Appalti del piano di zona, bomba in maggioranza

De Noia: «Da Corrado squallida incoerenza e becero opportunismo politico». Il consigliere del PdL lancia pesanti accuse al collega di coalizione

domenica 25 settembre 2011 17.19
Acque agitate nella maggioranza di centrodestra. Francesco De Noia risponde al suo collega di coalizione, Beppe Corrado, sulla vicenda delle gare del piano di zona. Non una risposta qualsiasi, ma un attacco frontale decisamente pesante. «E' ignobile - scrive De Noia - che Corrado anteponga gli interessi di una certa politica al conseguimento di importanti risultati per l'amministrazione, per la città e per i suoi cittadini. Vorrebbe annullare in un batter d'occhio il duro lavoro portato avanti dalla dirigente che, lavorando anche nei mesi estivi, consentirà di poter avviare una serie di nuovi ed importanti servizi. Questo suo voler ergersi a paladino della giustizia non gli si addice affatto, atteso che il suo improvviso desiderio di allargare la partecipazione a realtà che già svolgono servizi sociali per conto dell'ufficio di piano è una contraddizione in termini».

De Noia spiega: «La partecipazione alle gare viene estesa quando si invitano alle procedure di appalto enti sino a quel momento ignorati, come nel caso delle gare avviate dalla dirigente Cianti, alla quale desidero esprimere la mia solidarietà per la brutale aggressione subita, venerdì mattina, nel suo ufficio ad opera di quattro cafoni, letteralmente accecati dalla loro mania di grandezza. Mi chiedo, come mai, Corrado non utilizzi la stessa veemenza, per avviare le procedure di gara per quei svariati servizi di pulizia, manutenzione del verde pubblico, e del cimitero, che sono detenuti dalla stessa cooperativa da più di sei anni ed alla quale vengono sistematicamente prorogati al costo di 100.000 euro al mese, ossia di più di un milione e 200 mila euro l'anno, senza contare gli interventi straordinari . Nessuna rimostranza in questo caso. Chissà perché».

Il consigliere prosegue: «Mi chiedo ancora come mai il consigliere provinciale di Trani non abbia protestato contro l'affidamento diretto, sempre alla medesima cooperativa, del servizio di pulizia avviato per l'inserimento lavorativo: 170.000 euro per tre mesi di cui 150.000 appartenenti ai capitoli di bilancio del piano sociale di zona. Anche in questo caso abbiamo un Corrado silente. Nessuna rimostranza. Lo stesso dovrebbe farci conoscere i nominativi delle unità assunte dalla ditta che, atteso l'ingente importo stanziato per un periodo risicato di tre mesi, dovrebbero essere almeno 50».

«Qualcuno - si legge nel comunicato - potrebbe pensare che non sia il metodo seguito da questo o quel dirigente ad essere sotto accusa, ma le realtà imprenditoriali che devono essere invitate per non avere problemi. Se vengono invitate determinate ditte, nulla quaestio. Se si osa sgarrare parte la gogna mediatica e non solo. Corrado non dice nulla sulla determina 14 del 26 gennaio 2010 con la quale è stata affidata all'Oasi 2 a trattativa privata, direttamente, senza gara d'appalto, il servizio dell'unità di strada, del centro a bassa soglia e delle borse lavoro, per un importo di 340 mila euro. Le risorse economiche furono elargite con una singolare motivazione: evitare la chiusura dei servizi a causa della mancanza di finanziamenti. Strano ma vero: si attribuiscono rilevanti risorse economiche non per avviare servizi utili al cittadino, ma per evitare la chiusura di strutture, in violazione alle direttive comunitarie sugli aiuti pubblici alle imprese. E su questo atto per ora mi fermo qui».

De Noia tira dentro anche l'affidamento diretto per la gestione dello sportello informagiovani ad una cooperativa di Bari. «Anche in questo caso, Corrado non dice nulla. L'importo è stato di 30mila euro che, prima dell'approvazione del decreto sviluppo del governo nel mese di luglio, superava la soglia prevista per gli affidamenti diretti, cioé i 20mila euro. C'è da chiedersi, altresì, come sia stata individuata questa ditta, così come Corrado tace sui contributi piovuti a pioggia per l'estate tranese. Scandaloso».

Altro giro di valzer. «Vi sono contratti di appalto che sono prorogati continuamente e che, quindi, eliminano la possibilità ad altre imprese di poter partecipare. Ma su questo Corrado fa orecchie da mercante. Per quanto riguarda gli interventi di carattere volontario non credo ci sia nessuna preclusione a poter avviare anche tali progetti, ma non si può pensare di sostituire le attività avviate come organizzazione d'impresa con quelle di mero volontario al quale non si può chiedere lo stesso impegno contrattuale. Si arrampica sugli specchi parlando di indirizzi sovrapposti, non sapendo, evidentemente, che in città come Roma, Milano, ma anche, ad esempio, Bari vi sono ditte che avendo sede nello steso edificio (anche decine) hanno lo steso numero civico o che, per motivi fiscali, fissano la sede legale presso il proprio commercialista. La scelta delle ditte da invitare per procedure d'appalto avviate dall'ufficio di piano è chiarissima: aziende che hanno richiesto di essere inserite nelle ditte di fiducia e non hanno rapporti contrattuali con l'ufficio di piano. Una scelta giusta che consente ad altre aziende di lavorare con la pubblica amministrazione. Se avesse avuto un po' più di imparzialità avrebbe saputo dalla dirigente che qualsiasi azienda dovesse aggiudicarsi anche uno solo dei servizi posti in gara sarà esclusa dalle successive procedure d'appalto. Scelta giusta anche questa. In questo modo si allarga effettivamente la partecipazione».

Morale della favola. «Invito la Cianti - dice De Noia - a proseguire su questa rotta che, sono sicuro, consentirà davvero a tutto l'associazionismo locale, al terzo settore, e non solo, di poter vedere realizzate le proprie aspettative. Il piano di zona infatti, ha bisogno della partecipazione di tutti, affinchè consegua i suoi obiettivi. E' indispensabile realizzarli in fretta, anche perché, la prossima distribuzione delle risorse regionali tra gli ambiti, non avverrà più, in parti uguali, ma in base alla spesa storica, premiando gli ambiti più operosi. In pratica più si spende, più si realizzano servizi, maggiori, in futuro, saranno le risorse. Per questi motivi, è necessario che tutti gli organismi del terzo settore non si facciano depistare e dialoghino con l'ufficio di piano per concordare con la dirigente, forme e modalità di partecipazione per la realizzazione del piano sociale di zona».