Amet tra condizionamenti e disorganizzazione: Nugnes fa il punto della situazione
Intervento del presidente pro-tempore ad otto mesi dall’insediamento del Cda
sabato 11 gennaio 2014
13.28
Il presidente pro-tempore di Amet Renato Nugnes ha diffuso una nota sull'azienda elettrica tranese che pubblichiamo integralmente: «E' sconcertante essere il Presidente pro-tempore di una società storica come l'Amet ed assistere allo sbandieramento di fatti e situazioni aziendali che normalmente dovrebbero essere discussi e riservati al tavolo aziendale, mentre non sono mai state evidenziate le cause che stanno influendo sulla difficile situazione che il C.d.A da me presieduto si è trovato a gestire per le varie problematiche generatesi nel tempo. Vorrei a tal proposito ricordare che l'Amet, è amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto da cinque membri, i quali, su indicazione del Socio Unico, hanno nominato un Amministratore Delegato, con pieni poteri di gestione ordinaria. Dal giorno della mia nomina sono trascorsi già otto mesi. Come sarà parso evidente in questo periodo non ho mai rilasciato comunicati, dichiarazioni o altro, non ho mai risposto alle varie insinuazioni, ai vari attacchi e alle offese, perché ritenute semplici strumentalizzazioni, ho sempre, in un certo senso, lavorato nel silenzio, nonostante qualcuno abbia messo in discussione anche questo. Tale atteggiamento deriva fondamentalmente dalla mia natura, che come ben sa chi mi conosce, non è di uomo politico avvezzo a comunicati stampa, dichiarazioni, promesse ecc. ecc. ma di uomo d'azienda, convinto e consapevole che l'Amet S.p.A, patrimonio di tutti i Tranesi, avesse bisogno non di proclami o di promesse ma semplicemente di riorganizzazione, risanamento e rilancio.
Viste le tante notizie apparse sui mezzi d'informazione che hanno riguardato l'Amet S.p.A e direttamente o indirettamente anche il mio ruolo, mi vedo quasi costretto ad intervenire e illustrare brevemente il percorso degli otto mesi che mi hanno visto più volte chiamato a tentare di arginare comportamenti inusuali ma sintomatici della carenza delle basilari regole di conduzione aziendale e quindi puntualizzare e chiarire alcune questioni. Sulla base dei buoni propositi iniziali di tutto il C.d.A. e di tutta l'attività svolta, in questi mesi mi sarei aspettato un miglioramento della situazione generale che portasse l'azienda sui binari della produttività nel rispetto del quadro normativo di riferimento. Purtroppo, però, molte volte le problematiche discusse con i vari interlocutori non sono state, a mio avviso, affrontate contemplando le reali esigenze di salvaguardia degli assetti economici, patrimoniali e istituzionali aziendali poiché sottovalutate e questo, a parte i condizionamenti esterni e la disorganizzazione interna, credo che sia anche il risultato della normativa, che ha imposto la nomina dei consiglieri scegliendoli tra i dipendenti comunali, non privilegiando l'esigenza di specifiche competenze.
