Diego Trivelllini si esibisce con sua moglie. <span>Foto Adriana Fabrizio</span>
Diego Trivelllini si esibisce con sua moglie. Foto Adriana Fabrizio
Eventi e cultura

Diego Trivellini e la sua fisorchestra per il decennale della Fondazione S.E.C.A.

Il musicista si è esibito nella serata di ieri nella sala del Polo Museale tranese con un modo di fare musica innovativo

Nella serata di ieri, nella splendida cornice del Polo Museale di Trani, si è celebrato il decennale della Fondazione S.E.C.A. Per l'occasione si è esibito il fisarmonicista fabrianese Diego Trivellini, musicista poliedrico inventore della fisorchestra: questo strumento non è altro che una fisarmonica - sintetizzatore, attraverso il quale Trivellini è riuscito nell'impresa di racchiudere un'orchestra all'interno di un solo strumento. Il programma di ieri sera è stato incentrato soprattutto sulle musiche dell'indimenticabile Ennio Morricone, ma non sono mancati accenni a Nino Rota, Nicola Piovani e anche alla musica orchestrale, con brani di Richard Strauss e Giuseppe Verdi. Diego Trivellini si è raccontato in un'intervista:


D: Raccontaci la genesi di questa fisorchestra.
R: Questa fisorchestra nasce perché, quando io ero piccolino, mio padre mi mandò a studiare fisarmonica; avevo undici anni e studiai fisarmonica classica. Però, sono stato sempre appassionato fin dalla tenera età della musica sinfonica; quindi, io ascoltavo dischi di musica classica e musica sinfonica: avevo venticinque incisioni della nona sinfonia di Beethoven. A tredici anni, mentre gli altri andavano a giocare a calcio, io ascoltavo musica. E, quindi, avevo questo disagio: ma perché la fisarmonica quando a me piace quel genere? Però, mio padre è appassionato di musica da ballo e quindi capivo. Poi, a un certo punto, decido di provare a trasferire questa mia passione sullo strumento stesso; quindi, vado a Castelfidardo dal mio artigiano che costruiva fisarmoniche e gli dico: "Chiamiamo un ingegnere." E abbiamo chiamato l'ingegnere informatico che ha cominciato a lavorare su questa cosa, per cercare di creare questo suono. È nato dopo due anni e mezzo e ha visto la luce. Questo sogno, piano piano, piano piano, ogni anno, ogni anno, si trasforma sempre di più perché chiaramente è un'avventura.

D: Sei più compositore o più interprete?
R: Più interprete, senz'altro. Come compositore non mi sentirei mai all'altezza di quelli che sono stati i grandi compositori, sia classici e anche attuali, di colonne sonore eccetera, perché loro hanno scritto talmente tante cose meravigliose che io mi sentirei proprio un nulla. Già, a volte, provo un disagio nell' eseguire le loro colonne sonore, e mi dico: "Ma sarò all'altezza o meno?" Poi, la cosa carina, è che, spesso, mi incontro con direttori d'orchestra o con i compositori stessi che mi dicono: "Meraviglioso!" Una volta, un compositore tutt'ora vivente, molto in gamba, che lavorava a Roma, mi ha chiamato mentre io suonavo nel suo salotto e mi ha chiesto: "Ti posso riprendere?" Quindi, questa cosa mi ha dato la sicurezza di dire: "Andiamo avanti."

A margine del concerto il Maestro Diego Trivellini e il Cavaliere Natale Pagano sono stati premiati dal presidente dell'Associazione Parlamentare di Amicizia con gli Insigniti al Merito della Repubblica Italiana, il console Riccardo Di Matteo, in quanto l'intero ricavato della serata è stato devoluto all'Unicef.
  • Fondazione Seca
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