Amiu, la Corte d'Appello dice "no" alla revoca di due componenti del collegio sindacale
La società già condannata a pagare 25mila euro di spese legali
sabato 22 aprile 2017
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Per il commissario prefettizio Maria Rita Iaculli andavano rimossi. Ma della stessa idea era stato anche il sindaco Amedeo Bottaro, seguito alla guida del Comune. Ora la sezione specializzata per le Imprese della Corte d'Appello di Bari ha dato, definitivamente, ragione ai due componenti del collegio sindacale di Amiu, il presidente Antonino Battista e il sindaco effettivo Savino Musicco, revocati dall'ad Alessandro Guadagnolo nel 2015, su impulso del socio unico, appunto il Comune di Trani.
Il 18 aprile è stato notificato alle parti il decreto n. 73/2017 che rigetta il reclamo con il quale Amiu chiedeva di approvare la delibera di revoca, già adottata dal commissario straordinario il 7 maggio 2015. Il Tribunale di Bari aveva rigettato il provvedimento; ma poi l'Amiu spa, su sollecitazione del sindaco Amedeo Bottaro, aveva presentato reclamo alla Corte d'Appello.
«Da entrambi i gradi di giudizio - sostengono Battista e Musicco in una nota, controfirmata anche dai loro rispettivi avvocati Nicola Di Pinto e Maurizio Musci - emerge nitidamente come alla base della procedura di revoca vi sia stato un grossolano quanto inammissibile errore circa le attribuzioni dell'organo di garanzia al quale, invece venivano sostanzialmente addossate responsabilità tipiche di azioni od omissioni dell'organo di gestione, che si tratti di cda o di amministratore unico. Nel merito del provvedimento la Corte ha dato piena ragione alle difese dei sindaci attraverso le quali si è smontato il manifestamente infondato castello di accuse rivolto ai due professionisti». Non solo.
«E' la stessa Corte - si legge ancora nella nota - che in alcuni passaggi ha sottolineato come non sia possibile attribuire ai sindaci né atavici ritardi né mancate deliberazioni di esclusiva competenza dell'organo amministrativo. Nonostante l'ingiusto e totalmente infondato procedimento a cui sono stati sottoposti e nonostante la serie di atti ingiuriosi e diffamanti compiuti nei loro confronti (ad es. pubblicità della revoca dei sindaci e pedissequa richiesta di curricula attraverso i media effettuata dal Commissario), i dottori Battista e Musicco hanno continuato a prestare silenziosamente la loro attività professionale in favore dell'Amiu spa con l'unico fine del bene aziendale e della comunità locale».
Il Tribunale delle Imprese di Bari ha anche condannato l'Amiu spa alla rifusione delle spese legali per i due sindaci, per un totale di circa 25mila euro. «Una spesa inutile - commentano ancora i due sindaci - che, purtroppo, insieme con quella relativa alla rifusione a favore del rimosso presidente di Amiu Tolomeo (altra iniziativa del commissario) e ad altre eventuali situazioni simili che potranno verificarsi, si aggiungerà a quelle già sopportate dai cittadini tranesi».
Il 18 aprile è stato notificato alle parti il decreto n. 73/2017 che rigetta il reclamo con il quale Amiu chiedeva di approvare la delibera di revoca, già adottata dal commissario straordinario il 7 maggio 2015. Il Tribunale di Bari aveva rigettato il provvedimento; ma poi l'Amiu spa, su sollecitazione del sindaco Amedeo Bottaro, aveva presentato reclamo alla Corte d'Appello.
«Da entrambi i gradi di giudizio - sostengono Battista e Musicco in una nota, controfirmata anche dai loro rispettivi avvocati Nicola Di Pinto e Maurizio Musci - emerge nitidamente come alla base della procedura di revoca vi sia stato un grossolano quanto inammissibile errore circa le attribuzioni dell'organo di garanzia al quale, invece venivano sostanzialmente addossate responsabilità tipiche di azioni od omissioni dell'organo di gestione, che si tratti di cda o di amministratore unico. Nel merito del provvedimento la Corte ha dato piena ragione alle difese dei sindaci attraverso le quali si è smontato il manifestamente infondato castello di accuse rivolto ai due professionisti». Non solo.
«E' la stessa Corte - si legge ancora nella nota - che in alcuni passaggi ha sottolineato come non sia possibile attribuire ai sindaci né atavici ritardi né mancate deliberazioni di esclusiva competenza dell'organo amministrativo. Nonostante l'ingiusto e totalmente infondato procedimento a cui sono stati sottoposti e nonostante la serie di atti ingiuriosi e diffamanti compiuti nei loro confronti (ad es. pubblicità della revoca dei sindaci e pedissequa richiesta di curricula attraverso i media effettuata dal Commissario), i dottori Battista e Musicco hanno continuato a prestare silenziosamente la loro attività professionale in favore dell'Amiu spa con l'unico fine del bene aziendale e della comunità locale».
Il Tribunale delle Imprese di Bari ha anche condannato l'Amiu spa alla rifusione delle spese legali per i due sindaci, per un totale di circa 25mila euro. «Una spesa inutile - commentano ancora i due sindaci - che, purtroppo, insieme con quella relativa alla rifusione a favore del rimosso presidente di Amiu Tolomeo (altra iniziativa del commissario) e ad altre eventuali situazioni simili che potranno verificarsi, si aggiungerà a quelle già sopportate dai cittadini tranesi».