Consulenze Amet e Amiu, i Verdi ricorrono al prefetto

E Franco Caffarella chiede l’accesso agli atti: «Fatto grave». «In tutta Italia vengono ridotte le spese per consulenza»

giovedì 5 gennaio 2012 11.26
I consiglieri comunali dei Verdi (Michele Di Gregorio e Franco Laurora) contestano la decisione dell'amministrazione di affidare un incarico di consulenza esterna per programmare l'attività di riorganizzazione di Amet ed Amiu. La notizia, raccontata diversi giorni fa su questo portale (al professionista andranno 20mila euro) trova la contrarietà dei due consiglieri che intendono chiamare in causa il prefetto «affinché – scrivono - venga ristabilita la correttezza dei comportamenti istituzionali».

«Nulla eccependo sul curriculum dello stimato professionista - dicono Di Gregorio e Laurora - ci permettiamo di obiettare la necessità di tale nuovo incarico affidato a soggetti, pur autorevoli, esterni all'organigramma comunale. Infatti, riteniamo che i presidenti e gli amministratori delle due società, ben pagati, abbiano le capacità necessarie a svolgere essi stessi i compiti che, invece, si intendono delegare con ampia spesa di soldi pubblici a soggetti terzi. Se così non fosse, ci chiediamo per quale motivo siano stati nominati e quale sarebbe alla fine il loro compito, oltre alla ordinaria gestione delle società. Per tale motivo invitiamo l'amministrazione comunale tranese a recedere da tale scelta, al fine di risparmiare risorse pubbliche che quando servono per situazioni ben più urgenti sono difficili da individuare».

Sulla vicenda delle consulenze è intervenuto anche il consigliere indipendente Franco Caffarella. «Mentre in tutta Italia vengono ridotte le spese per consulenza, valorizzando le competenze del personale interno alle pubbliche amministrazioni, il Comune di Trani - scrive Caffarella - effettua una brusca inversione di tendenza e spende 20.000 euro per una attività che sarebbe potuta essere svolta, per tempo, dai funzionari in servizio presso il Comune o le società partecipate».

Caffarella, componente dell'ottava commissione consiliare interessata per delega allo sviluppo dei servizi pubblici locali ed al controllo delle società partecipate, ha presentato in proposito una interrogazione, con richiesta di accesso agli atti in merito alle scelte che il Comune di Trani intende adottare, quale socio unico, delle società partecipate. «Non è in discussione il valore del professionista indicato – scrive Caffarella – quanto la singolare circostanza che ha portato l'assise comunale a conoscere, dopo un lungo lasso di tempo, che l'amministrazione comunale, non essendosi dotata colpevolmente di strutture interne per svolgere questo compito, né evidentemente, ritenendo che presso le sue partecipate, ci siano competenze, all'uopo da valorizzare, abbia affidato nuovamente ad una consulenza esterna il compito di analisi e ricognizione dei servizi pubblici locali e dei servizi strumentali e di definizione delle linee guida per le strategie di sviluppo sul mercato delle aziende partecipate. Fatto ancor più grave se si rileva che, il decreto del presidente della Repubblica 168/2010 impone alle pubbliche amministrazioni di prevedere una apposita unità organizzativa con funzioni di controllo e raccordo con le società partecipate e che nel recente passato erano già stati spesi soldi pubblici per attività di studio e consulenza».

«Che ne è stato - chiede Caffarella - dello studio, con tanto di advisor, pagato dalle casse pubbliche sulla privatizzazione dell'Amet, effettuato dall'amministrazione Avantario? A quali atti giunse Antonio Forte, il consulente nominato dal sindaco Tarantini nella prima consiliatura circa lo sviluppo dei servizi locali, visto che aveva tra gli obiettivi assegnati, quello di realizzare una struttura specializzata di gestione delle singole aree di attività con capofila Amet, progettare una nuova struttura societaria di coordinamento delle aziende e dei servizi pubblici locali con il controllo strategico e finanziario delle principali decisioni di portafoglio e definizione di un piano finanziario a supporto del programma di ristrutturazione e riorganizzazione societaria delle partecipazioni aziendali?». «Voglio sperare - conclude il consigliere - che, di questi lavori si tenga conto, e ne chiedo copia, unitamente allo studio che sarà prodotto dal nuovo consulente, e vista l'accelerazione imposta dagli sviluppi della normativa nazionale di riferimento, che il Comune di Trani faccia per intero la sua parte, istituendo un ufficio dedicato alle società partecipate e definendo con certezza, le partite di debito e credito pendenti con le stesse, elemento preliminare ad ogni qualsivoglia operazione di sviluppo dei servizi legati alle società partecipate».