Sanità, Ferri (FdI): «Il centrosinistra ha tradito i cittadini di Trani, il Pta promesso nel 2016 è rimasto sulla carta»
Nel Consiglio regionale monotematico il consigliere di Fratelli d'Italia mette a confronto il protocollo del 2016 e la delibera del 2025
mercoledì 15 luglio 2026
"Nel Consiglio monotematico sulla Sanità ho voluto portare all'attenzione dei colleghi consiglieri due atti della Regione Puglia. Due soli documenti, che dimostrano, con il rigore delle carte bollate e non con la retorica, che ai cittadini di Trani è stata raccontata una storia che i fatti non hanno mai confermato.
Il primo atto è il Protocollo d'Intesa del 10 agosto 2016, firmato da Regione Puglia, Comune di Trani e ASL BAT. Si decise la chiusura definitiva dell'Ospedale di Trani. Ma fu detto che quella chiusura non era una penalizzazione perché sarebbe stata sostituita da un Presidio Territoriale di Assistenza (PTA) di livello straordinario. E il protocollo lo descrive nel dettaglio: una Piastra Operatoria 'a valenza aziendale', punto di riferimento chirurgico per l'intera provincia. Un Polo Didattico Universitario di Medicina di Comunità. Un Ospedale di Comunità con dieci posti letto, definito 'pratica di eccellenza'. Un'area di emergenza-urgenza completa, con Punto di Primo Intervento Territoriale (PPIT) e servizio 118. E, nell'ex Ospedale Pediatrico, un'intera Cittadella Sociosanitaria con salute mentale, neuropsichiatria infantile, dipendenze patologiche. Tutto corredato da un piano di investimenti FESR dettagliato in venticinque schede tecniche.
Il secondo atto è la Delibera di Giunta n. 1315 del 12 settembre 2025. Nove anni dopo. E questa delibera, da sola, certifica il fallimento della prima: perché non celebra il compimento di quel progetto, ma ne approva la riscrittura, 'ridefinendo l'organizzazione' di un presidio che avrebbe già dovuto essere pienamente operativo.
E cosa troviamo, confrontando i due testi? Una discrasia totale.
La Piastra Operatoria 'a valenza aziendale' del 2016 è diventata, nel 2025, un semplice Day Service Chirurgico: interventi entro sei-otto ore, dimissione domiciliare. Il Polo Didattico Universitario è sparito dalle carte. L'Ospedale di Comunità e la Casa di Comunità, presentati nel 2016 come realtà consolidata, risultano nel 2025 ancora 'in fase di completamento' o 'da attivare'. L'area di emergenza-urgenza si riduce a poche postazioni mediche mobili, senza alcuna centrale di soccorso, senza pronto soccorso. Gli ambulatori di chirurgia e urologia sono oggi gestiti da personale incardinato altrove: Trani non ha più medici propri. E l'intera Cittadella Sociosanitaria dell'ex Pediatrico non è più parte della discussione.
Due Bollettini Ufficiali della Regione Puglia, a nove anni di distanza, che si contraddicono punto per punto. E se qualcuno pensasse che questo sia un capitolo chiuso, ricordo un fatto di poco più di un mese fa: il 10 giugno la Giunta ha stanziato oltre 25 milioni di euro per il potenziamento dei pronto soccorso pugliesi, dichiarando l'obiettivo di una 'distribuzione equa delle risorse'. Ebbene, in quell'elenco non compare un solo euro per la ASL BAT — un territorio con tre soli pronto soccorso e nessuna centrale operativa 118. La discrasia tra le promesse scritte e la realtà amministrata non appartiene al passato: è un metodo che continua oggi.
Voglio ricordare che la Regione Puglia è governata dal centrosinistra ininterrottamente dal 2005, e quel protocollo del 2016 porta anche la firma del Sindaco di Trani, la cui giunta di centrosinistra governa la città dal 2015 senza mai averne preteso il rispetto. Questa è una responsabilità politica precisa, non un'accusa generica.
