Carcere di Trani, Sappe: "Ancora violenza dei detenuti… quando finirà?"
Il sindacato Polizia penitenziaria denuncia invano da mesi l' impellenza di correre ai ripari
venerdì 29 aprile 2022
14.39
Ma cosa deve ancora accadere allo sfortunato penitenziario tranese prima che il DAP, dipartimento amministrazione penitenziaria prenda finalmente i provvedimenti?
Oltre all'intervento della magistratura che ha decapitato una parte dei vertici, c'è stata l'evasione dello scorso anno con i detenuti che salutavano mentre andavano via, e poi una girandola impressionante di aggressioni ai poliziotti, molti dei quali sono finiti all'ospedale a seguito delle lesioni riportate.
Ma il garante dei detenuti, Antigone e compagnia bella, oltre a sparare contro la polizia penitenziaria per qualsiasi cosa, non dovrebbero responsabilizzare i loro protetti a comportamenti meno violenti, poiché la scia di sangue di poliziotti si è allargata in tutti i penitenziari della regione?
Ultimo episodio accaduto nella mattinata di ieri 28 Aprile in cui un giovane detenuto di 24 anni di origini andriesi , giudicabile, in carcere da poco tempo, ristretto al nuovo reparto con fare minaccioso pretendeva di effettuare un colloquio che non gli spettava.
A nulla sarebbe servito l'intervento del responsabile del reparto che di fronte alle intemperanze del detenuto cercava di spiegare, in maniera pacata, le motivazioni di tale diniego.
Per tutta risposta il detenuto in questione lo aggrediva dandogli uno schiaffo, per poi riversare la sua rabbia verbale nei confronti del poliziotto che gestiva la sezione, e non contento di ciò, continuava a sfogare la sua violenza, devastando il corpo di guardia compresi dei monitor.
Purtroppo in certi momenti da una scintilla può esplodere un incendio e quindi una rivolta , e forse era questo che aspettavano i detenuti del reparto qualora il detenuto fosse stato allontanato con immediatezza e con la forza dalla sezione, a seguito dei gravi fatti di cui si era reso responsabile .
Invece no, soffocando le legittima reazione, ancora un volta con professionalità, coraggio e spirito di abnegazione i poliziotti capeggiati dal comandante di reparto, hanno prima calmato la situazione riportando la legalità all'interno del reparto, eppoi in un momento successivo hanno preso i provvedimenti del caso.
Purtroppo la grave carenza di personale nonché le varie vicende nazionali a partire dal Santa Maria Capua Vetere, hanno di fatto aumentare la prepotenza e la violenza dei detenuti che si sentono intoccabili, pronti a minacciare di denuncia i poliziotti per qualsiasi cosa.
Ma come si può accettare che un organico di polizia penitenziaria previsto per gestire di 250 detenuti si debba occupare di oltre 400 ristretti?
E' perché il DAP ha voluto aprire il nuovo padiglione detentivo di circa 200 posti senza inviare personale di polizia penitenziaria?
Nei giorni scorsi il SAPPE, sindacato autonomo polizia penitenziaria aveva anche chiesto al provveditore regionale di chiudere la sezione semiliberi che offende la dignità di chi ci lavora e la privacy di detenuti; invece la sezione è ancora aperta contro ogni logica e dignità umana.
Proprio per questo il SAPPE, che è il sindacato più rappresentativo della polizia penitenziaria, proclama lo stato di agitazione che avrà la sua fase cruciale giovedì 5 Maggio in occasione dell'arrivo a Trani del nuovo Capo del DAP dottor Carlo RENOLDI, a cui chiederemo interventi concreti per il carcere di Trani, al fine di spezzare questa spirale di prepotenza e violenza che attanaglia il penitenziario.
Ormai i poliziotti di Trani demotivati, stanchi e sottoposti a grande stress psicofisico non c'è la fanno più, per cui si aspettano delle risposte concrete, in caso contrario presenteranno in massa e per protesta, richiesta di dimissioni immediate.
Oltre all'intervento della magistratura che ha decapitato una parte dei vertici, c'è stata l'evasione dello scorso anno con i detenuti che salutavano mentre andavano via, e poi una girandola impressionante di aggressioni ai poliziotti, molti dei quali sono finiti all'ospedale a seguito delle lesioni riportate.
Ma il garante dei detenuti, Antigone e compagnia bella, oltre a sparare contro la polizia penitenziaria per qualsiasi cosa, non dovrebbero responsabilizzare i loro protetti a comportamenti meno violenti, poiché la scia di sangue di poliziotti si è allargata in tutti i penitenziari della regione?
Ultimo episodio accaduto nella mattinata di ieri 28 Aprile in cui un giovane detenuto di 24 anni di origini andriesi , giudicabile, in carcere da poco tempo, ristretto al nuovo reparto con fare minaccioso pretendeva di effettuare un colloquio che non gli spettava.
A nulla sarebbe servito l'intervento del responsabile del reparto che di fronte alle intemperanze del detenuto cercava di spiegare, in maniera pacata, le motivazioni di tale diniego.
Per tutta risposta il detenuto in questione lo aggrediva dandogli uno schiaffo, per poi riversare la sua rabbia verbale nei confronti del poliziotto che gestiva la sezione, e non contento di ciò, continuava a sfogare la sua violenza, devastando il corpo di guardia compresi dei monitor.
Purtroppo in certi momenti da una scintilla può esplodere un incendio e quindi una rivolta , e forse era questo che aspettavano i detenuti del reparto qualora il detenuto fosse stato allontanato con immediatezza e con la forza dalla sezione, a seguito dei gravi fatti di cui si era reso responsabile .
Invece no, soffocando le legittima reazione, ancora un volta con professionalità, coraggio e spirito di abnegazione i poliziotti capeggiati dal comandante di reparto, hanno prima calmato la situazione riportando la legalità all'interno del reparto, eppoi in un momento successivo hanno preso i provvedimenti del caso.
Purtroppo la grave carenza di personale nonché le varie vicende nazionali a partire dal Santa Maria Capua Vetere, hanno di fatto aumentare la prepotenza e la violenza dei detenuti che si sentono intoccabili, pronti a minacciare di denuncia i poliziotti per qualsiasi cosa.
Ma come si può accettare che un organico di polizia penitenziaria previsto per gestire di 250 detenuti si debba occupare di oltre 400 ristretti?
E' perché il DAP ha voluto aprire il nuovo padiglione detentivo di circa 200 posti senza inviare personale di polizia penitenziaria?
Nei giorni scorsi il SAPPE, sindacato autonomo polizia penitenziaria aveva anche chiesto al provveditore regionale di chiudere la sezione semiliberi che offende la dignità di chi ci lavora e la privacy di detenuti; invece la sezione è ancora aperta contro ogni logica e dignità umana.
Proprio per questo il SAPPE, che è il sindacato più rappresentativo della polizia penitenziaria, proclama lo stato di agitazione che avrà la sua fase cruciale giovedì 5 Maggio in occasione dell'arrivo a Trani del nuovo Capo del DAP dottor Carlo RENOLDI, a cui chiederemo interventi concreti per il carcere di Trani, al fine di spezzare questa spirale di prepotenza e violenza che attanaglia il penitenziario.
Ormai i poliziotti di Trani demotivati, stanchi e sottoposti a grande stress psicofisico non c'è la fanno più, per cui si aspettano delle risposte concrete, in caso contrario presenteranno in massa e per protesta, richiesta di dimissioni immediate.