Dalla Questura al racconto della sua vita Roberto Pellicone incontra il pubblico di Trani
La Fondazione S.E.C.A. ha ospitato la presentazione del libro e del docufilm che raccontano la carriera dell'ex questore Pellicone
mercoledì 19 agosto 2026
07.15
Una vita spesa per la giustizia quella di Roberto Pellicone, la cui carriera straordinaria si estende su quasi quattro decenni spesi per la giustizia, l'ordine e la sicurezza. Roberto Pellicone si è raccontato al pubblico di Trani, in un evento ospitato dalla Fondazione S.E.C.A. nella suggestiva cornice di Porta Vassalla, alle spalle della Cattedrale che si affaccia sul mare, dapprima presentando il suo libro autobiografico "La mia vita in Polizia: una storia lunga 38 anni" e, successivamente, con la proiezione di un docufilm che ripercorre la carriera nella Polizia di Stato, dagli esordi al reparto della mobile di Reggio Calabria fino alla direzione della D.I.G.O.S. e della Questura di Isernia, Barletta - Andria - Trani e Siracusa, passando per importantissime operazioni all'interno dell'antiracket e dell'antiterrorismo.
La presentazione, avvenuta sotto la moderazione della giornalista Floriana Tolve, ha avuto un grande seguito tra il pubblico; erano presenti, tra gli altri, l'attuale Questore, il dottor Alfredo Fabbrocini e il Procuratore Capo del Tribunale di Trani, il dottor Renato Nitti. Particolarmente commovente è stato il passaggio dedicato all'Assistente Capo Coordinatore Giovanni Battista Vitrani, scomparso qualche anno fa prematuramente e ricordato con grande stima e affetto dal dottor Roberto Pellicone.
Tra vita privata, delicate operazioni di Polizia e decisioni difficili da adottare, il dottor Roberto Pellicone si è raccontato ai microfoni di Traniviva.
D: Una vita dedicata alla giustizia attraverso il suo lavoro in Polizia; dottor Pellicone, se dovesse riassumere la sua storia in una sola parola, quale sarebbe?
R: È difficile riassumere una sola parola; sicuramente sono orgoglioso di aver servito lo Stato per 38 anni. Questo è quello che mi sento dire, e ho deciso, ho pensato di realizzare questo "diario di viaggio", innanzitutto per raccontare la mia storia, ma che è la storia di tanti poliziotti. Ringraziare chi mi ha accompagnato in questi 38 anni e anche un po' per ricordare chi ci ha lasciato in questi anni. Quindi è una "dichiarazione d'amore" per la Polizia di Stato.
D: Il libro che ha scritto riassume i suoi 38 anni di carriera: ci racconterà più l'uomo o la divisa?
R: Ci racconta molto dell'uomo che c'è dietro la divisa ma, chiaramente, la protagonista è la vita in Polizia, come recita il titolo: racconta delle indagini, racconta delle dei successi, degli insuccessi, delle ansie, delle responsabilità, talvolta - anche con ironia – poi, vorrei anche sottolineare il fatto che il ricavato della vendita del libro verrà devoluto a un'associazione per beneficenza.
D: Nel momento attuale, in cui spesso la Polizia subisce spesso attacchi dall'opinione pubblica e dalla politica quale valore assume il messaggio del suo libro?
R: Penso che assuma un valore importante, perché consente, secondo me, anche di avvicinare la gente e, soprattutto, i giovani alla Polizia, per far comprendere quali sono le difficoltà che incontriamo ogni giorno. Il motto della polizia è "Esserci sempre"; penso che noi ci siamo ogni giorno.
La presentazione, avvenuta sotto la moderazione della giornalista Floriana Tolve, ha avuto un grande seguito tra il pubblico; erano presenti, tra gli altri, l'attuale Questore, il dottor Alfredo Fabbrocini e il Procuratore Capo del Tribunale di Trani, il dottor Renato Nitti. Particolarmente commovente è stato il passaggio dedicato all'Assistente Capo Coordinatore Giovanni Battista Vitrani, scomparso qualche anno fa prematuramente e ricordato con grande stima e affetto dal dottor Roberto Pellicone.
Tra vita privata, delicate operazioni di Polizia e decisioni difficili da adottare, il dottor Roberto Pellicone si è raccontato ai microfoni di Traniviva.
D: Una vita dedicata alla giustizia attraverso il suo lavoro in Polizia; dottor Pellicone, se dovesse riassumere la sua storia in una sola parola, quale sarebbe?
R: È difficile riassumere una sola parola; sicuramente sono orgoglioso di aver servito lo Stato per 38 anni. Questo è quello che mi sento dire, e ho deciso, ho pensato di realizzare questo "diario di viaggio", innanzitutto per raccontare la mia storia, ma che è la storia di tanti poliziotti. Ringraziare chi mi ha accompagnato in questi 38 anni e anche un po' per ricordare chi ci ha lasciato in questi anni. Quindi è una "dichiarazione d'amore" per la Polizia di Stato.
D: Il libro che ha scritto riassume i suoi 38 anni di carriera: ci racconterà più l'uomo o la divisa?
R: Ci racconta molto dell'uomo che c'è dietro la divisa ma, chiaramente, la protagonista è la vita in Polizia, come recita il titolo: racconta delle indagini, racconta delle dei successi, degli insuccessi, delle ansie, delle responsabilità, talvolta - anche con ironia – poi, vorrei anche sottolineare il fatto che il ricavato della vendita del libro verrà devoluto a un'associazione per beneficenza.
D: Nel momento attuale, in cui spesso la Polizia subisce spesso attacchi dall'opinione pubblica e dalla politica quale valore assume il messaggio del suo libro?
R: Penso che assuma un valore importante, perché consente, secondo me, anche di avvicinare la gente e, soprattutto, i giovani alla Polizia, per far comprendere quali sono le difficoltà che incontriamo ogni giorno. Il motto della polizia è "Esserci sempre"; penso che noi ci siamo ogni giorno.