
Politica
Trani, Ferri (Fdi): Galiano ritira le dimissioni. Ora spieghi cosa è cambiato in queste 48 Ore
"Oggi esiste una questione politica e, soprattutto, una questione di affidabilità che riguarda l’intera città di Trani: bisogna fare chiarezza"
Trani - venerdì 16 ottobre 2026
6.56 Comunicato Stampa
Il comunicato stampa di Andrea Ferri ( Consigliere Regionale di Fratelli d'Italia)
«Non voglio entrare nel merito delle ragioni personali che hanno portato il sindaco Galiano a presentare le proprie dimissioni. Oggi, però, esiste una questione politica e, soprattutto, una questione di affidabilità che riguarda l'intera città di Trani e sulla quale ritengo doveroso fare chiarezza. Il 25 settembre il sindaco ha rassegnato le proprie dimissioni. Nei venti giorni successivi abbiamo assistito a dichiarazioni, appelli, tentativi di ricucitura e richieste di ripensamento. Appena due giorni fa, il 13 ottobre, lo stesso sindaco ha pubblicato un lungo messaggio rivolto alla città nel quale ha spiegato le ragioni profonde che lo avevano portato a quella scelta. In quel messaggio ha parlato di pressioni, perdita di fiducia, lotte intestine, interferenze e della necessità di non accettare compromessi al ribasso. Ha parlato, soprattutto, di un limite che non avrebbe inteso oltrepassare: la propria dignità e quella della città, ribadendo di non voler fare il sindaco "ad ogni costo". Oggi, a distanza di appena 48 ore, quelle dimissioni vengono ritirate. Ed è per questo che pongo una domanda semplice, da consigliere regionale ma soprattutto da tranese: che cosa è cambiato in queste 48 ore?
Quali garanzie sono state date al sindaco? Da chi? Che cosa è accaduto affinché le condizioni che appena due giorni fa venivano descritte come incompatibili con la prosecuzione dell'esperienza amministrativa siano oggi improvvisamente venute meno? Non pongo queste domande per una semplice curiosità politica. Le pongo perché le risposte riguardano tutti i cittadini. Se quelle pressioni, quelle ingerenze e quelle lotte interne esistevano davvero, i tranesi hanno il diritto di sapere se oggi sono state definitivamente superate oppure se rischiano di ripresentarsi alla prima difficoltà. E hanno soprattutto il diritto di sapere se le scelte dell'amministrazione comunale saranno realmente autonome oppure se, ogni volta che emergerà una difficoltà, sarà necessario un intervento esterno per ricomporre gli equilibri politici della maggioranza. Trani non può essere trattata come un terreno sul quale altri vengono a dettare condizioni. Trani deve essere amministrata nell'interesse dei tranesi. C'è poi un altro elemento che non possiamo ignorare. È stato lo stesso sindaco, nel corso di questi giorni, a chiarire che le difficoltà non erano state determinate dall'opposizione, ma erano maturate all'interno della maggioranza. Oggi quella stessa maggioranza, dopo una crisi politica durata venti giorni e culminata nelle dimissioni del sindaco, ha il dovere di dimostrare di essere nelle condizioni di garantire stabilità, coerenza e capacità di governo.
Trani non può permettersi altri mesi di paralisi. È una città che arriva da undici anni di precedente amministrazione e che, in questi primi mesi della nuova esperienza amministrativa, ha già dovuto confrontarsi con una fase politica caratterizzata da difficoltà e contrapposizioni interne. Adesso servono risposte, non altri rinvii. Per rispetto dei tranesi, credo sia necessario che qualcuno dedichi qualche minuto a spiegare pubblicamente che cosa è cambiato, perché è cambiato e quali garanzie esistono oggi affinché le condizioni che hanno portato alle dimissioni non si ripresentino domani. Le eventuali scuse ai cittadini vengono dopo. Prima vengono le risposte. Perché in questi venti giorni le domande che si sono posti i tranesi sono diventate tante. E oggi, con il ritiro delle dimissioni, sono diventate ancora di più. La città ha bisogno di sapere quale sia la direzione politica dell'amministrazione e, soprattutto, se esistano finalmente le condizioni per governare con stabilità e nell'esclusivo interesse di Trani e dei suoi cittadini.»
