«Beghe personali inutili, su bilancio giusto esigere chiarezza»
Santorsola a Ferrante: «Ci dica da che parte sta». Scrive il consigliere di Sinistra e Libertà
mercoledì 26 settembre 2012
10.13
Mimmo Santorsola, consigliere comunale di Sinistra e Libertà, difende la decisione di presentare un esposto sui conti pubblici alla Corte dei Conti e contesta la linea adottata dal gruppo Uniti per Ferrante.
«Le perplessità espresse da questo gruppo politico – scrive Santorsola - sono sostanziali e sono la naturale conseguenza dell'attività istituzionale che gli compete. Un consigliere comunale, da statuto, ha essenzialmente un compito di indirizzo e di controllo politico ed amministrativo sugli atti della pubblica amministrazione e per aderire a questo mandato deve necessariamente fare i conti della serva nelle casse comunali. Ben vengano allora esposti, denunce o interrogazioni su irregolarità o abusi: se lo sporco viene portato alla luce, piuttosto che nascosto sotto il tappeto, sarà possibile sanare gli errori e incamminarsi per la strada giusta. Le dichiarazioni che ho letto in questi giorni da parte di esponenti del gruppo Uniti per Ferrante mi lasciano allibito. Non voglio fare il verso a Di Pietro ma non capisco che cosa c'entrino questioni formali o beghe personali nella analisi di irregolarità amministrative a meno che non si voglia distogliere l'attenzione dal problema principale: la cattiva amministrazione del Comune di Trani. L'esposto era chiaramente rivolto alla maggioranza del centrodestra ma stranamente, è il consigliere Ferrante a prendere cappello».
Santorsola richiama il leader del gruppo, Fabrizio Ferrante, a chiarire la sua posizione: «Io non ho nulla di personale contro di lui, anzi non nego che qualche volta ha suscitato la mia simpatia. Avrei voluto che la sinistra avesse vinto le elezioni a maggio e mi piacerebbe sinceramente che la stessa sinistra oggi si rafforzasse con la partecipazione del suo gruppo alle iniziative di opposizione ma, in un momento in cui le cose vanno a rotoli, i problemi più importanti non possono essere la fascia da capoclasse ed un titolo di capogruppo. Qualche settimana fa, mentre erano ancora accesi i riflettori sulla prematura ed improvvisa scomparsa di Roberto Visibelli ed era vivo il dolore di quanti a destra ed a sinistra lo hanno considerato un amico ed un mentore, abbiamo appreso dalla stampa che l'ex ministro Raffaele Fitto innanzi ai vertici del suo partito ha valutato l'ipotesi di candidatura del consigliere Fabrizio Ferrante a presidente del Consiglio comunale di Trani atteso il suo determinante non allineamento alla coalizione di Operamolla. Spero, ed in buona fede credo, che questo apporto determinante non sia stato organizzato a tavolino ed invito il consigliere Ferrante a prendere una posizione definita in merito a questa affermazione e, di conseguenza, in merito alla sua collocazione politica chiarendo così tutti i dubbi sulla nomina del presidente del Consiglio comunale».
«Le perplessità espresse da questo gruppo politico – scrive Santorsola - sono sostanziali e sono la naturale conseguenza dell'attività istituzionale che gli compete. Un consigliere comunale, da statuto, ha essenzialmente un compito di indirizzo e di controllo politico ed amministrativo sugli atti della pubblica amministrazione e per aderire a questo mandato deve necessariamente fare i conti della serva nelle casse comunali. Ben vengano allora esposti, denunce o interrogazioni su irregolarità o abusi: se lo sporco viene portato alla luce, piuttosto che nascosto sotto il tappeto, sarà possibile sanare gli errori e incamminarsi per la strada giusta. Le dichiarazioni che ho letto in questi giorni da parte di esponenti del gruppo Uniti per Ferrante mi lasciano allibito. Non voglio fare il verso a Di Pietro ma non capisco che cosa c'entrino questioni formali o beghe personali nella analisi di irregolarità amministrative a meno che non si voglia distogliere l'attenzione dal problema principale: la cattiva amministrazione del Comune di Trani. L'esposto era chiaramente rivolto alla maggioranza del centrodestra ma stranamente, è il consigliere Ferrante a prendere cappello».
Santorsola richiama il leader del gruppo, Fabrizio Ferrante, a chiarire la sua posizione: «Io non ho nulla di personale contro di lui, anzi non nego che qualche volta ha suscitato la mia simpatia. Avrei voluto che la sinistra avesse vinto le elezioni a maggio e mi piacerebbe sinceramente che la stessa sinistra oggi si rafforzasse con la partecipazione del suo gruppo alle iniziative di opposizione ma, in un momento in cui le cose vanno a rotoli, i problemi più importanti non possono essere la fascia da capoclasse ed un titolo di capogruppo. Qualche settimana fa, mentre erano ancora accesi i riflettori sulla prematura ed improvvisa scomparsa di Roberto Visibelli ed era vivo il dolore di quanti a destra ed a sinistra lo hanno considerato un amico ed un mentore, abbiamo appreso dalla stampa che l'ex ministro Raffaele Fitto innanzi ai vertici del suo partito ha valutato l'ipotesi di candidatura del consigliere Fabrizio Ferrante a presidente del Consiglio comunale di Trani atteso il suo determinante non allineamento alla coalizione di Operamolla. Spero, ed in buona fede credo, che questo apporto determinante non sia stato organizzato a tavolino ed invito il consigliere Ferrante a prendere una posizione definita in merito a questa affermazione e, di conseguenza, in merito alla sua collocazione politica chiarendo così tutti i dubbi sulla nomina del presidente del Consiglio comunale».