Sergio d’Addato: «I dati elettorali raccontano un’altra realtà rispetto alle polemiche»
Replica del Segretario cittadino di Forza Italia Trani alle contestazioni interne: numeri ufficiali, chiarimenti organizzativi e riflessione politica sul post-elezioni
lunedì 29 giugno 2026
14.14
Di seguito la nota integrale di Sergio d'Addato, segretario di Forza Italia Trani, a seguito del comunicato stampa a firma di alcuni consiglieri e candidati che chiedevano le sue dimissioni.
"Chi giudica e critica facilmente, spesso osserva gli altri con molta severità e sé stesso con molta indulgenza. Le sue parole possono sembrare forti ma, raramente, aiutano a comprendere o a costruire. La critica facile nasce talvolta dalla superficialità, altre volte dall'insoddisfazione o dal bisogno di sentirsi superiore. Chi possiede vera saggezza, invece, sa che ogni persona combatte battaglie invisibili e che prima di giudicare è sempre meglio cercare di capire."
Prendo spunto da questa riflessione ripresa dal web, per fare un'analisi, doverosa a questo punto, sulle bizzarre motivazioni evidenziate da un esiguo numero di candidati ed esponenti del direttivo di Forza Italia Trani che in un comunicato stampa richiedono le mie dimissioni da Segretario Cittadino del partito. Bizzarra è l'analisi riportata da questa minoranza che valuta il risultato elettorale come una disfatta per Forza Italia, quando, in realtà, i dati ufficiali pervenuti dall'Ufficio Centrale del Tribunale riportano il risultato del partito al 7,3%, miglior risultato in Puglia fra i capoluoghi di provincia e i grandi comuni, secondo in assoluto solo a San Vito dei Normanni, e in crescita rispetto alle due precedenti competizioni elettorali, del 2020 (5,4%) e del 2015 (4,5%), quando lo stesso era condotto da due dei firmatari (A. M. Mangione e F. Sotero). Tali dati saranno oggetto di un'analisi ufficiale che invierò nei prossimi giorni ai vertici provinciali, regionali e nazionali del partito.
Altrettanto bizzarra è l'accusa di aver chiuso la lista a 25 candidati, accusa mossa da quella parte del partito che si definisce storica e che in occasione del congresso cittadino, svoltosi solo un anno e mezzo fa, è riuscita a presentare una lista di appena 10 candidati su 30 membri del direttivo da eleggere. Bizzarra appare anche l'analisi dei risultati dei singoli canditati, forse riconducibili a dinamiche nate in corso d'opera e a me non note. Ho ritenuto più opportuno, invece, ringraziare ogni singolo candidato per aver dato la propria disponibilità alla formazione della lista e, quindi, di aver dato comunque la possibilità ai più suffragati di poter far parte degli eletti in caso di vittoria del CDX. Ancora più irrispettoso appare questo atto di accusa dato che tra i firmatari compaiono anche i nomi di G. Laricchia e di A. M. Mangione, a vario titolo componenti del direttivo cittadino, provinciale e nazionale, i quali si sono fermamente opposti alla mia reiterata richiesta di candidarsi. Io stesso, se non fossi stato impegnato in tutti gli atti amministrativi propedeutici alla presentazione della lista e in tutti gli eventi organizzativi pro campagna elettorale, avrei dato la mia disponibilità a candidarmi. Bizzarra è anche l'accusa che mi si rivolge sul mancato coinvolgimento del gruppo giovanile, quando, invece, è presente un folto e forte gruppo di giovani che a breve si organizzerà per portare nuova linfa vitale alle attività del partito sul territorio. Bizzarro è il voler attribuire alla mia persona il mancato apparentamento ufficiale in vista del turno di ballottaggio, quando, invece, tale decisione è stata presa in maniera univoca dalle quattro liste del CDX sotto l'egida del candidato sindaco. Riguardo alla delusione comprendo lo sconforto di chi ha messo in moto una macchina organizzativa e non è riuscito ad ottenere nulla in termini di eletti e, riguardo alla bizzarria mi affido ad un pensiero di Curzio Malaparte nel suo libro "I santi maledetti" dove scrive che il paradosso più grande nell'analisi di una sconfitta (Caporetto) è il voler trovare un capro espiatorio a tutti i costi piuttosto che ammettere i propri fallimenti. Da ultimo ma non ultimo, come dato emblematico di una simile iniziativa, alcuni presunti firmatari del documento ne hanno pubblicamente preso le distanze riferendo di non averlo mai sottoscritto e/o condiviso. Mi chiedo "cui prodest"? Secondo il filosofo Seneca "colui al quale il crimine porta vantaggi, egli l'ha compiuto" (cui prodest scelus, is fecit).
