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Il condono non piace ai revisori dei conti del Comune

«Pericoloso impiegare entrate straordinarie per la spesa corrente». Il collegio dei revisori invita l'amministrazione a fare molta attenzione

«Le previsioni del bilancio annuale 2011, così come formulate, consentono di rispettare i limiti disposti dalla legge in ordine al patto di stabilità interno e di realizzare gli obiettivi di finanza pubblica. Il collegio dei revisori esprime comunque riserva circa l'attendibilità delle entrate di bilancio provenienti dal condono tributario, dal recupero dell'evasione, dal recupero delle sanzioni per le violazioni di codice della strada inserite nel bilancio di previsione per l'esercizio 2011 e nel bilancio pluriennale 2011/2013. Queste entrate finanziano spese correnti ordinarie e, come tali, ripetitive. Invitiamo pertanto l'Ente a rimodulare queste spese in funzione delle effettive entrate non straordinarie ed a porre in essere dei correttivi». E' questa la conclusione del collegio dei revisori dei conti del Comune di Trani al termine di una relazione lunga 88 pagine e piena di richiami e di rilievi.

L'idea del condono per Ici, Tarsu, Tosap e pubblicità non convince affatto il collegio, composto da Angelo Pedone, Marino Bozzetti ed Antonio Lattanzio. In più punti della loro relazione si evidenzia «la necessità di verificare e monitorare le entrate straordinarie onde evitare che queste, essendo di natura straordinaria, possano essere impiegate per far fronte alla spesa corrente, di natura ordinaria. In quest'ottica, il collegio ritiene necessaria un'attenta e puntuale valutazione del provvedimento del condono che si intende adottare considerate anche le implicazioni e le responsabilità che potrebbero discendere in conseguenza del mancato gettito». Non parliamo affatto di spiccioli: numeri alla mano, dal condono di Ici, tarsu e altri tributi minori si ritiene di poter incamerare 735mila euro, quasi il doppio invece dovrebbe entrare nelle casse comunali dalle sanzioni al codice della strada (1milione e 330mila euro) per le quali il collegio ha più di una riserva. «La previsione di entrata – scrivono i revisori – è in crescita esponenziale rispetto al dato accertato a consuntivo nel 2010. Si parla di una somma triplicata che non risulta supportata da analisi di dettaglio circa la reale attendibilità».

Il tarlo però è il condono fiscale, soprattutto se sommato ai metodi di riscossione dei tributi fin qui utilizzati dal Comune. «Il collegio – si legge – ha più volte avuto modo di rilevare la carenza di una struttura idonea alla gestione del tributo nella sua interezza. La previsione di una procedura di condono, in assenza di strutture e mezzi idonei, potrebbe determinare il collasso della struttura ed un forte disservizio per i contribuenti, ai quali necessiteranno dati ed informazioni per poter beneficiare della sanatoria». A tal proposito, i revisori segnalano notevoli somme non ancora incassate e relative ad anni precedenti, alcune già prescritte ed altre in via di prescrizione. Alla data del 31 dicembre 2010 risultavano da riscuotere quasi 5 milioni di euro di tarsu degli ultimi sei anni (2 milioni solo del 2010) e 500mila euro di tarsu dal 2007 ad oggi.

Per questi motivi, il collegio dei revisori, invita l'amministrazione a fare molta attenzione alle scelte da farsi nel prossimo triennio. «In relazione agli equilibri del bilancio pluriennale 2011/2013, si evidenzia che la spesa corrente cresce di molto, in termini previsionali, nel 2011 mentre decresce nel 2012 e nel 2013 portandosi a livelli inferiori del 2010. Questo andamento altalenante della spesa corrente risulta finanziata non da una modifica della politica tariffaria e tributaria ma da maggiori previsioni di entrata di carattere straordinario. Pertanto il collegio ritiene necessario che sia posta particolare attenzione alla velocità di impegno della spesa corrente sulla base degli effettivi dati di accertamento ed incasso delle entrate correnti. La scarsa attendibilità di alcune entrate straordinarie potrebbe creare spinte incontrollate alla crescita della spesa corrente contribuendo ulteriormente al suo irrigidimento ed alla conseguenza ineludibile di una manovra correttiva tributaria o tariffaria peggiorativa per i contribuenti».
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