Asl Bt PTA Trani. <span>Foto Tonino Lacalamita</span>
Asl Bt PTA Trani. Foto Tonino Lacalamita
Sanità

Liste d’attesa, la Puglia accelera: via alla Fase 2 con nuove regole, più controlli e 20 milioni per le prestazioni aggiuntive

La Giunta regionale approva la delibera che avvia la seconda fase del Piano sperimentale: percorsi dedicati per pazienti fragili

La Regione Puglia rilancia la strategia per ridurre le liste d'attesa e riorganizzare l'offerta sanitaria. Con una delibera approvata dalla Giunta, parte ufficialmente la Fase 2 del Piano sperimentale, che recepisce l'Intesa Stato‑Regioni dell'11 giugno 2026 sul nuovo Piano Nazionale di Governo delle Liste d'Attesa 2026‑2028 e aggiorna in anticipo il Piano regionale. La decisione arriva dopo una prima fase considerata positiva: dal 1° febbraio al 30 giugno 2026, grazie al recall attivo, sono stati richiamati 231.435 assistiti e recuperate 157.176 prestazioni, superando l'obiettivo fissato a 124.320. Il recall ha permesso anche di "pulire" le liste, eliminando prenotazioni non più necessarie, duplicate o già eseguite. Vediamo di capire insieme le novità.

Percorsi dedicati per pazienti fragili, oncologici e rari. Le Aziende dovranno garantire accessi facilitati ai percorsi diagnostici completi per:
  • pazienti oncologici (sospetti o accertati),
  • persone con malattie rare,
  • soggetti in condizioni di fragilità.
Le prestazioni collegate a tempi biologici (percorso nascita, età evolutiva) saranno programmate direttamente dallo specialista. Le visite di controllo dovranno essere prenotate internamente, senza passaggi al CUP. Per gli esenti 048, è prevista la presa in carico totale.

Prescrizioni più rigorose e tempi certi. La nuova delibera introduce regole più stringenti per garantire appropriatezza e rapidità:
  • Obbligo di indicare il quesito diagnostico.
  • Distinzione tra primo accesso (con garanzia temporale) e accessi successivi, gestiti direttamente dallo specialista.
  • Conferma dei tempi massimi:
    • U: 72 ore
    • B: 10 giorni
    • D: 30 giorni per visite, 60 per diagnostica
    • P: 120 giorni
Viene introdotta anche la scadenza delle ricette: le U perdono validità dopo 5 giorni, le B dopo 15. Restano attivi i blocchi automatici del sistema informativo su prescrizioni inappropriate, screening, ripetizioni e esenzioni non coerenti.

Riorganizzazione dell'offerta e nuovi percorsi territoriali. La Regione ridefinisce gli ambiti territoriali di garanzia: se un territorio non rispetta i tempi, scattano preliste e liste di tutela con ricontatto entro 5 giorni (classe B), 10‑15 (D), 20 (P). Si rafforza la rete territoriale con:
  • Case della Comunità
  • Ospedali di Comunità
  • Farmacie dei Servizi
  • Reti di cure palliative
Per i ricoveri programmati vengono fissati tempi massimi (30 giorni per classe A, 60 per B, 180 per C, 12 mesi per D) e introdotti i RAO anche per i ricoveri.

Piani Aziendali entro il 14 settembre. Le Aziende sanitarie dovranno adottare entro il 14 settembre 2026 il proprio Piano Aziendale di recupero, valido fino al 31 dicembre. Le prime azioni riguardano:
  • Stabilizzazione del recall e prevenzione dei "no show".
  • Definizione dei target di recupero delle prenotazioni fuori soglia.
  • Miglioramento dei tempi delle nuove prescrizioni.
  • Valutazione dell'appropriatezza ex ante ed ex post.
  • Tracciabilità delle attività e monitoraggio mensile di costi e prestazioni.
Appropriatezza prescrittiva: nasce il Tavolo regionale. La delibera istituisce un Tavolo regionale sull'appropriatezza prescrittiva, coordinato da AReSS e Dipartimento Salute, con medici di base, Ordini professionali e Direzioni sanitarie. Obiettivi: analisi dei dati, omogeneità dei codici di priorità, audit clinici, formazione.
Ogni Azienda costituirà un gruppo interno di verifica, in raccordo con l'Accordo Collettivo Nazionale della medicina generale.

Monitoraggio e finanziamenti. Il monitoraggio si basa su due sistemi:
  1. Sistema nazionale, che incide sulla quota premiale del Fondo Sanitario Nazionale.
  2. Sistema regionale dei Piani Aziendali, che valuta recupero, sostenibilità e rispetto dei tempi.
La Regione assegna 20 milioni di euro per le prestazioni aggiuntive, ripartiti per provincia. Le Aziende dovranno identificare con codici specifici le prestazioni aggiuntive e dimostrare di aver garantito l'attività ordinaria nel rispetto dei limiti europei sull'orario di lavoro.

Una leva di riorganizzazione strutturale. La delibera della Regione Puglia non punta solo ad aumentare le prestazioni, ma a riorganizzare il sistema sanitario pugliese:
  • Programmazione basata sulla domanda reale.
  • Maggiore utilizzo di strutture e tecnologie.
  • Responsabilizzazione delle direzioni strategiche e dei distretti.
Queste azioni contribuiranno alla definizione del Piano Operativo 2026‑2028, che dovrà consolidare la nuova architettura dell'offerta sanitaria regionale. In definitiva, la Fase 2 del Piano non rappresenta soltanto un intervento tecnico, ma un segnale politico e amministrativo preciso: la volontà della Regione Puglia di accorciare le distanze con i cittadini, rendendo il sistema sanitario più accessibile, più trasparente e più capace di rispondere ai bisogni reali delle persone. Il potenziamento del recall, la riorganizzazione delle agende, i percorsi dedicati per i pazienti fragili e l'investimento sulle prestazioni aggiuntive sono tasselli di una strategia che punta a restituire fiducia, soprattutto a chi vive quotidianamente le difficoltà delle attese. La sfida è complessa, ma la direzione è tracciata: un sistema sanitario più vicino, più presente, più attento, capace di trasformare un piano operativo in un impegno concreto verso la comunità pugliese.
Fonte Dati Regione Puglia Delibera n. 880.26 18.8.26
  • Sanità
  • Regione Puglia
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