Ulteriori più serie riflessioni sui temi e le iniziative della conclusa campagna elettorale, saranno riportate ai competenti organi nazionali di partito, per le valutazioni di competenza.
"Chi giudica e critica facilmente, spesso osserva gli altri con molta severità e sé stesso con molta indulgenza. Le sue parole possono sembrare forti ma, raramente, aiutano a comprendere o a costruire. La critica facile nasce talvolta dalla superficialità, altre volte dall'insoddisfazione o dal bisogno di sentirsi superiore. Chi possiede vera saggezza, invece, sa che ogni persona combatte battaglie invisibili e che prima di giudicare è sempre meglio cercare di capire."
Prendo spunto da questa riflessione ripresa dal web, per fare un'analisi, doverosa a questo punto, sulle bizzarre motivazioni evidenziate da un esiguo numero di candidati ed esponenti del direttivo di Forza Italia Trani che in un comunicato stampa richiedono le mie dimissioni da Segretario Cittadino del partito. Bizzarra è l'analisi riportata da questa minoranza che valuta il risultato elettorale come una disfatta per Forza Italia, quando, in realtà, i dati ufficiali pervenuti dall'Ufficio Centrale del Tribunale riportano il risultato del partito al 7,3%, miglior risultato in Puglia fra i capoluoghi di provincia e i grandi comuni, secondo in assoluto solo a San Vito dei Normanni, e in crescita rispetto alle due precedenti competizioni elettorali, del 2020 (5,4%) e del 2015 (4,5%), quando lo stesso era condotto da due dei firmatari (A. M. Mangione e F. Sotero). Tali dati saranno oggetto di un'analisi ufficiale che invierò nei prossimi giorni ai vertici provinciali, regionali e nazionali del partito.
Altrettanto bizzarra è l'accusa di aver chiuso la lista a 25 candidati, accusa mossa da quella parte del partito che si definisce storica e che in occasione del congresso cittadino, svoltosi solo un anno e mezzo fa, è riuscita a presentare una lista di appena 10 candidati su 30 membri del direttivo da eleggere. Bizzarra appare anche l'analisi dei risultati dei singoli canditati, forse riconducibili a dinamiche nate in corso d'opera e a me non note. Ho ritenuto più opportuno, invece, ringraziare ogni singolo candidato per aver dato la propria disponibilità alla formazione della lista e, quindi, di aver dato comunque la possibilità ai più suffragati di poter far parte degli eletti in caso di vittoria del CDX. Ancora più irrispettoso appare questo atto di accusa dato che tra i firmatari compaiono anche i nomi di G. Laricchia e di A. M. Mangione, a vario titolo componenti del direttivo cittadino, provinciale e nazionale, i quali si sono fermamente opposti alla mia reiterata richiesta di candidarsi. Io stesso, se non fossi stato impegnato in tutti gli atti amministrativi propedeutici alla presentazione della lista e in tutti gli eventi organizzativi pro campagna elettorale, avrei dato la mia disponibilità a candidarmi. Bizzarra è anche l'accusa che mi si rivolge sul mancato coinvolgimento del gruppo giovanile, quando, invece, è presente un folto e forte gruppo di giovani che a breve si organizzerà per portare nuova linfa vitale alle attività del partito sul territorio. Bizzarro è il voler attribuire alla mia persona il mancato apparentamento ufficiale in vista del turno di ballottaggio, quando, invece, tale decisione è stata presa in maniera univoca dalle quattro liste del CDX sotto l'egida del candidato sindaco. Riguardo alla delusione comprendo lo sconforto di chi ha messo in moto una macchina organizzativa e non è riuscito ad ottenere nulla in termini di eletti e, riguardo alla bizzarria mi affido ad un pensiero di Curzio Malaparte nel suo libro "I santi maledetti" dove scrive che il paradosso più grande nell'analisi di una sconfitta (Caporetto) è il voler trovare un capro espiatorio a tutti i costi piuttosto che ammettere i propri fallimenti. Da ultimo ma non ultimo, come dato emblematico di una simile iniziativa, alcuni presunti firmatari del documento ne hanno pubblicamente preso le distanze riferendo di non averlo mai sottoscritto e/o condiviso. Mi chiedo "cui prodest"? Secondo il filosofo Seneca "colui al quale il crimine porta vantaggi, egli l'ha compiuto" (cui prodest scelus, is fecit).
Ulteriori più serie riflessioni sui temi e le iniziative della conclusa campagna elettorale, saranno riportate ai competenti organi nazionali di partito, per le valutazioni di competenza.