Sin dal mio insediamento, ho profuso (e a questo punto, visto i precedenti, mi sia concesso esprimermi in prima persona) un impegno costante nello stimolare i vari attori, sia all'interno del C.d.A. che all'interno dell'azienda, sull'esigenza primaria che in questo momento storico riveste il controllo della situazione finanziaria aziendale. A Maggio 2013, la bozza di Bilancio d'Esercizio, chiuso al 31/12/2012 e sottoposta al vaglio di questo C.d.A., presentava un Utile di esercizio! Viste le mie competenze e esperienze professionali, ho suggerito l'applicazione scrupolosa dei principi generali di bilancio espressi dal Codice Civile ovvero: "Il Bilancio deve essere redatto con Chiarezza, rappresentare in modo Veritiero e Corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell'esercizio", e ho, dunque, chiesto la rivisitazione delle valutazioni di bilancio, che sono proprie dell'organo amministrativo. Dopo aver lavorato in maniera assidua, il C.d.A. prima e l'Assemblea dei soci dopo, sono giunti all'approvazione del Bilancio con una perdita d'esercizio di circa 2,5 milioni di euro. Cosa è cambiato?! Abbiamo rilevato che da anni ormai, nei bilanci, si giustificava il "congelamento" di ulteriori perdite, sostenendo che linee guida o piani industriali già adottati, avrebbero prodotto risultati positivi in esercizi successivi, che poi di fatto non si sono mai realizzati. Venuti a mancare i presupposti, non essendo più possibile continuare secondo queste logiche che portavano a non evidenziare la vera redditività aziendale, si è scelto con grande coraggio, di andare controcorrente e nell'attesa di ricevere le "linee strategiche stabilite dall'Amministrazione Comunale" (Regolamento per il controllo sulle Società partecipate dal Comune di Trani) e redigere così un Piano Industriale sostenibile, abbiamo approvato il bilancio secondo quanto stabilito dalla legge e dai principi contabili. E' strano, comunque, che quella prassi sia sfuggita anche ai sindacati e/o ad alcuni lavoratori che oggi non condividono e puntano il dito contro la nostra "difficile" gestione.
A questo punto una semplice ricognizione non poteva bastare e dopo un'attenta analisi, sorprendentemente, si è constatato che l'azienda era priva di un adeguato sistema di Pianificazione finanziaria e di controllo, per cui ho invitato i soggetti preposti ad adoperarsi immediatamente in tal senso. Dall'analisi dei crediti è così emerso che è mancata un'attenta ed efficace azione di controllo, che negli anni ha determinato l'aumento di posizioni creditorie di dubbia esigibilità, determinando gravi perdite con conseguente ricaduta sull'equilibrio finanziario della società. Per tale motivo il nuovo C.d.A. si è espresso sulla necessità di fronteggiare immediatamente questa problematica disponendo una pressante attività di recupero crediti. Purtroppo i risultati, almeno ad oggi, non sono in linea con le aspettative, sia per il difficile momento di crisi in cui versa l'intero Paese sia per l'organizzazione interna, non ancora in grado di gestire efficientemente tale processo e sulla quale bisognerà intervenire in maniera energica. Questa attenta analisi ha portato, tra le altre cose, alla Riconciliazione delle partite creditorie e debitorie con il Comune di Trani, principale cliente nonché socio unico, riconciliazione che è avvenuta dopo un intenso lavoro e dove non sono mancate sorprese in alcune voci di credito legate anche a inchieste al vaglio della magistratura. Tutto ciò ha permesso finalmente alla società di far chiarezza sul rapporto finanziario con il Comune e verificare che dalle proprie casse, al 31/12/2012, mancavano circa € 2.900.000 di crediti, di cui il Comune ha riconosciuto la legittimità, oltre a partite per circa € 300.000 escluse temporaneamente poiché, ancorché esistenti, saranno oggetto di prossima definizione, ai quali sommare l'ulteriore credito maturato nel 2013.
Dopo la riconciliazione visto l'ammontare del credito, l'aspettativa principale era ed è quella d'incassare le somme per pianificare il rientro dei debiti che stranamente, da qualche anno, sono concentrati in capo all'Acquirente Unico (fornitore dell'energia ovvero concessionario), e che vede quindi l'Amet S.p.A., in caso di prolungato mancato pagamento, esposta al grave rischio di revoca della concessione governativa nella distribuzione di energia elettrica. È evidente che, in queste condizioni, qualunque C.d.A. non avrebbe potuto aprioristicamente continuare ad esporre la società al rischio finanziario, per cui, proprio sulle questioni di massima importanza che sino ad oggi hanno visto esposta, anche a livello mediatico, l'Amet S.p.A. e cioè sia i lavori sulla Trani-Andria, per i quali vi è la nostra massima attenzione data la grande utilità dell'opera e per la quale questo C.d.A. non ha rilevato alcuno stanziamento rinveniente dagli anni precedenti nonostante il proprio ufficio tecnico avesse già preparato il progetto, sia la dotazione di parcometri per il miglioramento della gestione della sosta a pagamento affidata all'Amet e attiva dal 2011, devono essere trattate con la dovuta cautela attese le disposizioni del Codice degli Appalti, D.Lgs. 163/06, sulla necessaria dotazione finanziaria preventiva all'indizione delle gare di appalto pubblico.
