Spiagge pubbliche e dehors sul lungomare, l'Osservatorio De Feudis solleva il caso: «Meno spazi liberi e dubbi sulla regolarità dei termini»

Il presidio tecnico esamina gli atti del Comune di Trani sull'ampliamento di un'attività privata, sotto la lente la coerenza della pianificazione costiera e i 50mila euro spesi a Largo Berlinguer

mercoledì 15 luglio 2026 7.06
L'Osservatorio Giuridico sull'Amministrazione, guidato dall'Avv. Sebastiano (Ninni) De Feudis, interviene con una interessante nota tecnica sul rilascio di una nuova concessione demaniale di 230 mq destinata all'ampliamento di un dehors sul lungomare di Trani. L'organismo indipendente rileva due presunte anomalie procedurali: la riduzione del termine per presentare osservazioni a 15 giorni anziché i 20 minimi previsti dalla legge, e la mancata applicazione della gara pubblica comparativa prevista dalle norme regionali. Oltre ai vizi formali, l'Osservatorio De Feudis solleva un problema di coerenza politica: mentre si sottrae spiaggia libera alla collettività sul lungomare, l'Ente investe 50.000 euro di fondi pubblici a Largo Berlinguer per servizi alla balneazione in un'area pavimentata e strutturalmente non idonea all'accesso al mare, viene quindi chiesto all'Amministrazione di chiarire quale sia il reale modello di pianificazione della costa cittadina.
L'Osservatorio Politico, su segnalazione di alcuni cittadini, ha esaminato gli atti con cui il Comune di Trani ha avviato il procedimento per il rilascio di una concessione demaniale marittima di 230 metri quadrati destinata ad ampliare il dehors di un'attività commerciale ubicata sul lungomare di Trani .La questione non riguarda il singolo esercente . Riguarda il modo in cui un bene appartenente alla collettività viene destinato ad un utilizzo esclusivo e le regole che devono essere rispettate . L'avviso per il rilascio della concessione stabilisce che, entro quindici giorni dalla pubblicazione, gli interessati possano presentare osservazioni e che, trascorso detto termine, si darà corso al rilascio della concessione demaniale marittima . Il periodo di pubblicazione di 15 giorni è fissato dal 7 luglio al 22 luglio anche se l'articolo 18 del Regolamento di esecuzione del Codice della navigazione prevede un termine minimo di venti giorni . Lo stesso provvedimento afferma inoltre di procedere senza applicare quanto previsto dagli articoli 8 e 15 della legge regionale Puglia n. 17 del 2015 . L'articolo 8, in particolare, disciplina il ricorso a procedure comparative per il rilascio delle concessioni, cioè gara pubblica . In questo contesto diventa essenziale comprendere per quale motivo sia stata ritenuta sufficiente la semplice pubblicazione dell'istanza per quindici giorni con la sola possibilità di presentare osservazioni per ottenere in concessione la spiaggia.

L'interrogativo assume ulteriore rilievo se si considera che il provvedimento riguarda un'area demaniale destinata a un nuovo utilizzo esclusivo . La concessione comunale già esistente relativa al dehors insiste, infatti, sul suolo comunale ed è disciplinata nell'ambito della regolamentazione del commercio . L'area oggetto del nuovo provvedimento appartiene invece al demanio marittimo la cui pianificazione segue regole differenti attraverso il Piano Comunale delle Coste . Afferma, infine, l'avviso che la concessione demaniale in oggetto sarà rilasciata nel rispetto della seguente condizione speciale "se l'uso per cui è assentita non risulterà coerente con gli usi dell'area individuati nel Piano Comunale delle Coste di Trani approvato sarà dichiarata decaduta ai sensi dell'art. 47 del Codice della Navigazione . Ma il piano comunale delle coste di Trani risulta adottato ma non ancora approvato e, quindi, la condizione speciale è come se non fosse apposta.
Destinare ulteriori 230 metri quadrati di spiaggia pubblica a un utilizzo esclusivo significa, comunque, ridurre la superficie destinata alla libera fruizione dei cittadini . È una scelta che non può essere considerata neutra perché incide sul delicato equilibrio tra interesse economico privato e interesse collettivo all'accesso al mare.

