Castello svevo, Lima: «Recuperiamo la cappella carceraria e sistemiamola in piazza Re Manfredi»
Il consigliere torna sulla proposta già avanzata dall'ex sindaco Tarantini
domenica 5 febbraio 2017
Recupero della cappella carceraria ottocentesca del Castello. E' questa la proposta che il consigliere di Fratelli d'Italia, Raimondo Lima, da sempre attento alle tematiche legate con la tradizione della città, intende inoltrare al sindaco Amedeo Bottaro e alla Sovrintendenza.
Quella della cappella carceraria è una vicenda che si trascina da oramai trent'anni, quando in occasione del restauro del Castello si decise di smontarla (perché di epoca successiva a quella del Castello, edificato intorno all'anno Mille) in attesa di decidere una sistemazione alternativa. Nel 2008 il sindaco Tarantini con l'allora sovrintendente pugliese, Ruggero Martines, propose un ambizioso progetto per il recupero dell'area tra il Castello e piazza Re Manfredi per un costo di 4 milioni di euro. Gli interventi prevedevano da subito il riassetto e la pulizia del fossato-giardino, da rendere pedonale e raggiungibile con una scalinata da piazza Re Manfredi, in modo da creare una zona di passeggio fino alla spiaggetta retrostante il Castello. Nelle previsioni c'erano anche la realizzazione di due ponti di accesso al cortile (uno posteriore ed uno laterale, con la demolizione di alcune stalle abusive adagiate su un lato della struttura) e, soprattutto, la volontà di recuperare la famosa cappella del cortile centrale del Castello. Questa sarebbe dovuta essere rimontata in piazza Re Manfredi, proprio davanti a Palazzo Carcano, dove invece ora c'è un parcheggio libero costantemente presidiato dai parcheggiatori abusivi. In realtà il progetto rimase solamente sulla carta e i resti della cappella giacciono ancora in un deposito del castello.
«A distanza di anni – commenta Lima - faccio mia quella proposta e chiederò all'amministrazione Bottaro, all'assesorato alla Cultura, di adoperarsi presso la Sovrintendenza affinché possa riconsegnare alla città questo pezzo di storia riassemblando i blocchi e ricostruendo la Cappella, per allocarla nell'antistante piazza Re Manfredi (oggi triste parcheggio di auto, anche in parte abusivo e magari anch'essa un giorno interamente pedonale). Salvaguardiamo la storia della città, ricostruendo una memoria dei luoghi. In fondo - ironizza - la Sovrintendenza, oltre ad autorizzare banchetti nuziali, dovrebbe, tra una manifestazione e l'altra, pensare anche a questo».
Quella della cappella carceraria è una vicenda che si trascina da oramai trent'anni, quando in occasione del restauro del Castello si decise di smontarla (perché di epoca successiva a quella del Castello, edificato intorno all'anno Mille) in attesa di decidere una sistemazione alternativa. Nel 2008 il sindaco Tarantini con l'allora sovrintendente pugliese, Ruggero Martines, propose un ambizioso progetto per il recupero dell'area tra il Castello e piazza Re Manfredi per un costo di 4 milioni di euro. Gli interventi prevedevano da subito il riassetto e la pulizia del fossato-giardino, da rendere pedonale e raggiungibile con una scalinata da piazza Re Manfredi, in modo da creare una zona di passeggio fino alla spiaggetta retrostante il Castello. Nelle previsioni c'erano anche la realizzazione di due ponti di accesso al cortile (uno posteriore ed uno laterale, con la demolizione di alcune stalle abusive adagiate su un lato della struttura) e, soprattutto, la volontà di recuperare la famosa cappella del cortile centrale del Castello. Questa sarebbe dovuta essere rimontata in piazza Re Manfredi, proprio davanti a Palazzo Carcano, dove invece ora c'è un parcheggio libero costantemente presidiato dai parcheggiatori abusivi. In realtà il progetto rimase solamente sulla carta e i resti della cappella giacciono ancora in un deposito del castello.
«A distanza di anni – commenta Lima - faccio mia quella proposta e chiederò all'amministrazione Bottaro, all'assesorato alla Cultura, di adoperarsi presso la Sovrintendenza affinché possa riconsegnare alla città questo pezzo di storia riassemblando i blocchi e ricostruendo la Cappella, per allocarla nell'antistante piazza Re Manfredi (oggi triste parcheggio di auto, anche in parte abusivo e magari anch'essa un giorno interamente pedonale). Salvaguardiamo la storia della città, ricostruendo una memoria dei luoghi. In fondo - ironizza - la Sovrintendenza, oltre ad autorizzare banchetti nuziali, dovrebbe, tra una manifestazione e l'altra, pensare anche a questo».