Giunta Galliano, troppo tempo per le trattative: Trani resta in attesa

La composizione dell’esecutivo è ancora oggetto di confronto tra le forze della maggioranza. Intanto Ferrante si prepara alla presidenza del Consiglio e la prima seduta potrebbe essere rinviata.

giovedì 2 luglio 2026 06.20
A cura di Antonio Quinto
A un mese dalle elezioni amministrative di Trani, ci troviamo in una fase di attesa e incertezza. Il sindaco Galliano, insieme ai partiti, sta delineando una potenziale giunta che, pur ancora non ufficiale, si sta strutturando attorno a figure come Tommaso Laurora, già vicesindaco e primo degli eletti, Paola Valente, esponente di Italia Viva, e altre personalità come Domenico Briguglio (o Donata Di Meo se servisse il nome di una donna), Irene Cornacchia, Nico Di Pinto, Antonio Giannetti e Isabella Tritta o diretta promanazione dell'ex assessore Lignola, la dott. Paola Covelli. Per Avs ci sarà Mino Di Lernia. Tuttavia, dopo un mese dalle urne, non abbiamo ancora una giunta completa, e questo è un segnale poco rassicurante. Di solito, una squadra di governo arriva rapidamente dopo le elezioni, proprio per dare stabilità e dare un segnale chiaro ai cittadini.

Invece, questo tira e molla, questo continuo confronto tra le forze politiche, rischia di trasformarsi in un boomerang per la credibilità della nuova amministrazione. In particolare, il ruolo di Laurora è cruciale: con il maggior numero di consensi, potrebbe trovarsi, suo malgrado, escluso dal consiglio comunale, qualora vi fossero spostamenti in giunta. È un paradosso, ma è il riflesso di un momento politico che ha bisogno di stabilità, di scelte chiare, e di un equilibrio tra rappresentanza partitica e competenza. Se la giunta ritarda ulteriormente, rischia di compromettere la fiducia che i cittadini hanno riposto in questo "rinnovamento".

In tutto questo c'è la figura di Fabrizio Ferrante che, da secondo più suffragato, sarà il nuovo presidente del Consiglio comunale. A proposito del primo Consiglio, rischia di slittare a causa di un "piccolo permesso da lavoro" che si è preso proprio il Primo Cittadino, che dopo le fatiche elettorali e Battiti ha deciso di staccare per qualche giorno.