Aumento dei tributi, il Partito Democratico all’attacco
«Trani paga l’inefficienza amministrativa di ieri e di oggi». Nota di Mimmo De Laurentis e Maurizio Di Palma
domenica 28 ottobre 2012
17.07
Il Partito Democratico di Trani critica duramente il pesante aumento dei tributi locali proposto dall'amministrazione Riserbato. Lo fa con una nota firmata dal segretario cittadino, Maurizio Di Palma, e dal capogruppo consiliare, Mimmo De Laurentis.
«Come da noi temuto – scrivono - l'amministrazione Riserbato, per tentare di rimediare alla pregressa gestione approssimativa e imprudente delle casse comunali che ha prodotto un grave disavanzo di bilancio, si appresta ad aumentare i tributi locali scaricando così sui contribuenti tranesi il prezzo della sua inefficienza. Contraddicendo quanto solennemente promesso dal sindaco in campagna elettorale, l'amministrazione è addirittura pronta ad applicare l'aliquota massima dell'Imu su tutti gli immobili diversi dalla prima casa. Mentre nei Comuni limitrofi l'aliquota si attesta su livelli assai inferiori (Bari 7,6 per mille; Andria 7,6 per mille; Molfetta 8,80 per mille), a Trani l'aliquota salirà alla misura massima prevista dalla legge, ossia al 10,60 per mille. In particolare questa misura andrà a colpire indifferentemente tutti gli immobili diversi dalla prima casa, a prescindere dalla effettiva destinazione degli stessi. In particolare non è previsto alcuno sgravio per chi, ad esempio, concede la seconda casa in comodato d'uso a figli o parenti».
Il Pd condivide la preoccupazione delle associazioni di categoria. «L'applicazione dell'aliquota massima sugli immobili commerciali, artigianali ed industriali in un periodo di forte crisi economica – dicono Di Palma e De Laurentis - oltre ad avere un carattere iniquo, rischia di produrre un grave effetto recessivo per l'economia locale. Avevamo invece proposto, in linea con le scelte compiute dalla pubblica amministrazione a livello nazionale, un piano di contenimento e di revisione della spesa (spending review), istituendo un controllo interno. Da sempre inoltre sosteniamo la necessità di incrementare le entrate non tributarie, valorizzando il patrimonio comunale. L'Amministrazione invece, a distanza di ormai cinque mesi dal suo insediamento, non ha fatto nulla di tutto questo, preferendo adottare scelte semplicistiche come l'aumento delle tasse che non tengono conto delle ricadute sociali ed economiche».
In Consiglio comunale (convocato lunedì) la linea del Pd sull'Imu è ben nota: «Contrasteremo questo provvedimento chiedendo l'adozione di correttivi volti a ricondurre le aliquote ad equità, ad introdurre sgravi in situazioni sociali e familiari particolari ed a salvaguardare le categorie produttive».
«Come da noi temuto – scrivono - l'amministrazione Riserbato, per tentare di rimediare alla pregressa gestione approssimativa e imprudente delle casse comunali che ha prodotto un grave disavanzo di bilancio, si appresta ad aumentare i tributi locali scaricando così sui contribuenti tranesi il prezzo della sua inefficienza. Contraddicendo quanto solennemente promesso dal sindaco in campagna elettorale, l'amministrazione è addirittura pronta ad applicare l'aliquota massima dell'Imu su tutti gli immobili diversi dalla prima casa. Mentre nei Comuni limitrofi l'aliquota si attesta su livelli assai inferiori (Bari 7,6 per mille; Andria 7,6 per mille; Molfetta 8,80 per mille), a Trani l'aliquota salirà alla misura massima prevista dalla legge, ossia al 10,60 per mille. In particolare questa misura andrà a colpire indifferentemente tutti gli immobili diversi dalla prima casa, a prescindere dalla effettiva destinazione degli stessi. In particolare non è previsto alcuno sgravio per chi, ad esempio, concede la seconda casa in comodato d'uso a figli o parenti».
Il Pd condivide la preoccupazione delle associazioni di categoria. «L'applicazione dell'aliquota massima sugli immobili commerciali, artigianali ed industriali in un periodo di forte crisi economica – dicono Di Palma e De Laurentis - oltre ad avere un carattere iniquo, rischia di produrre un grave effetto recessivo per l'economia locale. Avevamo invece proposto, in linea con le scelte compiute dalla pubblica amministrazione a livello nazionale, un piano di contenimento e di revisione della spesa (spending review), istituendo un controllo interno. Da sempre inoltre sosteniamo la necessità di incrementare le entrate non tributarie, valorizzando il patrimonio comunale. L'Amministrazione invece, a distanza di ormai cinque mesi dal suo insediamento, non ha fatto nulla di tutto questo, preferendo adottare scelte semplicistiche come l'aumento delle tasse che non tengono conto delle ricadute sociali ed economiche».
In Consiglio comunale (convocato lunedì) la linea del Pd sull'Imu è ben nota: «Contrasteremo questo provvedimento chiedendo l'adozione di correttivi volti a ricondurre le aliquote ad equità, ad introdurre sgravi in situazioni sociali e familiari particolari ed a salvaguardare le categorie produttive».