L'articolo 32 della Costituzione non lascia margini: la salute è un diritto fondamentale, non una concessione dosata secondo la convenienza di un bilancio. Chiedo che il PTA di Trani venga realizzato secondo quanto scritto nel 2016, con tempi certi e verificabili. Chiedo una vera centrale operativa 118 per la BAT. Chiedo che le risorse escluse un mese fa vengano restituite con un provvedimento correttivo immediato. E chiedo che questa Assemblea vigili, da oggi, perché la distanza tra un protocollo e l'altro non si ripeta una terza volta. Perché il diritto alla cura non si rinvia".
Il primo atto è il Protocollo d'Intesa del 10 agosto 2016, firmato da Regione Puglia, Comune di Trani e ASL BAT. Si decise la chiusura definitiva dell'Ospedale di Trani. Ma fu detto che quella chiusura non era una penalizzazione perché sarebbe stata sostituita da un Presidio Territoriale di Assistenza (PTA) di livello straordinario. E il protocollo lo descrive nel dettaglio: una Piastra Operatoria 'a valenza aziendale', punto di riferimento chirurgico per l'intera provincia. Un Polo Didattico Universitario di Medicina di Comunità. Un Ospedale di Comunità con dieci posti letto, definito 'pratica di eccellenza'. Un'area di emergenza-urgenza completa, con Punto di Primo Intervento Territoriale (PPIT) e servizio 118. E, nell'ex Ospedale Pediatrico, un'intera Cittadella Sociosanitaria con salute mentale, neuropsichiatria infantile, dipendenze patologiche. Tutto corredato da un piano di investimenti FESR dettagliato in venticinque schede tecniche.
Il secondo atto è la Delibera di Giunta n. 1315 del 12 settembre 2025. Nove anni dopo. E questa delibera, da sola, certifica il fallimento della prima: perché non celebra il compimento di quel progetto, ma ne approva la riscrittura, 'ridefinendo l'organizzazione' di un presidio che avrebbe già dovuto essere pienamente operativo.
E cosa troviamo, confrontando i due testi? Una discrasia totale.
La Piastra Operatoria 'a valenza aziendale' del 2016 è diventata, nel 2025, un semplice Day Service Chirurgico: interventi entro sei-otto ore, dimissione domiciliare. Il Polo Didattico Universitario è sparito dalle carte. L'Ospedale di Comunità e la Casa di Comunità, presentati nel 2016 come realtà consolidata, risultano nel 2025 ancora 'in fase di completamento' o 'da attivare'. L'area di emergenza-urgenza si riduce a poche postazioni mediche mobili, senza alcuna centrale di soccorso, senza pronto soccorso. Gli ambulatori di chirurgia e urologia sono oggi gestiti da personale incardinato altrove: Trani non ha più medici propri. E l'intera Cittadella Sociosanitaria dell'ex Pediatrico non è più parte della discussione.
Due Bollettini Ufficiali della Regione Puglia, a nove anni di distanza, che si contraddicono punto per punto. E se qualcuno pensasse che questo sia un capitolo chiuso, ricordo un fatto di poco più di un mese fa: il 10 giugno la Giunta ha stanziato oltre 25 milioni di euro per il potenziamento dei pronto soccorso pugliesi, dichiarando l'obiettivo di una 'distribuzione equa delle risorse'. Ebbene, in quell'elenco non compare un solo euro per la ASL BAT — un territorio con tre soli pronto soccorso e nessuna centrale operativa 118. La discrasia tra le promesse scritte e la realtà amministrata non appartiene al passato: è un metodo che continua oggi.
Voglio ricordare che la Regione Puglia è governata dal centrosinistra ininterrottamente dal 2005, e quel protocollo del 2016 porta anche la firma del Sindaco di Trani, la cui giunta di centrosinistra governa la città dal 2015 senza mai averne preteso il rispetto. Questa è una responsabilità politica precisa, non un'accusa generica.
L'articolo 32 della Costituzione non lascia margini: la salute è un diritto fondamentale, non una concessione dosata secondo la convenienza di un bilancio. Chiedo che il PTA di Trani venga realizzato secondo quanto scritto nel 2016, con tempi certi e verificabili. Chiedo una vera centrale operativa 118 per la BAT. Chiedo che le risorse escluse un mese fa vengano restituite con un provvedimento correttivo immediato. E chiedo che questa Assemblea vigili, da oggi, perché la distanza tra un protocollo e l'altro non si ripeta una terza volta. Perché il diritto alla cura non si rinvia".