Amet, concorso per assistente amministrativo annullato per illegittimità
Requisiti giudicati sproporzionati e platea dei candidati ristretta
martedì 10 febbraio 2026
8.49
Un bando pubblicato, una selezione avviata e poi lo stop. A poco più di un mese dalla pubblicazione, Amet ha annullato in autotutela l'avviso di selezione pubblica per l'assunzione a tempo pieno e indeterminato di un assistente dell'Ufficio amministrativo, riconoscendo l'illegittimità originaria della procedura.
La decisione è stata assunta dal Consiglio di amministrazione nella seduta del 5 febbraio 2026 e formalizzata il giorno successivo. Nel provvedimento si fa riferimento a una revisione istruttoria dalla quale è emerso un difetto di congruità e proporzionalità dei requisiti di ammissione, giudicati tali da aver ristretto indebitamente la platea dei potenziali candidati e compromesso l'esito della selezione.
Una valutazione che arriva a bando ormai noto e dopo che la procedura aveva già iniziato a produrre effetti, sollevando interrogativi sulla fase di predisposizione dell'avviso e sui controlli preliminari effettuati prima della pubblicazione.
Amet richiama l'articolo 21-nonies della legge 241 del 1990, individuando un prevalente interesse pubblico nell'annullamento, legato al ripristino della legittimità dell'azione amministrativa e al rispetto dei principi costituzionali di buon andamento, ragionevolezza e massima partecipazione. Principi che, implicitamente, la stessa società ammette non essere stati pienamente garantiti nella prima stesura del bando.
Nel mirino, in particolare, l'evidente sproporzione tra i requisiti richiesti ai candidati e l'inquadramento contrattuale previsto, fissato al livello BS. Un elemento che ha inciso sull'accessibilità della selezione e che ha reso necessario l'intervento correttivo in autotutela.
Con l'annullamento, la procedura è da considerarsi definitivamente caducata e priva di ogni efficacia. La società si riserva ora la possibilità di indire una nuova selezione, per lo stesso o per un diverso profilo professionale, con requisiti rimodulati in funzione delle esigenze aziendali. Resta però il dato politico-amministrativo: un concorso pubblico annullato per vizi strutturali del bando, a poche settimane dalla pubblicazione, che riporta al centro il tema della qualità degli atti amministrativi e della necessità di garantire, sin dalla fase iniziale, trasparenza, correttezza e pari opportunità di accesso.
La decisione è stata assunta dal Consiglio di amministrazione nella seduta del 5 febbraio 2026 e formalizzata il giorno successivo. Nel provvedimento si fa riferimento a una revisione istruttoria dalla quale è emerso un difetto di congruità e proporzionalità dei requisiti di ammissione, giudicati tali da aver ristretto indebitamente la platea dei potenziali candidati e compromesso l'esito della selezione.
Una valutazione che arriva a bando ormai noto e dopo che la procedura aveva già iniziato a produrre effetti, sollevando interrogativi sulla fase di predisposizione dell'avviso e sui controlli preliminari effettuati prima della pubblicazione.
Amet richiama l'articolo 21-nonies della legge 241 del 1990, individuando un prevalente interesse pubblico nell'annullamento, legato al ripristino della legittimità dell'azione amministrativa e al rispetto dei principi costituzionali di buon andamento, ragionevolezza e massima partecipazione. Principi che, implicitamente, la stessa società ammette non essere stati pienamente garantiti nella prima stesura del bando.
Nel mirino, in particolare, l'evidente sproporzione tra i requisiti richiesti ai candidati e l'inquadramento contrattuale previsto, fissato al livello BS. Un elemento che ha inciso sull'accessibilità della selezione e che ha reso necessario l'intervento correttivo in autotutela.
Con l'annullamento, la procedura è da considerarsi definitivamente caducata e priva di ogni efficacia. La società si riserva ora la possibilità di indire una nuova selezione, per lo stesso o per un diverso profilo professionale, con requisiti rimodulati in funzione delle esigenze aziendali. Resta però il dato politico-amministrativo: un concorso pubblico annullato per vizi strutturali del bando, a poche settimane dalla pubblicazione, che riporta al centro il tema della qualità degli atti amministrativi e della necessità di garantire, sin dalla fase iniziale, trasparenza, correttezza e pari opportunità di accesso.