Una riflessione sull’avvistamento delle volpi alla Baia del Gruccione: parlano i suoi custodi
Margherita Magnifico ed Enrico Covelli, che da anni si occupano della baia, ammoniscono sui rischi dell’avvistamento degli animali selvatici alla zona urbana
venerdì 28 agosto 2026
17.00
Qualche giorno fa è stato documentato il bellissimo avvistamento delle volpi sulla falesia della baia del gruccione; un evento molto interessante e che ha attirato l'attenzione di tanti. Ripreso da più testate giornalistiche, l'avvistamento ha attirato anche l'attenzione dei custodi della baia del gruccione – Margherita Magnifico ed Enrico Covelli - che da diversi anni portano avanti una battaglia per tutelare al meglio questo ecosistema unico.
Oggi, i due custodi hanno deciso di parlare, cercando di far riflettere i cittadini su cosa significhi quell'avvistamento e perché non è un buon segnale per la baia. "Premesso che siamo grati al giornale web Traniviva per tutti gli articoli dedicati alla tutela della baia del gruccione è doveroso sensibilizzare al fine di evitare che altra gente, attirata dalla fragile bellezza del sito di nidificazione e dalle volpi, possa recarsi incautamente troppo a ridosso delle falesie per immortalare gli animali" – hanno affermato i custodi. Il loro non è un rimprovero contro chi ha scattato le fotografie e girato i video che sono diventati virali nel web: l'unico intento è porre l'attenzione su un comportamento che, per quanto ingenuo, potrebbe arrecare danno alle specie lì presenti.
I due custodi, inoltre, ricordano che proprio a ridosso della falesia è stata costruita, qualche anno fa, una scala abusiva in cemento che è stata già oggetto di sequestro da parte della Guardia Costiera e della Polizia Locale. "Capiamo le buone intenzioni di voler raccontare delle volpi come sinonimo di una biodiversità che funziona, ma bisogna ricordare che, solitamente, animali selvatici, come lupi, orsi, cinghiali o volpi, si tengono lontani dalle zone urbanizzate e dall'uomo. Perciò, siamo davanti a un comportamento anomalo, che si spiega con un'unica ragione: gli animali sono attratti dagli avanzi di cibo e dalla spazzatura che vengono abbandonati sistematicamente in quei luoghi."
In passato Traniviva ha già pubblicato diverse segnalazioni fatte da parte di Margherita Magnifico ed Enrico Covelli, dando voce alle loro istanze, come quelle riguardanti l'abbattimento della scala abusiva e l'installazione dei tornelli per evitare che le persone potessero arrivare con auto e moto, rischiando anche di investire gli animali presenti nella zona. Il sito, che è stato definito di interesse naturalistico, ad oggi non ha un'adeguata tutela, nonostante l'esistenza di una relazione faunistica che raccomanda l'interdizione dell'accesso alle falesie da maggio ad agosto, periodo di nidificazione dei gruccioni, così come una bonifica dell'area che tenga conto delle necessità delle specie che la abitano.
Infine, i custodi concludono con un accorato appello a tutti i cittadini: "Se vediamo un animale selvatico ferito, ricordiamoci che è obbligatorio chiamare il Cras o un'associazione animalista di riferimento perché l'animale possa avere tutte le cure necessarie."
Oggi, i due custodi hanno deciso di parlare, cercando di far riflettere i cittadini su cosa significhi quell'avvistamento e perché non è un buon segnale per la baia. "Premesso che siamo grati al giornale web Traniviva per tutti gli articoli dedicati alla tutela della baia del gruccione è doveroso sensibilizzare al fine di evitare che altra gente, attirata dalla fragile bellezza del sito di nidificazione e dalle volpi, possa recarsi incautamente troppo a ridosso delle falesie per immortalare gli animali" – hanno affermato i custodi. Il loro non è un rimprovero contro chi ha scattato le fotografie e girato i video che sono diventati virali nel web: l'unico intento è porre l'attenzione su un comportamento che, per quanto ingenuo, potrebbe arrecare danno alle specie lì presenti.
I due custodi, inoltre, ricordano che proprio a ridosso della falesia è stata costruita, qualche anno fa, una scala abusiva in cemento che è stata già oggetto di sequestro da parte della Guardia Costiera e della Polizia Locale. "Capiamo le buone intenzioni di voler raccontare delle volpi come sinonimo di una biodiversità che funziona, ma bisogna ricordare che, solitamente, animali selvatici, come lupi, orsi, cinghiali o volpi, si tengono lontani dalle zone urbanizzate e dall'uomo. Perciò, siamo davanti a un comportamento anomalo, che si spiega con un'unica ragione: gli animali sono attratti dagli avanzi di cibo e dalla spazzatura che vengono abbandonati sistematicamente in quei luoghi."
In passato Traniviva ha già pubblicato diverse segnalazioni fatte da parte di Margherita Magnifico ed Enrico Covelli, dando voce alle loro istanze, come quelle riguardanti l'abbattimento della scala abusiva e l'installazione dei tornelli per evitare che le persone potessero arrivare con auto e moto, rischiando anche di investire gli animali presenti nella zona. Il sito, che è stato definito di interesse naturalistico, ad oggi non ha un'adeguata tutela, nonostante l'esistenza di una relazione faunistica che raccomanda l'interdizione dell'accesso alle falesie da maggio ad agosto, periodo di nidificazione dei gruccioni, così come una bonifica dell'area che tenga conto delle necessità delle specie che la abitano.
Infine, i custodi concludono con un accorato appello a tutti i cittadini: "Se vediamo un animale selvatico ferito, ricordiamoci che è obbligatorio chiamare il Cras o un'associazione animalista di riferimento perché l'animale possa avere tutte le cure necessarie."