Degrado in stazione, il sindaco di Trani scrive a Trenitalia

Tarantini: «Indispensabile la presenza si bagni in stazione»

sabato 10 aprile 2010
Il sindaco di Trani, Giuseppe Tarantini, ha scritto a Trenitalia per sollecitare la riapertura dei servizi igienici all'interno della stazione di Trani: «Ho ricevuto parecchie sollecitazioni dai miei concittadini sullo stato generale di degrado della Stazione di Trani. Vorrei porVi all'attenzione il fatto che quell'area è di importanza fondamentale per la nostra Città che viene visitata da turisti che spesso giungono con il treno. Per noi è fondamentale che il primo accesso in Città sia un "bigliettino da visita" fondamentale. In questa ottica ho provveduto, per quanto di mia competenza a rendere tutte le vie d'accesso a Trani, dignitose e rispettose degli ospiti.
La Stazione, invece, vive uno stato di trascuratezza aggravato dal fatto che, inspiegabilmente i bagni pubblici sono inutilizzabili. Non conosco luoghi di interesse culturale e turistico che abbiano le proprie Stazioni ferroviarie senza bagni pubblici utilizzabili. A me non compete la gestione di quell'area interna, ma da responsabile della salute pubblica e del decoro cittadino, posso affermare che una tale situazione provoca disagi e danni alla salute dei miei concittadini ed alla immagine della nostra Città. Pertanto nel comunicarVi che inoltrerò la presente nota alla Procura della Repubblica di Trani, nell'eventualità che la situazione sia stata determinata da omissioni penalmente rilevanti, Vi invito calorosamente a provvedere immediatamente al ripristino delle condizioni normali, che un luogo pubblico, quale appunto è una Stazione, deve avere.
Indispensabile, quindi la presenza di bagni curati a norma di legge e la generale pulizia degli ambienti. Vi prego di provvedere al più presto onde evitare che i danni già provocati e derivanti dal perdurare di queste condizioni possano accrescersi smisuratamente e, ricadendo sulla vostra azienda, possano rendere vani i percorsi di risparmio economico che probabilmente ingenerano queste situazioni».