
Politica
Trani, la sfida civica di Marinaro: «Solo i cittadini possono dire al Sindaco cosa fare»
Piazza gremita per il discorso del 26 aprile: tra orgoglio tranese, stop alle "beghe di partito" e un programma per il rilancio della città
Trani - lunedì 27 aprile 2026
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In una Piazza della Repubblica partecipata, Giacomo Marinaro ha dato slancio alla sua corsa a Palazzo Palmieri. Quello del 26 aprile scorso non è stato solo un comizio, ma la presentazione di un manifesto identitario: un progetto che rivendica l'indipendenza dai palazzi del potere regionale e nazionale per rimettere al centro l'orgoglio tranese. Tra passaggi tecnici su commercio e urbanistica e affondi politici contro la "spartizione delle poltrone", Marinaro ha delineato la sua visione di una città che non aspetta, ma agisce. Più volte con una emozione, ma con la voce ferma. Giacomo Marinaro ha tenuto il palco di Trani con la consapevolezza di chi ha deciso di tracciare un solco netto rispetto al passato. Il suo è un progetto che ha definito "di cuore", ma soprattutto "di libertà".
Contro le "beghe partitiche" e i diktat dall'alto - L'apertura è stato un attacco frontale alle logiche dei partiti tradizionali. Marinaro ha rivendicato la scelta di un progetto civico, nato dal basso: «Aver deciso di venire su questo palco con un progetto fatto di uomini e persone libere che hanno deciso di dire 'no' a queste beghe partitiche, a queste beghe che fanno imporre tutto dall'alto e niente ai cittadini, è stato un gesto coraggioso. A Trani solo i cittadini possono dire al sindaco cosa deve e cosa non deve fare, nessun altro». Un passaggio durissimo è dedicato alle indiscrezioni sulle future giunte: «Triste sentire parlare già di una spartizione di poltrone e di assessorati, mentre noi stiamo solo facendo una ricognizione dei progetti da fare per la città, non le poltrone».
Economia e Imprese: meno tasse, più certezze - Entrando nel vivo del programma, Marinaro ha toccato il tasto dolente del commercio e della desertificazione del centro storico. La ricetta è pragmatica: regole certe e aiuti diretti. «Un imprenditore ha necessità di una regolamentazione certa e sicura per poter fare un piano finanziario. Sulla desertificazione delle imprese, specialmente nel centro storico, l'amministrazione deve essere al fianco dei nuovi imprenditori. Faremo proposte chiare: agevolazioni nette su Tari e occupazione del suolo pubblico per chi apre nuove attività». Non manca un accenno alla semplificazione burocratica: «Nel 2026 non si può ancora tribolare per una richiesta di autorizzazione. Faremo una battaglia sulla digitalizzazione affinché il rapporto tra imprese e comune sia immediato».
Turismo e Cultura: stop ai "tuttologi" - Sul fronte turistico, la proposta di Marinaro segna una rottura totale con la gestione politica del settore. «Turismo e cultura sono materie scientifiche, da studiare. Non avremo un assessore al turismo inteso alla vecchia maniera: faremo un bando di concorso per avere una figura professionale che si occupi solo e soltanto di questo. Il turismo non è solo organizzazione di eventi, è urbanistica, è servizi». E sui servizi, il candidato è netto: «Siamo d'accordo sulle spiagge libere, ma devono avere servizi igienici, docce e bagnini. Non è normale non averli». Per la cultura, l'obiettivo è la "Cultura a chilometro zero": presidi in ogni quartiere, una rete museale con biglietto unico e il recupero di luoghi simbolo come il Monastero di Colonna e Villa Telesio.
Il sociale: inclusione come metodo, non come spot - Il terzo settore è stato definito il "pilastro della comunità". Marinaro ha promesso una coprogettazione sistematica con le associazioni: «Dobbiamo superare la barriera della semplice assistenza. La disabilità deve essere una competenza trasversale: ogni progetto culturale o di lavori pubblici deve nascere già inclusivo. Nei bandi per i servizi comunali daremo punteggi premiali a chi garantisce vera inclusione lavorativa».
Urbanistica e partecipazione: la città in un'App - Tra le "pillole" del programma, spicca l'attenzione al territorio attraverso il coinvolgimento degli ordini professionali e dei cittadini. Marinaro propone un "tavolo permanente" con gli esperti e un sistema di segnalazione rapida: «Creeremo un sistema di mappatura delle criticità in modo che, tramite un'app, il cittadino possa informare prontamente il Comune su buche, marciapiedi o verde pubblico, per intervenire velocemente».
L'appello finale: «L'unico tranese vero» - Il finale è un crescendo emotivo che punta tutto sul senso di appartenenza. Marinaro si distanzia dai "salotti" e rivendica le sue origini: «Non vengo dai palazzi né dai salotti. Io vengo dalla strada, tra la gente, e voglio continuare a starci, a guardarvi in faccia. Non dipendiamo da Bisceglie, da Barletta, da Bari o da Roma: dipendiamo solo da voi». L'affondo finale è una sfida diretta agli avversari: «Lo dico con semplicità, perché lo sento: io sono l'unico tranese vero in questa corsa a Sindaco. Non è uno slogan, è una responsabilità. Io sono pronto, se lo siete anche voi facciamolo insieme!». L'intervento di Giacomo Marinaro ha delineato una coalizione che punta tutto sulla "tranesità" e sulla competenza tecnica, cercando di trasformare il malcontento verso la politica dei partiti in un'energia civica propositiva. Con la promessa di un programma "serio e realizzabile", la campagna elettorale di Trani entra nel vivo, mettendo al centro, come ha affermato Marinaro: "La concretezza del "fare" contro il teatro della politica tradizionale."
