Morte in carcere, arrivano gli ispettori del Ministero

Oasi 2: «Il sistema va riformato». Il consigliere regionale Pastore: «Familiari meritano giustizia e verità»

mercoledì 4 gennaio 2012 18.47
Questa mattina sono giunti nel carcere di Trani degli ispettori inviati dal ministero della giustizia per esaminare il caso di Gregorio Durante, il detenuto di 34 anni morto nell'infermeria della casa circondariale tranese il 31 dicembre scorso. Nel pomeriggio, a Nardò, si sono svolti i funerali del giovane, per la cui morte sono state indagate 14 persone, fra cui il direttore del penitenziario.

In redazione continuano a giungere testimonianze su quanto accaduto. Per la comunità Oasi 2 di Trani «la morte di Gregorio Durante è il simbolo di un sistema che deve essere riformato, perchè è ormai chiaro che non permette a chi sbaglia di ricominciare da capo, ma lo costringe in una spirale viziosa in cui al reato si aggiunge lo stigma, un marchio di demerito, e quindi l'aggravarsi delle condizioni attraverso le quali poter rientrare nella società». «La morte del detenuto salentino - scrivono i responsabili della cooperativa - riguarda tutti noi, riguarda la società rappresentata dal sistema carcerario, riguarda la città che ospita il carcere, riguarda gli operatori e tutti i cittadini, perchè il carcere è emanazione diretta dello stato ed è, alla stregua della scuola e degli ospedali, il luogo in cui le leggi della Repubblica diventano sostanza. Eppure ormai così non è più. Più volte abbiamo denunciato, insieme ad altre associazioni, insieme ad altri soggetti e operatori, le condizioni in cui versano i detenuti sia nel carcere di Trani sia all'interno del sistema carcerario italiano. Il sovraffollamento, la noia, l'abbandono, sono i sintomi di un sistema al collasso che si sta sgretolando sotto il peso di leggi carcerogene e della noncuranza dei decisori. Il carcere è lontano dalla vista e quindi dall'agenda politica, il carcere è il luogo osceno in cui nascondere tutti coloro che vivono lungo il confine della nostra società. Una situazione al limite, aggravata pesantemente dalle leggi sulle sostanze e sull'immigrazione che hanno riempito le celle di persone che in cella forse non dovevano stare, criminalizzando e punendo non reati ma condizioni di vita. Noi della Comunità Oasi2 San Francesco esprimiamo tutto il nostro cordoglio alla famiglia Durante e ripetiamo il nostro invito a prestare attenzione alla condizione dei detenuti».

Il consigliere regionale Franco Pastore è sicuro: «Sono certo - dice - che le eventuali responsabilità per la morte di Gregorio Durante saranno accertate. Spero, per quanto poco sia, che questo possa servire a dare giustizia alla moglie di quell'uomo, ai suoi due bambini e a tutta la sua famiglia, cui sono vicino in questo terribile momento. Questa è una vicenda drammatica, in cui qualcuno ha sbagliato nelle sue valutazioni, mediche o giudiziarie, ma per onestà intellettuale non è giusto volere trovare in una figura istituzionale un capro espiatorio. Ricordo inoltre che il carcere di Trani, se pure non sia il carcere ideale, non è neppure quello con le maggiori criticità nel panorama pugliese, è una realtà che conosco, di cui mi sono interessato. Qualcuno ha deciso che Durante non corresse pericolo a stare in carcere e che la sua scarcerazione non fosse urgente, ma tale prerogativa non è del garante o del direttore di un istituto penitenziario. Spero che si faccia luce il prima possibile sull'accaduto, ho massima fiducia nel lavoro degli inquirenti. Voglio ancora concludere con un pensiero ai familiari di Gregorio Durante il cui primo diritto è avere giustizia e verità su quanto accaduto».