© Riproduzione Riservata (tl@)
«Non voglio entrare nel merito delle ragioni personali che hanno portato il sindaco Galiano a presentare le proprie dimissioni. Oggi, però, esiste una questione politica e, soprattutto, una questione di affidabilità che riguarda l'intera città di Trani e sulla quale ritengo doveroso fare chiarezza. Il 25 settembre il sindaco ha rassegnato le proprie dimissioni. Nei venti giorni successivi abbiamo assistito a dichiarazioni, appelli, tentativi di ricucitura e richieste di ripensamento. Appena due giorni fa, il 13 ottobre, lo stesso sindaco ha pubblicato un lungo messaggio rivolto alla città nel quale ha spiegato le ragioni profonde che lo avevano portato a quella scelta. In quel messaggio ha parlato di pressioni, perdita di fiducia, lotte intestine, interferenze e della necessità di non accettare compromessi al ribasso. Ha parlato, soprattutto, di un limite che non avrebbe inteso oltrepassare: la propria dignità e quella della città, ribadendo di non voler fare il sindaco "ad ogni costo". Oggi, a distanza di appena 48 ore, quelle dimissioni vengono ritirate. Ed è per questo che pongo una domanda semplice, da consigliere regionale ma soprattutto da tranese: che cosa è cambiato in queste 48 ore?
Quali garanzie sono state date al sindaco? Da chi? Che cosa è accaduto affinché le condizioni che appena due giorni fa venivano descritte come incompatibili con la prosecuzione dell'esperienza amministrativa siano oggi improvvisamente venute meno? Non pongo queste domande per una semplice curiosità politica. Le pongo perché le risposte riguardano tutti i cittadini. Se quelle pressioni, quelle ingerenze e quelle lotte interne esistevano davvero, i tranesi hanno il diritto di sapere se oggi sono state definitivamente superate oppure se rischiano di ripresentarsi alla prima difficoltà. E hanno soprattutto il diritto di sapere se le scelte dell'amministrazione comunale saranno realmente autonome oppure se, ogni volta che emergerà una difficoltà, sarà necessario un intervento esterno per ricomporre gli equilibri politici della maggioranza. Trani non può essere trattata come un terreno sul quale altri vengono a dettare condizioni. Trani deve essere amministrata nell'interesse dei tranesi. C'è poi un altro elemento che non possiamo ignorare. È stato lo stesso sindaco, nel corso di questi giorni, a chiarire che le difficoltà non erano state determinate dall'opposizione, ma erano maturate all'interno della maggioranza. Oggi quella stessa maggioranza, dopo una crisi politica durata venti giorni e culminata nelle dimissioni del sindaco, ha il dovere di dimostrare di essere nelle condizioni di garantire stabilità, coerenza e capacità di governo.
Trani non può permettersi altri mesi di paralisi. È una città che arriva da undici anni di precedente amministrazione e che, in questi primi mesi della nuova esperienza amministrativa, ha già dovuto confrontarsi con una fase politica caratterizzata da difficoltà e contrapposizioni interne. Adesso servono risposte, non altri rinvii. Per rispetto dei tranesi, credo sia necessario che qualcuno dedichi qualche minuto a spiegare pubblicamente che cosa è cambiato, perché è cambiato e quali garanzie esistono oggi affinché le condizioni che hanno portato alle dimissioni non si ripresentino domani. Le eventuali scuse ai cittadini vengono dopo. Prima vengono le risposte. Perché in questi venti giorni le domande che si sono posti i tranesi sono diventate tante. E oggi, con il ritiro delle dimissioni, sono diventate ancora di più. La città ha bisogno di sapere quale sia la direzione politica dell'amministrazione e, soprattutto, se esistano finalmente le condizioni per governare con stabilità e nell'esclusivo interesse di Trani e dei suoi cittadini.»
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