Contro le "beghe partitiche" e i diktat dall'alto - L'apertura è stato un attacco frontale alle logiche dei partiti tradizionali. Marinaro ha rivendicato la scelta di un progetto civico, nato dal basso: «Aver deciso di venire su questo palco con un progetto fatto di uomini e persone libere che hanno deciso di dire 'no' a queste beghe partitiche, a queste beghe che fanno imporre tutto dall'alto e niente ai cittadini, è stato un gesto coraggioso. A Trani solo i cittadini possono dire al sindaco cosa deve e cosa non deve fare, nessun altro». Un passaggio durissimo è dedicato alle indiscrezioni sulle future giunte: «Triste sentire parlare già di una spartizione di poltrone e di assessorati, mentre noi stiamo solo facendo una ricognizione dei progetti da fare per la città, non le poltrone».
Economia e Imprese: meno tasse, più certezze - Entrando nel vivo del programma, Marinaro ha toccato il tasto dolente del commercio e della desertificazione del centro storico. La ricetta è pragmatica: regole certe e aiuti diretti. «Un imprenditore ha necessità di una regolamentazione certa e sicura per poter fare un piano finanziario. Sulla desertificazione delle imprese, specialmente nel centro storico, l'amministrazione deve essere al fianco dei nuovi imprenditori. Faremo proposte chiare: agevolazioni nette su Tari e occupazione del suolo pubblico per chi apre nuove attività». Non manca un accenno alla semplificazione burocratica: «Nel 2026 non si può ancora tribolare per una richiesta di autorizzazione. Faremo una battaglia sulla digitalizzazione affinché il rapporto tra imprese e comune sia immediato».
Turismo e Cultura: stop ai "tuttologi" - Sul fronte turistico, la proposta di Marinaro segna una rottura totale con la gestione politica del settore. «Turismo e cultura sono materie scientifiche, da studiare. Non avremo un assessore al turismo inteso alla vecchia maniera: faremo un bando di concorso per avere una figura professionale che si occupi solo e soltanto di questo. Il turismo non è solo organizzazione di eventi, è urbanistica, è servizi». E sui servizi, il candidato è netto: «Siamo d'accordo sulle spiagge libere, ma devono avere servizi igienici, docce e bagnini. Non è normale non averli». Per la cultura, l'obiettivo è la "Cultura a chilometro zero": presidi in ogni quartiere, una rete museale con biglietto unico e il recupero di luoghi simbolo come il Monastero di Colonna e Villa Telesio.
Il sociale: inclusione come metodo, non come spot - Il terzo settore è stato definito il "pilastro della comunità". Marinaro ha promesso una coprogettazione sistematica con le associazioni: «Dobbiamo superare la barriera della semplice assistenza. La disabilità deve essere una competenza trasversale: ogni progetto culturale o di lavori pubblici deve nascere già inclusivo. Nei bandi per i servizi comunali daremo punteggi premiali a chi garantisce vera inclusione lavorativa».
Urbanistica e partecipazione: la città in un'App - Tra le "pillole" del programma, spicca l'attenzione al territorio attraverso il coinvolgimento degli ordini professionali e dei cittadini. Marinaro propone un "tavolo permanente" con gli esperti e un sistema di segnalazione rapida: «Creeremo un sistema di mappatura delle criticità in modo che, tramite un'app, il cittadino possa informare prontamente il Comune su buche, marciapiedi o verde pubblico, per intervenire velocemente».
L'appello finale: «L'unico tranese vero» - Il finale è un crescendo emotivo che punta tutto sul senso di appartenenza. Marinaro si distanzia dai "salotti" e rivendica le sue origini: «Non vengo dai palazzi né dai salotti. Io vengo dalla strada, tra la gente, e voglio continuare a starci, a guardarvi in faccia. Non dipendiamo da Bisceglie, da Barletta, da Bari o da Roma: dipendiamo solo da voi». L'affondo finale è una sfida diretta agli avversari: «Lo dico con semplicità, perché lo sento: io sono l'unico tranese vero in questa corsa a Sindaco. Non è uno slogan, è una responsabilità. Io sono pronto, se lo siete anche voi facciamolo insieme!». L'intervento di Giacomo Marinaro ha delineato una coalizione che punta tutto sulla "tranesità" e sulla competenza tecnica, cercando di trasformare il malcontento verso la politica dei partiti in un'energia civica propositiva. Con la promessa di un programma "serio e realizzabile", la campagna elettorale di Trani entra nel vivo, mettendo al centro, come ha affermato Marinaro: "La concretezza del "fare" contro il teatro della politica tradizionale."




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