Free Arctic, anche Traninostra chiede la liberazione di Cristian d’Alessandro

Vittorio Tolomeo: «Ancora un piccolo sforzo e saranno liberi»

sabato 16 novembre 2013 11.38
A cura di Francesco Petrarota
Ha suscitato grande interesse nel mondo la storia dei 30 attivisti di Greenpeace sequestrati dai corpi speciali russi sulla loro nave Arctic, mentre protestavano in acque internazionali contro le trivellazioni petrolifere russe nel mar dell'Artico. Tra i volontari sequestrati c'è anche un italiano, Cristian d'Alessandro, 31 anni, napoletano, laurea in biotecnologie mediche all'Università Federico II di Napoli, apprezzato per le sue ricerche e pubblicazioni scientifiche. Nel mondo si è sollevata un'ondata di indignazione e di proteste contro le autorità russe che detengono i 30 attivisti e vorrebbero processarli per atto vandalico (dopo aver derubricato l'accusa da atto terroristico), reato per il quale rischiano una condanna a sette anni di carcere.

Dopo la campagna lanciata da Greenpeace "Free the arctic 30", con la quale è possibile mandare una mail all'ambasciata russa per chiedere la liberazione degli ostaggi (tramite il sito www.greenpeace.it), ora anche a Trani ci si mobilita per chiedere la liberazione di Cristian e dei suoi 29 compagni di disavventura. Infatti l'associazione culturale Traninostra ha invitato tutti i cittadini a spedire una cartolina all'ambasciatore russo in Italia Sergey Razov (via Nomentana, 116 – 00161 Roma) per chiedere al governo di Mosca la liberazione immediata degli attivisti, il cui unico scopo in quella missione era quello di difendere il pianeta. L'ambasciatore viene, per cordialità, anche invitato a visitare Trani e le sue bellezze. Traninostra invita anche le altre associazioni cittadine ad attivarsi per questa iniziativa: certo non si raggiungeranno le due milioni di firme raccolte da Greenpeace, ma è opportuno dare ognuno il proprio contributo.

Il presidente di Traninostra, avvocato Vittorio Tolomeo, che Raffaella, la madre di Cristian, ha ringraziato per il suo impegno e per la sua umanità, commenta: «rientra tra gli scopi della nostra associazione batterci per la difesa dell'ambiente e per il rispetto dei diritti umani, e quindi con questa iniziativa non facciamo altro che onorare i nostri obblighi sociali. Ancora un piccolo sforzo e saranno liberi». Concludiamo con il pensiero espresso da Cristian d'Alessandro: «Mi consola sapere che c'è una grande mobilitazione per noi. Il pensiero di voi tutti mi aiuta».