​A 7 anni dalla morte di Vincenzo Covelli arriva la condanna del tribunale di Trani

Inflitti 9 mesi di reclusione (con pena sospesa) a Stefano Piccalunga

venerdì 4 aprile 2014 0.15
Il pomeriggio del 6 luglio 2007 due giovani corpi giacevano esamini sull'asfalto di Via Malcangi, nei pressi dell'incrocio con Colonna. Erano quelli di Vincenzo Covelli, 37 anni, tranese, e dell'amica napoletana Concetta Piro. Rimasero uccisi in un incidente stradale con un'auto guidata dall'oggi 47enne andriese Stefano Piccalunga, ora condannato dal tribunale di Trani a 9 mesi di reclusione col beneficio della pena sospesa.

Tra 90 giorni le motivazioni della sentenza di primo grado del giudice monocratico Andrea D'Anegli che ha anche condannato l'imputato, in solido con la sua compagnia d'assicurazioni, ad una provvisionale in favore della moglie, dei figli e dei genitori di Covelli.

Piccalunga finì a processo nonostante il pubblico ministero Antonio Savasta avesse chiesto l'archiviazione del fascicolo d'indagine rubricato con l'accusa di omicidio colposo. Fu il giudice per le indagini preliminari che, a seguito dell'opposizione alla richiesta di archiviazione promossa dai familiari delle vittime, ad ordinare al pubblico ministero l'imputazione coatta.

Il pm, infatti, aveva ipotizzato che la moto procedesse ad alta velocità e che perciò non avrebbe fatto a tempo ad evitare l'auto, la quale, secondo il successivo capo d'imputazione, avrebbe effettuato una manovra di svolta a sinistra per invertire la marcia in condizioni pericolose e non avvedendosi dell'arrivo della moto. Con le motivazioni della sentenza si capirà se il Tribunale ha ritenuto che l'incidente fu frutto o meno di un concorso di colpa. Comunque sia è verosimile che Piccalunga promuoverà appello.

Covelli era conducente della Stp. Nel 2010 alcune sue dichiarazioni diedero il "la" all'inchiesta su prostituzione e gioco d'azzardo che fece finire nei guai giudiziari il pediatra tranese Lorenzo Leuzzi ed altre persone. L'indagine creò molto clamore a Trani e nel circondario per le "bische" e le insospettabili "squillo" finite nel fascicolo d'indagine dell'allora sostituto procuratore della Repubblica tranese Domenico Seccia. Il 22 marzo 2010 anche Leuzzi, che era in attesa del proscioglimento dalla Cassazione, morì in un tragico incidente stradale sulla Ruvo-Altamura.