in ordine? No, anomalie, debiti dimenticati e tasse in aumento"

sabato 31 gennaio 2026
Mentre l'attenzione della politica tranese è già proiettata verso la corsa elettorale del maggio 2026, negli uffici comunali si giocano partite decisive che rischiano di passare sotto traccia. È il caso del Bilancio di Previsione 2026, approvato di recente in un clima che l'ex consigliera comunale Mariagrazia Cinquepalmi (Trani2026) definisce di "silenzio generale". Ma i numeri, se letti con attenzione, fanno rumore. In una nota dettagliata, la Cinquepalmi contesta radicalmente l'ottimismo dell'Amministrazione uscente: quello che viene presentato come un bilancio risanato, secondo l'analisi dell'ex consigliera, sarebbe in realtà un documento pieno di incognite, contraddizioni contabili e, soprattutto, costi nascosti che ricadranno sui cittadini. Tra avanzi "fantasma", fondi per la discarica spariti dai radar e un inasprimento della pressione fiscale, ecco l'analisi punto per punto denunciata da Mariagrazia Cinquepalmi.

Siamo ormai agli ultimi mesi di questa amministrazione e l'attenzione di molti è già rivolta alle elezioni di maggio 2026. In questo clima di fine mandato, temi fondamentali per la città rischiano di passare in secondo piano. È il caso del bilancio di previsione 2026, approvato nell'ultimo Consiglio comunale quasi nel silenzio generale. Eppure si tratta di un documento che riguarda da vicino tutti i cittadini, perché decide come verranno utilizzate le risorse pubbliche. Bilancio 2026, troppe anomalie, incomprensibili le dichiarazioni del Sindaco sul risanamento dei conti. Le dichiarazioni del Sindaco sul presunto risanamento delle casse comunali e l'approvazione del bilancio di previsione 2026 senza rilievi appaiono difficilmente comprensibili alla luce delle numerose criticità che emergono dall'analisi dei documenti contabili. Il risultato di amministrazione presunto alla chiusura dell'esercizio 2025 è pari a circa euro 64 milioni ma di questa somma solo euro circa 190 mila risultano realmente disponibili, suscettibile di variazione quando sara' approvato il conto consuntivo del 2025.

La gran parte dell'avanzo è infatti assorbita da quote accantonate (euro 47 milioni circa) e vincolate (euro 16 milioni circa). Tra i fondi accantonati, inoltre, non compare alcuna previsione per il fondo post-gestione della discarica pari a circa 9 milioni di euro, una mancanza che solleva interrogativi sulla completezza e attendibilità del bilancio. Per il 2026 il fondo crediti di dubbia esigibilità ammonta a euro 6 milioni circa mentre i debiti per mutui contratti fino al 31 dicembre 2025 raggiungono euro 13 milioni circa, con interessi di ammortamento pari a euro 452 mila. Particolarmente contraddittoria risulta la gestione della cassa. Il fondo di cassa presunto passa da euro 15 milioni circa a inizio esercizio 2026 a euro 64 milioni circa a fine anno, con un miglioramento di euro 49 milioni. Nonostante ciò, il bilancio prevede il ricorso ad anticipazioni di tesoreria per euro 13 milioni circa, una scelta difficilmente giustificabile in presenza di una così elevata disponibilità di cassa stimata.

Grave anche l'assenza, nel bilancio 2026 e nelle annualità 2027 e 2028, della rata annuale di euro 369mila relativa alla quota annuale da destinare al ripiano del disavanzo tecnico di amministrazione derivante dal riaccertamento straordinario dei residui del 2015. Non risulta inoltre documentato se e quando sia avvenuto, o previsto, il completo ripiano delle quote residue di tale debito. A fronte di queste criticità, si registra anche un aumento della pressione fiscale, con imposte e tasse che passano da euro 30 milioni nel 2025 a euro 31 milioni nel 2026.Alla luce di questi elementi, appare inspiegabile come si possa parlare di risanamento finanziario e come il bilancio di previsione 2026 sia stato approvato senza alcun rilievo. I numeri raccontano una realtà ben diversa da quella rappresentata dall'Amministrazione e meritano chiarezza e approfondimenti nell'interesse dei cittadini di Trani.

L'analisi di Mariagrazia Cinquepalmi lancia un'ombra lunga sul futuro prossimo della città. Se le criticità sollevate dovessero trovare riscontro – in particolare l'assenza dei fondi per la gestione post-discarica e il mancato ripiano del disavanzo tecnico – la prossima amministrazione, qualunque sia il suo colore politico, si troverebbe a ereditare non un "tesoretto", ma una serie di mine vaganti pronte a esplodere sui conti pubblici. Parlare di "risanamento" mentre si ricorre ancora alle anticipazioni di tesoreria e si aumentano le tasse appare, numeri alla mano, un esercizio di stile più elettorale che contabile. Resta ora da capire se e come l'Amministrazione risponderà a queste contestazioni tecniche che, al di là delle polemiche, toccano le tasche di tutti i tranesi.