Il Castello Svevo come sala ricevimenti? Noi Con Salvini Puglia non ci sta
Il coordinatore Sasso: «M'impegnerò per evitare un uso personalistico della struttura»
venerdì 16 settembre 2016
«Apprendiamo dagli organi di stampa che il Castello Svevo di Trani sia stato utilizzato nella serata di sabato 10 settembre per un festeggiamento privato, un banchetto nuziale». Per Rossano Sasso Coordinatore Regionale di Noi con Salvini Puglia «è scandaloso come un monumento del genere sia stato usato per un banchetto nuziale, a questo punto si potrebbe utilizzare Castel del Monte per una comunione, o perchè no il Castello Federiciano di Lucera per un addio al celibato».
«Mi chiedo - prosegue Sasso - come sia stato possibile concedere a dei privati l'utilizzo del Castello, quanto sia costato l'affitto, e possibilmente mi piacerebbe sapere il cognome della "principessa" che ha potuto coronare il suo sogno d'amore in un castello, degna cornice appunto di una principessa. Tutto questo per smentire le voci che girano e che dicono che si tratti della figlia di un noto esponente politico locale. Vero è che il direttore del Castello, l'architetto Rosa Mezzina, aveva lasciato intendere che il Castello sarebbe diventato, grazie alla sottoscrizione di un protocollo d'intesa, una "estensione della casa comunale" con la celebrazione (seppur discutibile) di soli matrimoni in forma civile, ma non aveva mai fatto riferimento ad antipasti, risotti e torte nuziali. Possibile che qualcuno abbia paragonato un banchetto nuziale ad un evento culturale degno dell'utilizzo di un siffatto monumento? È questo il modo in cui a Trani si intende valorizzare il patrimonio artistico e culturale? Cosa risponde il sindaco? Ed il direttore del Castello, al quale queste osservazioni a quanto pare sono state già fatte dai Sindacati e dalla RSU del Polo Museale della Puglia, cosa risponde?».
«Per evitare che possano alimentarsi ulteriori sospetti su un presunto uso "personalistico" del Castello Svevo di Trani, e per evitare che ciò possa accadere anche per altri castelli e monumenti della nostra regione, come movimento politico Noi con Salvini chiediamo risposte esaustive e personalmente mi impegnerò - conclude Sasso - a raccogliere informazioni e documenti utili ai fini di una interrogazione parlamentare».
«Mi chiedo - prosegue Sasso - come sia stato possibile concedere a dei privati l'utilizzo del Castello, quanto sia costato l'affitto, e possibilmente mi piacerebbe sapere il cognome della "principessa" che ha potuto coronare il suo sogno d'amore in un castello, degna cornice appunto di una principessa. Tutto questo per smentire le voci che girano e che dicono che si tratti della figlia di un noto esponente politico locale. Vero è che il direttore del Castello, l'architetto Rosa Mezzina, aveva lasciato intendere che il Castello sarebbe diventato, grazie alla sottoscrizione di un protocollo d'intesa, una "estensione della casa comunale" con la celebrazione (seppur discutibile) di soli matrimoni in forma civile, ma non aveva mai fatto riferimento ad antipasti, risotti e torte nuziali. Possibile che qualcuno abbia paragonato un banchetto nuziale ad un evento culturale degno dell'utilizzo di un siffatto monumento? È questo il modo in cui a Trani si intende valorizzare il patrimonio artistico e culturale? Cosa risponde il sindaco? Ed il direttore del Castello, al quale queste osservazioni a quanto pare sono state già fatte dai Sindacati e dalla RSU del Polo Museale della Puglia, cosa risponde?».
«Per evitare che possano alimentarsi ulteriori sospetti su un presunto uso "personalistico" del Castello Svevo di Trani, e per evitare che ciò possa accadere anche per altri castelli e monumenti della nostra regione, come movimento politico Noi con Salvini chiediamo risposte esaustive e personalmente mi impegnerò - conclude Sasso - a raccogliere informazioni e documenti utili ai fini di una interrogazione parlamentare».