
Salute d'asporto
Giornata mondiale dell'obesità
Ce ne parla il biologo Giuseppe Labianca
sabato 7 marzo 2026
Il 4 marzo si è celebrata la Giornata Mondiale dell'Obesità (World Obesity Day), promossa dalla World Obesity Federation con l'obiettivo di sensibilizzare governi, istituzioni sanitarie e cittadini su una delle principali sfide di salute pubblica del nostro tempo: l'obesità. L'Organizzazione Mondiale Della Salute ha definito l'obesità come una pandemia "non trasmissibile" ed epidemia globale ("globesity") e questo sottolinea come l'obesità non sia solo una questione individuale, ma un fenomeno complesso, influenzato da fattori biologici, ambientali, sociali ed economici.
In Italia il quadro è molto preoccupante, infatti secondo dati recenti, circa sei milioni di italiani sono obesi, mentre una quota ancora più ampia è in sovrappeso. L'eccesso ponderale rappresenta un fattore di rischio significativo per malattie cardiovascolari, malattie neurodegenerative, diabete di tipo 2, ipertensione, alcune forme di tumore e patologie respiratorie. Ma a colpire è soprattutto la distribuzione geografica del fenomeno, poiché le percentuali più alte si registrano nel Sud - Italia, dove si evidenzia un marcato divario rispetto al Nord.
Nelle regioni meridionali e insulari la prevalenza di obesità e sovrappeso è sensibilmente superiore rispetto alle regioni settentrionali. Questo squilibrio riguarda sia gli adulti sia, in modo ancora più allarmante i bambini.
Le stime indicano che circa un bambino su tre in Italia è in sovrappeso o obeso, con percentuali che aumentano nelle regioni meridionali. Questo dato è allarmante perché l'obesità infantile tende a persistere in età adulta, aumentando il rischio di malattie croniche precoci.
Le abitudini sedentarie, l'eccessivo tempo trascorso davanti a schermi digitali, il consumo frequente di snack e bevande zuccherate e la ridotta attività motoria contribuiscono in modo significativo al problema. Inoltre, la pandemia ha aggravato la situazione, con una diminuzione dell'attività fisica e un peggioramento delle abitudini alimentari in molte famiglie.
La Giornata Mondiale dell'Obesità invita a superare lo stigma: l'obesità è una malattia cronica complessa, riconosciuta come tale da numerose organizzazioni scientifiche. Ridurla a una semplice mancanza di forza di volontà è fuorviante e controproducente. Fattori genetici, metabolici, psicologici e ambientali giocano un ruolo determinante.
L'obesità rappresenta una sfida sanitaria, economica e sociale, i costi diretti ed indiretti per il Servizio Sanitario Nazionale sono elevati e destinati a crescere se non si interviene in modo strutturale. La prevenzione, soprattutto nei primi anni di vita, è la strategia più efficace.
La Giornata Mondiale dell'Obesità non è solo un momento simbolico, ma un'occasione per promuovere un cambiamento culturale. Serve un impegno condiviso tra istituzioni, scuola, famiglie e comunità locali.
Investire nella prevenzione dell'obesità oggi significa garantire un futuro più sano, equo e sostenibile per l'Italia.
In Italia il quadro è molto preoccupante, infatti secondo dati recenti, circa sei milioni di italiani sono obesi, mentre una quota ancora più ampia è in sovrappeso. L'eccesso ponderale rappresenta un fattore di rischio significativo per malattie cardiovascolari, malattie neurodegenerative, diabete di tipo 2, ipertensione, alcune forme di tumore e patologie respiratorie. Ma a colpire è soprattutto la distribuzione geografica del fenomeno, poiché le percentuali più alte si registrano nel Sud - Italia, dove si evidenzia un marcato divario rispetto al Nord.
Nelle regioni meridionali e insulari la prevalenza di obesità e sovrappeso è sensibilmente superiore rispetto alle regioni settentrionali. Questo squilibrio riguarda sia gli adulti sia, in modo ancora più allarmante i bambini.
Le stime indicano che circa un bambino su tre in Italia è in sovrappeso o obeso, con percentuali che aumentano nelle regioni meridionali. Questo dato è allarmante perché l'obesità infantile tende a persistere in età adulta, aumentando il rischio di malattie croniche precoci.
Le abitudini sedentarie, l'eccessivo tempo trascorso davanti a schermi digitali, il consumo frequente di snack e bevande zuccherate e la ridotta attività motoria contribuiscono in modo significativo al problema. Inoltre, la pandemia ha aggravato la situazione, con una diminuzione dell'attività fisica e un peggioramento delle abitudini alimentari in molte famiglie.
La Giornata Mondiale dell'Obesità invita a superare lo stigma: l'obesità è una malattia cronica complessa, riconosciuta come tale da numerose organizzazioni scientifiche. Ridurla a una semplice mancanza di forza di volontà è fuorviante e controproducente. Fattori genetici, metabolici, psicologici e ambientali giocano un ruolo determinante.
L'obesità rappresenta una sfida sanitaria, economica e sociale, i costi diretti ed indiretti per il Servizio Sanitario Nazionale sono elevati e destinati a crescere se non si interviene in modo strutturale. La prevenzione, soprattutto nei primi anni di vita, è la strategia più efficace.
La Giornata Mondiale dell'Obesità non è solo un momento simbolico, ma un'occasione per promuovere un cambiamento culturale. Serve un impegno condiviso tra istituzioni, scuola, famiglie e comunità locali.
Investire nella prevenzione dell'obesità oggi significa garantire un futuro più sano, equo e sostenibile per l'Italia.

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