Consiglio regionale, caos sugli 8 consiglieri regionali in più
Il presidente Vendola: «Il monte stipendi non sarà aumentato»
giovedì 1 aprile 2010
La nuova legislatura del Consiglio regionale pugliese inizia con la grana-consiglieri. Il pasticcio è sorto sul numero degli eletti, schizzato da 70 a 78 a causa di una legge (la numero 2 del 2005, approvata l'ultimo giorno utile prima dello scioglimento del consiglio guidato da Fitto). La legge in questione, nel fissare il meccanismo di voto, chiarisce che, per la governabilità, è necessario garantire il mantenimento del 60% dei seggi alla maggioranza e del 40% all'opposizione.
Il risultato di lunedì, ha determinato l'elezione di 8 consiglieri regionali in più grazie al meccanismo della governabilità, in barba a quanto prevede lo Statuto (che fissa il numero degli eletti a 70) ed ai costi della politica (otto stipendi in più costerebbero alla Regione qualcosa come 2 milioni e mezzo di euro). La Regione ha chiesto approfondimenti alla Corte d'appello. Il presidente rieletto, Nichi Vendola, ha già detto la sua sull'argomento: «Proporrò, nella prima seduta utile, un atto col quale si prescrive che il monte stipendi complessivo del Consiglio regionale non verrà aumentato, ma ridistribuito equamente tra tutti i consiglieri».
Gli otto consiglieri eletti per la governabilità sono Alfonsino Pisicchio (La Puglia per Vendola, circoscrizione Bari), Luigi Calò (Sinistra Ecologia e Libertà, circoscrizione Lecce), Cosimo Borraccino (Sinistra Ecologia e Libertà, circoscrizione Taranto), Lorenzo Caiolo (Italia dei Valori, circoscrizione Brindisi), Bartolo Cozzoli (Pd, circoscrizione Barletta, Andria, Trani), Sergio Clemente (Pd, circoscrizione Foggia), Giuseppe Taurino (Pd, circoscrizione Lecce), Paolo Costantino (Pd, circoscrizione Taranto).
Vista così, appare alquanto difficile prevedere il taglio degli otto consiglieri in esubero per lo statuto, non fosse altro per la guerra di ricorsi e carte bollate che si andrebbe ad ingenerare, con un danno per le casse della Regione ed un inevitabile rallentamento dell'attività amministrativa e legislativa. Un tentativo, piuttosto goffo, di modifica della legge elettorale regionale era sbarcato in consiglio regionale solo a ridosso di queste elezioni: non se n'è fatto più nulla. E queste ne sono le prime conseguenze.
Il risultato di lunedì, ha determinato l'elezione di 8 consiglieri regionali in più grazie al meccanismo della governabilità, in barba a quanto prevede lo Statuto (che fissa il numero degli eletti a 70) ed ai costi della politica (otto stipendi in più costerebbero alla Regione qualcosa come 2 milioni e mezzo di euro). La Regione ha chiesto approfondimenti alla Corte d'appello. Il presidente rieletto, Nichi Vendola, ha già detto la sua sull'argomento: «Proporrò, nella prima seduta utile, un atto col quale si prescrive che il monte stipendi complessivo del Consiglio regionale non verrà aumentato, ma ridistribuito equamente tra tutti i consiglieri».
Gli otto consiglieri eletti per la governabilità sono Alfonsino Pisicchio (La Puglia per Vendola, circoscrizione Bari), Luigi Calò (Sinistra Ecologia e Libertà, circoscrizione Lecce), Cosimo Borraccino (Sinistra Ecologia e Libertà, circoscrizione Taranto), Lorenzo Caiolo (Italia dei Valori, circoscrizione Brindisi), Bartolo Cozzoli (Pd, circoscrizione Barletta, Andria, Trani), Sergio Clemente (Pd, circoscrizione Foggia), Giuseppe Taurino (Pd, circoscrizione Lecce), Paolo Costantino (Pd, circoscrizione Taranto).
Vista così, appare alquanto difficile prevedere il taglio degli otto consiglieri in esubero per lo statuto, non fosse altro per la guerra di ricorsi e carte bollate che si andrebbe ad ingenerare, con un danno per le casse della Regione ed un inevitabile rallentamento dell'attività amministrativa e legislativa. Un tentativo, piuttosto goffo, di modifica della legge elettorale regionale era sbarcato in consiglio regionale solo a ridosso di queste elezioni: non se n'è fatto più nulla. E queste ne sono le prime conseguenze.