Questa impostazione appare difficilmente conciliabile, peraltro, con l'indirizzo politico che negli ultimi anni la Regione Puglia ha più volte espresso a favore dell'ampliamento e della tutela delle spiagge libere . In questa prospettiva si colloca, infatti, il progetto "Mare Democratico" promosso dalla Regione Puglia che ha destinato importanti risorse economiche alla realizzazione di 56 nuove spiagge libere attrezzate nei comuni costieri con l'obiettivo di rendere il mare maggiormente accessibile ai cittadini e riequilibrare il rapporto tra concessioni private e fruizione pubblica. La scelta di destinare un'ulteriore porzione di spiaggia a un utilizzo esclusivo sembra quindi muoversi in una direzione diversa rispetto a questa filosofia che individua nella tutela e nell'ampliamento delle spiagge libere un obiettivo strategico anche alla luce delle difficoltà economiche che molti cittadini incontrano nell'accesso agli stabilimenti balneari . Naturalmente ogni amministrazione comunale è libera di assumere scelte differenti . Proprio per questo, però, tali decisioni dovrebbero essere motivate non soltanto sul piano amministrativo ma anche su quello politico . Chi ha deciso di sottrarre ai cittadini quel pezzo di spiaggia? Su quale atto di indirizzo politico si fonda questa scelta? Quando una decisione incide sull'utilizzo di un bene appartenente a tutti è importante che i cittadini sappiano da chi è stata assunta .

L'esame degli atti porta però ad una riflessione più ampia . Mentre, da un lato, si procede a destinare una porzione di spiaggia libera ad un utilizzo esclusivo mediante concessione; dall'altro l'amministrazione realizza, con un finanziamento regionale di 50.000 euro, servizi igienici, cabine-spogliatoio e docce presso Largo Berlinguer (più una piattaforma pavimentata affacciata sul mare che una tradizionale spiaggia) dichiaratamente destinati a favorire la libera balneazione .
Considerate singolarmente, le due iniziative perseguono finalità differenti . Osservate nel loro insieme, però, sembrano porre un problema di coerenza della programmazione pubblica . Da una parte si investono risorse pubbliche per incentivare la balneazione libera in un posto, Largo Berlinguer, non adatto alla balneazione; dall'altra si riduce la superficie effettivamente disponibile per la fruizione collettiva del litorale . Proprio questa configurazione induce a interrogarsi anche sull'effettiva utilità dei servizi previsti su largo Berlinguer qualora non sia garantita una piena e sicura fruibilità dell'accesso all'acqua .

Sotto il profilo funzionale sembrano infatti emergere alcune criticità come l'assenza di un accesso progressivo e naturale al mare, la limitata fruibilità per bambini; la difficoltà di utilizzo da parte di anziani e persone con ridotta mobilità; l'elevato irraggiamento estivo della superficie pavimentata, con conseguente aumento delle temperature al suolo . Per conformazione e caratteristiche spaziali Largo Berlinguer sembra prestarsi maggiormente a funzioni di aggregazione, passeggio, sosta ed eventi pubblici piuttosto che a una tradizionale area destinata alla balneazione . Le due vicende, considerate congiuntamente, sembrano porre una domanda più generale sulla pianificazione della costa cittadina . Se la strategia è quella di rafforzare la libera balneazione appare naturale chiedersi se non è prioritario conservare e valorizzare le aree di spiaggia libera esistenti, rendendole più accessibili, sicure e attrezzate . Se, invece, la strategia è quella di ampliare gli spazi destinati ad attività economiche private sarebbe altrettanto opportuno che tale scelta fosse politica illustrata e motivata con chiarezza ai cittadini .

La questione, in definitiva, non riguarda soltanto un dehors o alcuni servizi igienici . Riguarda il modello di costa che si intende costruire . Una città che investe realmente nella libera balneazione dovrebbe chiedersi se la priorità sia ridurre gli spazi pubblici disponibili oppure renderli sempre più accessibili, sicuri e fruibili per tutti . È su questa coerenza tra obiettivi dichiarati e scelte amministrative che l'Osservatorio Politico continuerà a concentrare la propria attività di analisi degli atti. L'obiettivo dell'Osservatorio Politico, come sempre, non è quello di formulare accuse o anticipare giudizi, ma di leggere gli atti, ricostruire i procedimenti amministrativi e aiutare i cittadini a comprendere come vengono assunte le decisioni pubbliche e se le diverse scelte dell'Amministrazione risultino tra loro coerenti rispetto all'interesse generale.