Al Teatro Mimesis di Trani “La pietra al collo”: quando anche l’Inferno somiglia troppo alla realtà
Una tragicommedia surreale che, tra ironia e grottesco, ha messo in scena le bugie infernali
martedì 17 marzo 2026
20.18
C'è un Inferno che non ha fiamme né dannati urlanti, ma scrivanie, pratiche da sbrigare e decisioni già prese. È questo il mondo surreale e spiazzante di "La pietra al collo", atto unico di Giorgio Melazzi, portato in scena al Teatro Mimesis di Trani con la regia di Marco Pilone.
Lo spettacolo si è mosso con intelligenza sul filo sottile della tragicommedia, costruendo una narrazione capace di far sorridere, ma anche di lasciare un retrogusto amaro. In un ufficio infernale più simile a una burocrazia terrena che a un aldilà immaginifico, si sono incontrati un diavolo al suo primo incarico e un'anima appena arrivata. Intorno a loro, un sistema assurdo e impenetrabile, dove persino la verità appariva come qualcosa deciso altrove, lontano da ogni possibilità di comprensione o giustizia.
La regia di Marco Pilone ha accompagnato con ritmo e misura una messa in scena essenziale ma efficace, in cui ogni elemento ha contribuito a creare un'atmosfera sospesa tra il grottesco e il simbolico. Le lampadine-oracolo, le telefonate impossibili e i momenti di danza improvvisata – come il tango che irrompeva inatteso – sono diventati strumenti narrativi capaci di alleggerire e al tempo stesso accentuare il senso di straniamento.
Nel cast Enzo Cirillo, che i più conoscono per le sue doti di intrattenitore ed ottimo ballerino di tango, ma nella rappresentazione bravo più che mai nelle vesti di un diavolo al suo primo incarico. Michele Cuonzo, Wilma De Feudis e Beatrice Chieppa che si sono alternarsi in scena con molta professionalità ed hanno saputo reggere con solidità e buona intesa l'impianto drammaturgico, dando vita a personaggi credibili proprio nella loro assurdità. Le interpretazioni sono riuscite a restituire quella sottile tensione tra ironia e disincanto che costituiva il cuore dello spettacolo.
"La pietra al collo" non è stata solo una rappresentazione surreale, ma una riflessione lucida e attuale sui meccanismi che regolano le nostre vite. Il paradosso è apparso chiaro: anche oltre la vita, si restava intrappolati in logiche fin troppo simili a quelle del mondo reale. Ed è proprio qui che lo spettacolo ha colpito il pubblico che ha visto trasformarsi la risata in consapevolezza. Debuttato il 1° marzo e replicato il 7, 14 e 15 marzo al Teatro Mimesis APS di Trani, la rappresentazione si è confermata come una proposta teatrale capace di coniugare leggerezza e profondità, offrendo al pubblico non solo intrattenimento, ma anche uno spunto di riflessione destinato a restare.
Lo spettacolo si è mosso con intelligenza sul filo sottile della tragicommedia, costruendo una narrazione capace di far sorridere, ma anche di lasciare un retrogusto amaro. In un ufficio infernale più simile a una burocrazia terrena che a un aldilà immaginifico, si sono incontrati un diavolo al suo primo incarico e un'anima appena arrivata. Intorno a loro, un sistema assurdo e impenetrabile, dove persino la verità appariva come qualcosa deciso altrove, lontano da ogni possibilità di comprensione o giustizia.
La regia di Marco Pilone ha accompagnato con ritmo e misura una messa in scena essenziale ma efficace, in cui ogni elemento ha contribuito a creare un'atmosfera sospesa tra il grottesco e il simbolico. Le lampadine-oracolo, le telefonate impossibili e i momenti di danza improvvisata – come il tango che irrompeva inatteso – sono diventati strumenti narrativi capaci di alleggerire e al tempo stesso accentuare il senso di straniamento.
Nel cast Enzo Cirillo, che i più conoscono per le sue doti di intrattenitore ed ottimo ballerino di tango, ma nella rappresentazione bravo più che mai nelle vesti di un diavolo al suo primo incarico. Michele Cuonzo, Wilma De Feudis e Beatrice Chieppa che si sono alternarsi in scena con molta professionalità ed hanno saputo reggere con solidità e buona intesa l'impianto drammaturgico, dando vita a personaggi credibili proprio nella loro assurdità. Le interpretazioni sono riuscite a restituire quella sottile tensione tra ironia e disincanto che costituiva il cuore dello spettacolo.
"La pietra al collo" non è stata solo una rappresentazione surreale, ma una riflessione lucida e attuale sui meccanismi che regolano le nostre vite. Il paradosso è apparso chiaro: anche oltre la vita, si restava intrappolati in logiche fin troppo simili a quelle del mondo reale. Ed è proprio qui che lo spettacolo ha colpito il pubblico che ha visto trasformarsi la risata in consapevolezza. Debuttato il 1° marzo e replicato il 7, 14 e 15 marzo al Teatro Mimesis APS di Trani, la rappresentazione si è confermata come una proposta teatrale capace di coniugare leggerezza e profondità, offrendo al pubblico non solo intrattenimento, ma anche uno spunto di riflessione destinato a restare.