Gabriele Zagaria, nel nuovo singolo la paura della solitudine dei giovani

"Fomo" è l'acronimo di una sindrome che colpisce in maniera sempre più diffusa e che il giovane artista di Trani racconta a modo suo

domenica 8 gennaio 2023 14.43
A cura di Stefania De Toma
"F.O.M.O." è l'acronimo di Fear Of Missing Out, paura di essere tagliati fuori, ed è una sindrome che soprattutto dopo la pandemia sta prendendo forma e corpo nella nostra società tra i giovani e non solo.

Parlare di brano della maturità per un giovane di vent'anni può sembrare eccessivo: ma questo nuovo lavoro di Gabriele Zagaria ha tutto il sapore di una tappa importante in un percorso artistico e professionale sempre più consapevole e profondo.

Del nuovo singolo, al quale ha dato proprio il nome di questa sindrome, Gabriele è autore, compositore, arrangiatore; ma anche regista del video di cui ha curato le riprese e il montaggio e che sorprende per efficacia di una narrazione parallela tra storie, quella di un artista in crisi di creatività e di un giovane che vive una pena d'amore.

"Quasi nessuno poi mi sentirà
Urlare contro il vuoto
Restare solo mi spaventa
Sentirmi parte di qualcosa
E' la mia prima scelta
Ma anche da solo ci so stare
Forse penso troppo
Forse è meglio lasciar stare"

Dopo l'esplosivo singolo "astratto "di due estati fa che cantava la liberazione sul mare dalla pandemia, i versi di Fomo, affiorati in una notte di novembre, come ci racconta Gabriele, esprimono quel filo sottile che separa il desiderio di futuro e allo stesso tempo il timore di non farcela, di allontanarsi da quella comfort zone, zona di riparo che però significa anche alienazione dalla realtà, rete nella quale davvero tanti giovani stanno cadendo.

"La scrittura di questo brano significa per me aver ripreso un in mano la musica, elemento fondamentale della mia vita, dopo un periodo un po' "silenzioso". È come se questo brano avesse nel corso di una settimana riacceso tutte le mie cellule, tutta la mia vitalità creativa".

Un talento e una vitalità che Gabriele, ricordiamo, ha coltivato nella scuola del grande compositore Mogol, avendo vinto una borsa di studio nella classe autori del Centro Europeo Toscolano che ha frequentato nel 2021.

"Un anno un po' strano, un po' di transito e perfezionamento, quello appena trascorso, aggiunge Gabriele: un Erasmus a Malta in uno studio di registrazione musicale con un produttore maltese ingegnere del suono, e, attualmente molto studio per quanto riguarda gli strumenti, il pianoforte e la chitarra.

Già, perché Gabriele è assolutamente autodidatta, la musica gli scorre nel sangue da quando era bambino, da quando, ancora dodicenne, provava addirittura a scrivere testi da musicare.

Poesia e musica dunque, come nel segno di Mogol, un maestro di eccellenza per un talento indubbiamente che merita di essere coltivato. Leggendo il testo di questo brano così meditativo, introspettivo e capace di interpretare un disagio così profondo della nostra società, in una composizione musicale che lascia il segno al primo ascolto e che accompagna perfettamente le parole, è davvero da credere che questo giovane artista tranese sarà capace di riservare delle belle sorprese.

Qui per ascoltare il brano su YouTube.