Proprio per questo motivo abbiamo sollecitato incessantemente il pagamento di quanto dovuto dal Comune di Trani, ricevendone via via raccomandazioni positive. E' inusuale non ricevere direttamente l'informativa ma leggere, prima da una notizia di stampa locale e poi da un comunicato dell'Amministratore Delegato, sempre su stampa locale, che una parte di quelle somme è stata liquidata. E' ovvio che questo non può che essere un buon punto di partenza ma, con una precisazione, e cioè che stiamo parlando di incassi dell'attività corrente ampiamente scaduti, per cui poter pensare di impegnare dette somme immediatamente su investimenti a medio e lungo termine, senza un'ulteriore accertamento del rientro dei crediti, temo possa determinare un effetto dirompente sull'equilibrio finanziario aziendale. Le regole di finanza insegnano che gli investimenti a medio e lungo termine non si finanziano con attività correnti!! Per questi motivi più volte ho sollecitato i soggetti preposti a trovare le giuste fonti alternative di finanziamento che potessero supportare tali investimenti e che, ribadisco, hanno una grande importanza per la città di Trani e dunque la massima urgenza.
Oggi, alla luce anche dell'evoluzione normativa, il Comune di Trani ci ha notificato di aver adottato il "Regolamento per il controllo sulle società partecipate". Questo, a mio avviso, è sicuramente un passaggio importante per il futuro dell'azienda poiché attraverso il sistema di controllo, il socio Comune di Trani potrà, verificarne l'efficacia, l'efficienza, l'economicità e la corretta e coerente gestione rispetto alle linee strategiche stabilite dall'Amministrazione Comunale. Per quanto riguarda, infine, i problemi relativi allo "stato di agitazione dei dipendenti", devo sottolineare che poiché le relazioni sindacali rivestono un aspetto importante, se non predominante, nella gestione aziendale, devono essere portate avanti con chiarezza di propositi e di interventi e non ci si può limitare ad invocare piani di riorganizzazioni o elaborazioni di organigrammi, disattendendo quelle che sono le attribuzioni proprie di un C.d.A. che deve prima elaborare, discutere, approvare e comunicare tali piani! Questo è uno dei motivi per cui abbiamo ritenuto strumentale la proclamazione dello sciopero di Dicembre. I dipendenti, oltre alla situazione economico-finanziaria aziendale, stanno soffrendo l'indifferenza delle precedenti amministrazioni e la disattenzione alle reali problematiche di carattere sia funzionale che gerarchico createsi per asservimento o per promesse di premialità. Oggi credo che tutti debbano cominciare a rileggere il proprio ruolo in funzione della propria posizione e dell'interazione da avere all'interno dell'azienda, finalizzando la propria attività lavorativa ai risultati aziendali. Le strumentalizzazioni devono finire, il futuro appartiene principalmente proprio ai dipendenti che sono gli attori principali, in quanto Capitale Umano, che con il Capitale finanziario e il Capitale Tecnico costituiscono il motore dell'azienda. Questa mia nota non vuole essere né una difesa personale né tantomeno un attacco o accusa contro qualcuno o qualcosa. Spero semplicemente di aver chiarito alcuni aspetti del lavoro svolto insieme a tutto il C.d.A.. Purtroppo con la nomina non ci è stata fornita la "bacchetta magica" e la situazione attuale non è delle migliori.
