Amiu, ricapitalizzazione da quattro milioni e 700 mila euro
Tra beni patrimoniali e compensazione crediti con il Comune, ecco come salvarla
mercoledì 4 maggio 2016
9.12
Il salvataggio dell'Amiu passa attraverso la deliberazione nell'assemblea dei soci (per la quale il sindaco, in qualità di socio unico, deve essere autorizzato dal Consiglio comunale) della riduzione di capitale e, contestualmente, della ricapitalizzazione della società.
Il punto di partenza è il bilancio Amiu chiuso a dicembre 2014 con un risultato negativo di 4.648.339,08 euro e 2.635.979 euro di patrimonio negativo. Le cause sono la sospensione dell'attività della discarica (stabilita dalla Regione a settembre) e il contratto di servizio con il Comune ritenuto insufficiente a coprire i costi sostenuti dall'Amiu per i servizi di raccolta e smaltimento a Trani. Tant'è che il nuovo contratto del 2015 ammonta a ben 11,2 milioni di euro.
La relazione tecnica del professor Andrea Ziruolo, l'advisor incaricato dal Comune, ha suggerito il risanamento dell'Amiu anche attraverso la ricapitalizzazione, seguita dal completamento e dall'attuazione del piano industriale e dalla contestuale ristrutturazione societaria con la scorporazione della 'bad company'.
In assenza di trasformazione del tipo di società per attuare la ricapitalizzazione si stima che occorrano 4.786.226,30 euro. La somma è il risultato dell'importo necessario a ripianare la perdita d'esercizio 2014 (pari a 4.648.339 euro al lordo però del patrimonio netto di 2.012.360 al 31 dicembre 2014), più l'importo necessario a garantire la copertura della perdita d'esercizio 2015 (determinata provvisoriamente in 2.100.246,66) e quello minimo per ricostituire il capitale sociale (pari a 50mila euro).
La ricapitalizzazione, in forma mista, avverrà attraverso due modalità:
1) la compensazione dei crediti vantati dal Comune di Trani mediante la decontabilizzazione dei residui attivi dovuti da Amiu all'ente, già accantonati nel fondo crediti di dubbia esigibilità per 4.219.732,48 euro (che sono la somma degli importi per destinazione di utile di esercizio 2009, 2010 e 2012, ristoro ambientale dal 2010 al 2014, maggior ristoro ambientale dal 2008 al 2010, ristoro ambientale Daneco per 781mila euro e persino un debito Amiu 2005 per 58mila euro);
2)l'apporto dell'isola ecologica e della ricicleria, i cui valori – secondo la stima effettuata dall'ufficio tecnico comunale – è rispettivamente di 3.019.708,36 e 216.054,25 euro. Per la valutazione degli stessi è stata comunque proposta la nomina di un esperto per la relazione giurata con l'elenco dei beni conferiti (che risultano parzialmente in uso alla stessa Amiu e sono strumentali alla realizzazione degli investimenti previsti dal piano industriale), il valore degli stessi e i criteri di valutazione.
L'operazione di ricapitalizzazione porterà alla decontabilizzazione nel bilancio comunale dei residui attivi in questione; mentre l'apporto dei beni produrrà effetti di natura patrimoniale sia su Amiu che su Comune.
Il punto di partenza è il bilancio Amiu chiuso a dicembre 2014 con un risultato negativo di 4.648.339,08 euro e 2.635.979 euro di patrimonio negativo. Le cause sono la sospensione dell'attività della discarica (stabilita dalla Regione a settembre) e il contratto di servizio con il Comune ritenuto insufficiente a coprire i costi sostenuti dall'Amiu per i servizi di raccolta e smaltimento a Trani. Tant'è che il nuovo contratto del 2015 ammonta a ben 11,2 milioni di euro.
La relazione tecnica del professor Andrea Ziruolo, l'advisor incaricato dal Comune, ha suggerito il risanamento dell'Amiu anche attraverso la ricapitalizzazione, seguita dal completamento e dall'attuazione del piano industriale e dalla contestuale ristrutturazione societaria con la scorporazione della 'bad company'.
In assenza di trasformazione del tipo di società per attuare la ricapitalizzazione si stima che occorrano 4.786.226,30 euro. La somma è il risultato dell'importo necessario a ripianare la perdita d'esercizio 2014 (pari a 4.648.339 euro al lordo però del patrimonio netto di 2.012.360 al 31 dicembre 2014), più l'importo necessario a garantire la copertura della perdita d'esercizio 2015 (determinata provvisoriamente in 2.100.246,66) e quello minimo per ricostituire il capitale sociale (pari a 50mila euro).
La ricapitalizzazione, in forma mista, avverrà attraverso due modalità:
1) la compensazione dei crediti vantati dal Comune di Trani mediante la decontabilizzazione dei residui attivi dovuti da Amiu all'ente, già accantonati nel fondo crediti di dubbia esigibilità per 4.219.732,48 euro (che sono la somma degli importi per destinazione di utile di esercizio 2009, 2010 e 2012, ristoro ambientale dal 2010 al 2014, maggior ristoro ambientale dal 2008 al 2010, ristoro ambientale Daneco per 781mila euro e persino un debito Amiu 2005 per 58mila euro);
2)l'apporto dell'isola ecologica e della ricicleria, i cui valori – secondo la stima effettuata dall'ufficio tecnico comunale – è rispettivamente di 3.019.708,36 e 216.054,25 euro. Per la valutazione degli stessi è stata comunque proposta la nomina di un esperto per la relazione giurata con l'elenco dei beni conferiti (che risultano parzialmente in uso alla stessa Amiu e sono strumentali alla realizzazione degli investimenti previsti dal piano industriale), il valore degli stessi e i criteri di valutazione.
L'operazione di ricapitalizzazione porterà alla decontabilizzazione nel bilancio comunale dei residui attivi in questione; mentre l'apporto dei beni produrrà effetti di natura patrimoniale sia su Amiu che su Comune.