Premio Nazionale Franco Enriquez Città di Sirolo 2026 a Gianni Forte per il suo “Schegge”

Il noto regista Gianni Forte, di origini andriesi ma residente a Trani, insignito con il Premio per la drammaturgia

martedì 1 settembre 2026 9.57
Gianni Forte, regista, fotografo, autore e drammaturgo di fama internazionale, ancora una volta rende grande il nome della Puglia e della provincia BAT al livello nazionale, dopo aver vinto il premio Enriquez per la drammaturgia 2026. Il prestigioso Festival Premio Nazionale Franco Enriquez è arrivato alla ventiduesima edizione e quest'anno, fra i premiati c'è anche Gianni Forte, insieme a nomi del calibro di Giuliana De Sio e Lino Guanciale.

Gianni Forte è stato insignito lo scorso 30 agosto, presso il teatro Cortesi di Sirolo, del Premio Enriquez per il suo "Schegge di memoria disordinata a inchiostro policromo" un'opera che si ispira ha fatti realmente accaduti tra gli anni '70 e '80, quando il giovane Billy Milligan violentò in una settimana tre donne in Ohio; arrestato e riconosciuto colpevole, il ventiquattrenne fu riconosciuto come uno dei primi casi di disturbo dissociativo dell'identità. Tuttavia, Forte va oltre la mera ricostruzione dei fatti, per indagare le contraddizioni dell'animo umano, i suoi desideri e le inquietudini che non riescono a manifestarsi all'esterno. È proprio questo uno degli elementi dell'opera che più hanno convinto la giuria a premiare Gianni Forte. L'opera si inserisce proprio nel solco del tema della ventiduesima edizione: "il teatro, una via per la pace," declinato da Forte nel senso di pace delle emozioni ed equilibrio dell'animo umano, sempre più destabilizzato da un mondo in conflitto.

Il regista ha origini andriesi, sebbene risieda a Trani da diverso tempo e vanta una brillante carriera che lo porta da Bari fino a Roma e Parigi: direttore artistico dei teatri di Bari insieme a Teresa Ludovico e Nicola Lagioia, ha lavorato con produzioni internazionali che lo hanno portato a lavorare fino a Parigi, dove soggiorna per lunghi periodi dell'anno. Tra le sue più grandi ambizioni vi è quella di portare l'Europa sul palco del teatro Kismet, come affermato in una recente intervista, così da confermare quella dimensione internazionale su cui la Puglia è ormai proiettata da tempo.