Turismo

Assoturismo tende la mano al Comune: "Rapporti solidi, non cerchiamo lo scontro. Sulla Tassa di Soggiorno lavoriamo insieme per correggere il tiro"

Confermata la stima per il Sindaco e il lavoro sul DUC: "Nessun incidente diplomatico, solo la richiesta di una strategia turistica più seria e condivisa"

"La politica spesso corre sui titoli e non approfondisce. E la fretta, si sa, fa i figli ciechi". Usa un vecchio adagio popolare Mario Landriscina, coordinatore regionale di Assoturismo Confesercenti BAT, per commentare l'approvazione del regolamento sulla Tassa di Soggiorno a Trani. Dopo la nota critica dei giorni scorsi, Landriscina torna sul tema con un'analisi lucida che, pur non cercando lo scontro frontale ("Nessuna rottura con l'Amministrazione"), mette in fila le lacune di un provvedimento nato, a suo dire, con un metodo "populista" e poco tecnico.

La forma è sostanza: la critica al metodo Il primo punto toccato da Landriscina riguarda il mancato coinvolgimento diretto delle associazioni di categoria. L'avviso pubblico generico emanato dal Comune a maggio è stato definito "irrituale". "Non c'è un danno tecnicamente rilevante, ci mancherebbe – chiarisce Landriscina – ma la forma a volte diventa sostanza. Esistono normative chiare che impongono di sentire le associazioni maggiormente rappresentative. Fare un invito generico significa aprire le porte a chiunque, perdendo la specificità tecnica necessaria per materie così delicate".

Le proposte ignorate e il paragone con Bisceglie Il rammarico di Assoturismo non è sull'imposta in sé ("Senza risorse non si diventa destinazione turistica"), ma sulle modalità applicative. Trani, secondo Landriscina, ha ignorato suggerimenti cruciali che invece la vicina Bisceglie ha recepito nel suo regolamento. "Avevamo proposto una tariffazione graduale al ribasso: più giorni resti, meno paghi. Questo serviva a incentivare la permanenza media a Trani, che oggi non supera i due giorni. Purtroppo non siamo stati ascoltati". Altro punto dolente è la mancata previsione, nel testo tranese, di una Commissione Consultiva (sul modello di Bari) per decidere come spendere i fondi. "A Bisceglie l'hanno inserita dopo le nostre osservazioni – sottolinea il coordinatore – a Trani no. Tuttavia, l'Amministrazione può ancora rimediare istituendola di fatto: è uno strumento a costo zero che garantisce trasparenza e strategia".

Come spendere i soldi? Non per i rifiuti Il timore principale resta la destinazione del gettito. "L'andazzo di molti comuni di usare la tassa di soggiorno per coprire i costi dello smaltimento rifiuti deve finire", ammonisce Landriscina. Sebbene riconosca un piccolo passo avanti con l'emendamento approvato in Consiglio (che vincola i fondi a eventi turistici collegati all'igiene urbana), per Confesercenti le priorità sono altre:
  1. DMO (Destination Management Organization): Costruire una governance turistica professionale pubblico-privata.
  2. Servizi essenziali: Parcheggi, segnaletica digitale, decoro urbano ("Le strade avrebbero bisogno di una aggiustatina").
  3. Promozione: Presenza alle fiere internazionali come il TTG, dove Trani spesso manca.
Nessuna guerra con Palazzo di Città In chiusura, Landriscina tiene a precisare che le critiche non incrinano i rapporti istituzionali, che restano solidi su altri fronti, come quello del DUC (Distretto Urbano del Commercio) e la lotta alla desertificazione commerciale. "Noi non siamo dei bambini che alzano i muri se non vengono ascoltati – conclude – Il nostro mestiere è proporre soluzioni tecniche, non politiche. Il Sindaco si è sempre dimostrato vicino su altri temi, ma sulla tassa di soggiorno ribadiamo la nostra posizione: se vogliamo che Trani competa con la Valle d'Itria o il Salento, non bastano i titoli di giornale, serve programmazione".
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