Ancora degrado del fossato del Castello, la denuncia di Mimmo Briguglio
Il consigliere di maggioranza: «Mi dissocio da quest'inerzia dell'amministrazione comunale»
domenica 12 marzo 2017
Il consigliere comunale Procacci , "sono stanco di essere ammonito dai cittadini, rimproveri irripetibili a causa della inerzia da parte dell'amministrazione, nonostante le continue e ripetute segnalazioni e denunce fatte da cittadini e turisti". Ho personalmente accompagnato nella splendida Trani docenti di rilievo internazionale, insegnanti di corsi Master all'Università di Bari, affascinati dalle bellezze del territorio e dalle opere museali che abbiamo, come Cattedrale, Palazzo Beltrani, Palazzo Telesio e tante Il quartiere Ebraico ed il Castello Svevo.
In occasione della #DomenicalMuseo e dell'#8MarzoAlMuseom, iniziative del MIBACT nazionale, abbiamo condotto i visitatori al Castello Svevo, dove,all'ingresso,l'accogliente e guida turistica ha spiegato le funzioni del fossato che nel 1200, con i rivellini di controllo e ponte levatoio, era invaso di acqua di mare e non come attualmente "diventato un ricettacolo di topi specificando che la sua manutenzione non è sotto la competenza del Ministero dei Beni Culturali o del Polo Museale ma del Sindaco di Trani"!
L'amministrazione comunale, responsabile della custodia del fossato, è stata esortata più volte ad intervenire a ripulire lo spazio oltre che a smaltire le palme colpite da punteruolo rosso, ma ancora oggi risulta essere in totale abbandono. È evidente che l'oratore ha additato ed invitato me, quale rappresentante dell'Assise Comunale ad intervenie ponendo fine alla incresciosa e vergognoso persistere della area.
Ecco che, durante il percorso didattico informativo, giunti nei due saloni che si affacciano sul mare e nella parte retrostante del maniero federiciano, un'ulteriore discarica a cielo aperto, una struttura fatiscente, abbandonata e contenitore probabilmente anche di resti di amianto, accanto alla zona parcheggio utilizzata sia dei frequentatori del tribunale sia dei turisti che visitano ogni anno la nostra città.
La guida ha ammonito lo scrivente che non sapeva dove mettere la faccia dinanzi a tutti i docenti e discenti presenti, sottolineando che "il turismo a Trani non arriva solo perché attirato dalla splendida cattedrale del 1100 circa ma anche del Castello Svevo, che risale al 1233, - concludendo - "non possiamo presentarci agli ospiti in questa maniera barbara, il Fossato del Castello Svevo deve essere una risorsa, un polmone verde e parte integrante della città".
Uscendo dallo stesso maniero, la guida non ha risparmiato una ulteriore "sfrugugliata" in chiara direzione dello scrivente, evidenziando che nel fossato sotto la giungla di erba alta oltre un metro, palme marce e cadute dopo essere state colpite dal punteruolo rosso e immondizia a cielo aperto, vi sono un centinaio di faretti con tutto un impianto di illuminazione che alla comunità è costato qualche milione di euro, ma che come ben ha fatto egli stesso notare, risulta essere spento e mai stato acceso dalle amministrazioni comunali, evidentemente ben fanno a tenere al buio la discarica oltre che il castello, quando da poco meno di trecento metri arriva la luce indiretta della cattedrale del 1100.
Dunque l'intervento di pulizia deve essere assolutamente effettuato e magari anche accompagnato da iniziative repressive che individuino sanzionandoli i responsabili dello scempio. Una situazione assolutamente insopportabile da debellare nel più breve tempo possibile, prima che il degrado raggiunga limiti di pericolosità de'igiene e salute pubblica. Il Castello è quotidianamente meta di centinaia di turisti ed il suo decoro è condizione imprescindibile per la sua valorizzazione turistica.