Il mio auspicio è che, con l'apertura del nuovo esercizio sociale, tutti acquisiscano la consapevolezza che l'Amet S.p.A. ha bisogno della collaborazione di tutte le parti sociali, dipendenti, amministratori, sindacati e politici, per continuare, pur se con gli inevitabili, accesi ma, spero, costruttivi dibattiti e sempre nel rispetto dei ruoli e delle regole, sulla strada intrapresa e giungere così ad una profonda azione di rinnovamento e di riscatto e poter finalmente "riaccendere le tante luci spente". In quest'ottica di collaborazione, condivido e mi unisco agli auspici dell'Amministratore Delegato, augurandomi sinceramente che d'ora innanzi si parli di Amet S.p.A. in modo positivo, si facciano parlare i fatti, lasciando le chiacchiere da bar ai momenti ludici».
Viste le tante notizie apparse sui mezzi d'informazione che hanno riguardato l'Amet S.p.A e direttamente o indirettamente anche il mio ruolo, mi vedo quasi costretto ad intervenire e illustrare brevemente il percorso degli otto mesi che mi hanno visto più volte chiamato a tentare di arginare comportamenti inusuali ma sintomatici della carenza delle basilari regole di conduzione aziendale e quindi puntualizzare e chiarire alcune questioni. Sulla base dei buoni propositi iniziali di tutto il C.d.A. e di tutta l'attività svolta, in questi mesi mi sarei aspettato un miglioramento della situazione generale che portasse l'azienda sui binari della produttività nel rispetto del quadro normativo di riferimento. Purtroppo, però, molte volte le problematiche discusse con i vari interlocutori non sono state, a mio avviso, affrontate contemplando le reali esigenze di salvaguardia degli assetti economici, patrimoniali e istituzionali aziendali poiché sottovalutate e questo, a parte i condizionamenti esterni e la disorganizzazione interna, credo che sia anche il risultato della normativa, che ha imposto la nomina dei consiglieri scegliendoli tra i dipendenti comunali, non privilegiando l'esigenza di specifiche competenze.
Sin dal mio insediamento, ho profuso (e a questo punto, visto i precedenti, mi sia concesso esprimermi in prima persona) un impegno costante nello stimolare i vari attori, sia all'interno del C.d.A. che all'interno dell'azienda, sull'esigenza primaria che in questo momento storico riveste il controllo della situazione finanziaria aziendale. A Maggio 2013, la bozza di Bilancio d'Esercizio, chiuso al 31/12/2012 e sottoposta al vaglio di questo C.d.A., presentava un Utile di esercizio! Viste le mie competenze e esperienze professionali, ho suggerito l'applicazione scrupolosa dei principi generali di bilancio espressi dal Codice Civile ovvero: "Il Bilancio deve essere redatto con Chiarezza, rappresentare in modo Veritiero e Corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell'esercizio", e ho, dunque, chiesto la rivisitazione delle valutazioni di bilancio, che sono proprie dell'organo amministrativo. Dopo aver lavorato in maniera assidua, il C.d.A. prima e l'Assemblea dei soci dopo, sono giunti all'approvazione del Bilancio con una perdita d'esercizio di circa 2,5 milioni di euro. Cosa è cambiato?! Abbiamo rilevato che da anni ormai, nei bilanci, si giustificava il "congelamento" di ulteriori perdite, sostenendo che linee guida o piani industriali già adottati, avrebbero prodotto risultati positivi in esercizi successivi, che poi di fatto non si sono mai realizzati. Venuti a mancare i presupposti, non essendo più possibile continuare secondo queste logiche che portavano a non evidenziare la vera redditività aziendale, si è scelto con grande coraggio, di andare controcorrente e nell'attesa di ricevere le "linee strategiche stabilite dall'Amministrazione Comunale" (Regolamento per il controllo sulle Società partecipate dal Comune di Trani) e redigere così un Piano Industriale sostenibile, abbiamo approvato il bilancio secondo quanto stabilito dalla legge e dai principi contabili. E' strano, comunque, che quella prassi sia sfuggita anche ai sindacati e/o ad alcuni lavoratori che oggi non condividono e puntano il dito contro la nostra "difficile" gestione.
