Amet, dura la reazione dei sindacati sull'atteggiamento dell'amministrazione in Consiglio

I rappresentanti dei lavoratori abbandonano l'aula e chiedono di incontrare Riserbato

venerdì 18 aprile 2014
A cura di Alessandra Vacca
Sono anni, oramai, che i rappresentanti dei lavoratori di Amet Spa (Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Ugl-Energia) denunciano lo stato di inefficienza della società, per l'inadeguatezza delle autorità alla corretta conduzione del servizio pubblico dell'energia. Più volte si è denunciato lo scarso disinteresse del Socio Unico ad affrontare le problematiche che, di volta in volta, si sono presentate e a garantire strategie di rilancio adeguate. Il tutto è stato messo nero su bianco e presentato al consiglio comunale svoltosi ieri pomeriggio.

Nel documento si fa riferimento al debito dell'azienda, pari a circa €3.347.000,000 verso la Cassa Conguaglio del settore elettrico, raggiunto grazie al continuo ricorso da parte dei consigli di amministrazione a consulenze, partecipazioni ed improvvide iniziative esulanti il core business aziendale. Tuttti questi errori non hanno fatto altro che affossare maggiormente l'azienda. A ciò si aggiunge anche il mancato pagamento da parte del Comune del credito riconosciuto alla società, pari a €3.700.000, e i mancanti pagamenti per i contratti di servizio che svolge. Le organizzazioni sindacali hanno, quindi, avanzato la richiesta di una nuova amministrazione e dell'intervento di un commissario esperto e specifico nel settore.

Oggi i sindacati tornano in maniera pungente sulla questione con un nuovo documento in cui bersaglio è il sindaco, Gigi Riserbato, il quale, come si legge nel comunicato, reputa lo stato di agitazione «apprensioni ed inquietudini frutto di un gruppo sparuto di sindacalisti di cortile, neanche di livello extra-territoriale, e dovute anche a straordinari eccedenti». La risposta del primo cittadino risolleva gli animi dei cittadini delineando un quadro ottimistico. Non c'è da preoccuparsi se esiste il fondato motivo della perdita di concessione ministeriale per inadempienze di servizio; per l'inadeguata competenza di tutte le amministrazioni succedutesi nell'ultimo decennio; se con la fine della società tranese si perderebbero molti vantaggi per tutto il territorio locale; per lo sperpero di risorse economiche in festose sponsorizzazioni per iniziative fallimentari di traversate adriatiche e di parcheggi con bus navetta, per consulenze e affidamenti esterni ad amici degli amici e assunzioni mascherate da consulenze e incarichi a progetto. Del debito, poi, non bisogna assolutamente preoccuparsi. In quel momento i dipendenti Amet hanno abbandonato l'aula consiliare, con rabbia e sdegno nel constatare che attualmente l'Azienda, così come descritto da Riserbato, è l'Eldorado e le loro preoccupazioni frutto di fantasie e suggestioni.

I rappresentanti dei lavoratori Amet chiedono ufficialmente di incontrare il Sindaco per un incontro pubblico, manifestando la loro disponibilità anche durante i giorni festivi per discutere del tema: "Amet presente e...futuro?". Si attendono sviluppi sulla tesa situazione.