A Trani si parla di turismo come volano dello sviluppo cittadino per la creazione di posti di lavoro, ma se presentiamo la città in queste condizioni dimostriamo di essere incapaci di custodire il nostro patrimonio storico. Il sottoscritto si dissocia da questa inerzia avuta dall'Amministrazione Comunale, e presenterà una interpellanza scritta in Consiglio comunale e chiedendo spiegazioni in merito.
- Domenico Briguglio - Realtà Italia
In occasione della #DomenicalMuseo e dell'#8MarzoAlMuseom, iniziative del MIBACT nazionale, abbiamo condotto i visitatori al Castello Svevo, dove,all'ingresso,l'accogliente e guida turistica ha spiegato le funzioni del fossato che nel 1200, con i rivellini di controllo e ponte levatoio, era invaso di acqua di mare e non come attualmente "diventato un ricettacolo di topi specificando che la sua manutenzione non è sotto la competenza del Ministero dei Beni Culturali o del Polo Museale ma del Sindaco di Trani"!
L'amministrazione comunale, responsabile della custodia del fossato, è stata esortata più volte ad intervenire a ripulire lo spazio oltre che a smaltire le palme colpite da punteruolo rosso, ma ancora oggi risulta essere in totale abbandono. È evidente che l'oratore ha additato ed invitato me, quale rappresentante dell'Assise Comunale ad intervenie ponendo fine alla incresciosa e vergognoso persistere della area.
Ecco che, durante il percorso didattico informativo, giunti nei due saloni che si affacciano sul mare e nella parte retrostante del maniero federiciano, un'ulteriore discarica a cielo aperto, una struttura fatiscente, abbandonata e contenitore probabilmente anche di resti di amianto, accanto alla zona parcheggio utilizzata sia dei frequentatori del tribunale sia dei turisti che visitano ogni anno la nostra città.
La guida ha ammonito lo scrivente che non sapeva dove mettere la faccia dinanzi a tutti i docenti e discenti presenti, sottolineando che "il turismo a Trani non arriva solo perché attirato dalla splendida cattedrale del 1100 circa ma anche del Castello Svevo, che risale al 1233, - concludendo - "non possiamo presentarci agli ospiti in questa maniera barbara, il Fossato del Castello Svevo deve essere una risorsa, un polmone verde e parte integrante della città".
Uscendo dallo stesso maniero, la guida non ha risparmiato una ulteriore "sfrugugliata" in chiara direzione dello scrivente, evidenziando che nel fossato sotto la giungla di erba alta oltre un metro, palme marce e cadute dopo essere state colpite dal punteruolo rosso e immondizia a cielo aperto, vi sono un centinaio di faretti con tutto un impianto di illuminazione che alla comunità è costato qualche milione di euro, ma che come ben ha fatto egli stesso notare, risulta essere spento e mai stato acceso dalle amministrazioni comunali, evidentemente ben fanno a tenere al buio la discarica oltre che il castello, quando da poco meno di trecento metri arriva la luce indiretta della cattedrale del 1100.
Dunque l'intervento di pulizia deve essere assolutamente effettuato e magari anche accompagnato da iniziative repressive che individuino sanzionandoli i responsabili dello scempio. Una situazione assolutamente insopportabile da debellare nel più breve tempo possibile, prima che il degrado raggiunga limiti di pericolosità de'igiene e salute pubblica. Il Castello è quotidianamente meta di centinaia di turisti ed il suo decoro è condizione imprescindibile per la sua valorizzazione turistica.
A Trani si parla di turismo come volano dello sviluppo cittadino per la creazione di posti di lavoro, ma se presentiamo la città in queste condizioni dimostriamo di essere incapaci di custodire il nostro patrimonio storico. Il sottoscritto si dissocia da questa inerzia avuta dall'Amministrazione Comunale, e presenterà una interpellanza scritta in Consiglio comunale e chiedendo spiegazioni in merito.
- Domenico Briguglio - Realtà Italia