A questo punto una semplice ricognizione non poteva bastare e dopo un'attenta analisi, sorprendentemente, si è constatato che l'azienda era priva di un adeguato sistema di Pianificazione finanziaria e di controllo, per cui ho invitato i soggetti preposti ad adoperarsi immediatamente in tal senso. Dall'analisi dei crediti è così emerso che è mancata un'attenta ed efficace azione di controllo, che negli anni ha determinato l'aumento di posizioni creditorie di dubbia esigibilità, determinando gravi perdite con conseguente ricaduta sull'equilibrio finanziario della società. Per tale motivo il nuovo C.d.A. si è espresso sulla necessità di fronteggiare immediatamente questa problematica disponendo una pressante attività di recupero crediti. Purtroppo i risultati, almeno ad oggi, non sono in linea con le aspettative, sia per il difficile momento di crisi in cui versa l'intero Paese sia per l'organizzazione interna, non ancora in grado di gestire efficientemente tale processo e sulla quale bisognerà intervenire in maniera energica. Questa attenta analisi ha portato, tra le altre cose, alla Riconciliazione delle partite creditorie e debitorie con il Comune di Trani, principale cliente nonché socio unico, riconciliazione che è avvenuta dopo un intenso lavoro e dove non sono mancate sorprese in alcune voci di credito legate anche a inchieste al vaglio della magistratura. Tutto ciò ha permesso finalmente alla società di far chiarezza sul rapporto finanziario con il Comune e verificare che dalle proprie casse, al 31/12/2012, mancavano circa € 2.900.000 di crediti, di cui il Comune ha riconosciuto la legittimità, oltre a partite per circa € 300.000 escluse temporaneamente poiché, ancorché esistenti, saranno oggetto di prossima definizione, ai quali sommare l'ulteriore credito maturato nel 2013.
Dopo la riconciliazione visto l'ammontare del credito, l'aspettativa principale era ed è quella d'incassare le somme per pianificare il rientro dei debiti che stranamente, da qualche anno, sono concentrati in capo all'Acquirente Unico (fornitore dell'energia ovvero concessionario), e che vede quindi l'Amet S.p.A., in caso di prolungato mancato pagamento, esposta al grave rischio di revoca della concessione governativa nella distribuzione di energia elettrica. È evidente che, in queste condizioni, qualunque C.d.A. non avrebbe potuto aprioristicamente continuare ad esporre la società al rischio finanziario, per cui, proprio sulle questioni di massima importanza che sino ad oggi hanno visto esposta, anche a livello mediatico, l'Amet S.p.A. e cioè sia i lavori sulla Trani-Andria, per i quali vi è la nostra massima attenzione data la grande utilità dell'opera e per la quale questo C.d.A. non ha rilevato alcuno stanziamento rinveniente dagli anni precedenti nonostante il proprio ufficio tecnico avesse già preparato il progetto, sia la dotazione di parcometri per il miglioramento della gestione della sosta a pagamento affidata all'Amet e attiva dal 2011, devono essere trattate con la dovuta cautela attese le disposizioni del Codice degli Appalti, D.Lgs. 163/06, sulla necessaria dotazione finanziaria preventiva all'indizione delle gare di appalto pubblico.
