Avantario (PD), sulle ex municipalizzate: «Apriamole ai privati»
Il consigliere comunale: «Il Comune non è stato in grado di gestirle adeguatamente»
domenica 4 maggio 2014
11.12
«Aprire ai privati per favorire il rilancio delle aziende partecipate». È questa la proposta del consigliere comunale del PD, Carlo Avantario, per rilanciare le aziende speciali tranesi.
«Da tempo ormai leggiamo sulla stampa delle molteplici problematiche che interessano l'Amet e l'Amiu, mentre non si parla più di opportunità, di potenzialità e di rilancio delle stesse – dice il consigliere Avantario -. Resto convinto che l'Amet avrebbe potuto svolgere la funzione di volano per l'economia cittadina e per l'intero territorio, se si considera che tale Azienda è una delle pochissime aziende municipalizzate che, nonostante la nazionalizzazione degli anni '60, ha potuto conservare la titolarità delle varie fasi costituenti la filiera elettrica. Lo stesso discorso vale anche per l'Amiu che potrebbe svolgere ben altro ruolo nell'economia cittadina. Ultimamente si parla invece solamente di dimissioni, di nuove nomine e di incomprensibili premi agli amministratori. Tutto ciò sta destando grande preoccupazione nei cittadini, ma dovrebbe preoccupare soprattutto l'Amministrazione».
Avantario analizza la situazione in cui versano le aziende tranesi: «Deve constatarsi purtroppo che il Comune, come socio unico di tali Aziende, non è stato in grado di gestirle adeguatamente, rischiando di dilapidare risorse e compromettendone la funzionalità. Tali Aziende, invece di rappresentare una risorsa per la nostra Città, si sono trasformate in una mucca da mungere. Occorre allora troncare tale situazione di degenerazione della politica, restituendo alle nostre Aziende l'opportunità di produrre occasioni di sviluppo per il Territorio».
Giunge anche dal consigliere una proposta: «L'inversione di rotta potrà avvenire avviando un piano di privatizzazione che ci proietti in una dimensione nazionale. Infatti da decenni ormai, l'evoluzione delle forme d'intervento del "Pubblico" nell'economia è indirizzata verso una minore incidenza, da coniugare con la fattiva partecipazione del "Privato", senza dover necessariamente arrivare alla completa dismissione – continua il consigliere del Pd - Aprire le Aziende alla partecipazione di investitori privati, non significa assolutamente svenderle : infatti l'ingresso dei capitali privati può essere favorito cedendo il 49% del capitale sociale e riservando al Comune la residua quota del 51%. Al Privato dovrà essere inoltre attribuita la gestione mentre il Comune conserverà il potere di indirizzo e di controllo. L'ingresso di un affidabile partner privato, in grado di dotarle di un adeguato piano industriale – conclude Avantario - potrà assicurare alle nostra Aziende un futuro diverso da quello fallimentare a cui sembrano altrimenti avviate».
«Da tempo ormai leggiamo sulla stampa delle molteplici problematiche che interessano l'Amet e l'Amiu, mentre non si parla più di opportunità, di potenzialità e di rilancio delle stesse – dice il consigliere Avantario -. Resto convinto che l'Amet avrebbe potuto svolgere la funzione di volano per l'economia cittadina e per l'intero territorio, se si considera che tale Azienda è una delle pochissime aziende municipalizzate che, nonostante la nazionalizzazione degli anni '60, ha potuto conservare la titolarità delle varie fasi costituenti la filiera elettrica. Lo stesso discorso vale anche per l'Amiu che potrebbe svolgere ben altro ruolo nell'economia cittadina. Ultimamente si parla invece solamente di dimissioni, di nuove nomine e di incomprensibili premi agli amministratori. Tutto ciò sta destando grande preoccupazione nei cittadini, ma dovrebbe preoccupare soprattutto l'Amministrazione».
Avantario analizza la situazione in cui versano le aziende tranesi: «Deve constatarsi purtroppo che il Comune, come socio unico di tali Aziende, non è stato in grado di gestirle adeguatamente, rischiando di dilapidare risorse e compromettendone la funzionalità. Tali Aziende, invece di rappresentare una risorsa per la nostra Città, si sono trasformate in una mucca da mungere. Occorre allora troncare tale situazione di degenerazione della politica, restituendo alle nostre Aziende l'opportunità di produrre occasioni di sviluppo per il Territorio».
Giunge anche dal consigliere una proposta: «L'inversione di rotta potrà avvenire avviando un piano di privatizzazione che ci proietti in una dimensione nazionale. Infatti da decenni ormai, l'evoluzione delle forme d'intervento del "Pubblico" nell'economia è indirizzata verso una minore incidenza, da coniugare con la fattiva partecipazione del "Privato", senza dover necessariamente arrivare alla completa dismissione – continua il consigliere del Pd - Aprire le Aziende alla partecipazione di investitori privati, non significa assolutamente svenderle : infatti l'ingresso dei capitali privati può essere favorito cedendo il 49% del capitale sociale e riservando al Comune la residua quota del 51%. Al Privato dovrà essere inoltre attribuita la gestione mentre il Comune conserverà il potere di indirizzo e di controllo. L'ingresso di un affidabile partner privato, in grado di dotarle di un adeguato piano industriale – conclude Avantario - potrà assicurare alle nostra Aziende un futuro diverso da quello fallimentare a cui sembrano altrimenti avviate».