Proprio per questo motivo abbiamo sollecitato incessantemente il pagamento di quanto dovuto dal Comune di Trani, ricevendone via via raccomandazioni positive. E' inusuale non ricevere direttamente l'informativa ma leggere, prima da una notizia di stampa locale e poi da un comunicato dell'Amministratore Delegato, sempre su stampa locale, che una parte di quelle somme è stata liquidata. E' ovvio che questo non può che essere un buon punto di partenza ma, con una precisazione, e cioè che stiamo parlando di incassi dell'attività corrente ampiamente scaduti, per cui poter pensare di impegnare dette somme immediatamente su investimenti a medio e lungo termine, senza un'ulteriore accertamento del rientro dei crediti, temo possa determinare un effetto dirompente sull'equilibrio finanziario aziendale. Le regole di finanza insegnano che gli investimenti a medio e lungo termine non si finanziano con attività correnti!! Per questi motivi più volte ho sollecitato i soggetti preposti a trovare le giuste fonti alternative di finanziamento che potessero supportare tali investimenti e che, ribadisco, hanno una grande importanza per la città di Trani e dunque la massima urgenza.
Oggi, alla luce anche dell'evoluzione normativa, il Comune di Trani ci ha notificato di aver adottato il "Regolamento per il controllo sulle società partecipate". Questo, a mio avviso, è sicuramente un passaggio importante per il futuro dell'azienda poiché attraverso il sistema di controllo, il socio Comune di Trani potrà, verificarne l'efficacia, l'efficienza, l'economicità e la corretta e coerente gestione rispetto alle linee strategiche stabilite dall'Amministrazione Comunale. Per quanto riguarda, infine, i problemi relativi allo "stato di agitazione dei dipendenti", devo sottolineare che poiché le relazioni sindacali rivestono un aspetto importante, se non predominante, nella gestione aziendale, devono essere portate avanti con chiarezza di propositi e di interventi e non ci si può limitare ad invocare piani di riorganizzazioni o elaborazioni di organigrammi, disattendendo quelle che sono le attribuzioni proprie di un C.d.A. che deve prima elaborare, discutere, approvare e comunicare tali piani! Questo è uno dei motivi per cui abbiamo ritenuto strumentale la proclamazione dello sciopero di Dicembre. I dipendenti, oltre alla situazione economico-finanziaria aziendale, stanno soffrendo l'indifferenza delle precedenti amministrazioni e la disattenzione alle reali problematiche di carattere sia funzionale che gerarchico createsi per asservimento o per promesse di premialità. Oggi credo che tutti debbano cominciare a rileggere il proprio ruolo in funzione della propria posizione e dell'interazione da avere all'interno dell'azienda, finalizzando la propria attività lavorativa ai risultati aziendali. Le strumentalizzazioni devono finire, il futuro appartiene principalmente proprio ai dipendenti che sono gli attori principali, in quanto Capitale Umano, che con il Capitale finanziario e il Capitale Tecnico costituiscono il motore dell'azienda. Questa mia nota non vuole essere né una difesa personale né tantomeno un attacco o accusa contro qualcuno o qualcosa. Spero semplicemente di aver chiarito alcuni aspetti del lavoro svolto insieme a tutto il C.d.A.. Purtroppo con la nomina non ci è stata fornita la "bacchetta magica" e la situazione attuale non è delle migliori.
Il mio auspicio è che, con l'apertura del nuovo esercizio sociale, tutti acquisiscano la consapevolezza che l'Amet S.p.A. ha bisogno della collaborazione di tutte le parti sociali, dipendenti, amministratori, sindacati e politici, per continuare, pur se con gli inevitabili, accesi ma, spero, costruttivi dibattiti e sempre nel rispetto dei ruoli e delle regole, sulla strada intrapresa e giungere così ad una profonda azione di rinnovamento e di riscatto e poter finalmente "riaccendere le tante luci spente". In quest'ottica di collaborazione, condivido e mi unisco agli auspici dell'Amministratore Delegato, augurandomi sinceramente che d'ora innanzi si parli di Amet S.p.A. in modo positivo, si facciano parlare i fatti, lasciando le chiacchiere da bar ai momenti ludici».