Pd Trani: «Ripristinare subito il servizio Cup presso le farmacie»

Il Pd propone anche delle soluzioni alternative per evitare i disagi

sabato 5 aprile 2014 10.07
Per evitare i disagi determinatisi con la sospensione del servizio Cup presso le farmacie, il Partito Democratico di Trani fa il punto della situazione e propone delle soluzioni alternative.

«Conosciamo tutti gli infiniti disagi sorti a partire dal 1° marzo 2014 con il blocco del servizio di prenotazione delle visite specialistiche e degli esami medici, fino ad allora erogato gratuitamente per quasi dieci anni. Infatti, a fronte di una situazione ritenuta "insostenibile", FederFarma ha deciso di bloccare il servizio nella provincia BAT, nonostante la richiesta avanzata dalla Asl Bt di rinviare la sospensione di sessanta giorni – si legge nella nota divulgata agli organi di stampa - Nell'incontro avvenuto successivamente tra i rappresentanti della Asl Bt e di FederFarma è stato proposto un progetto di sperimentazione gestionale che prevede un costo di 1,50 euro a carico della ASL per ogni prenotazione effettuata in farmacia, fino ad un massimo di 250 mila euro annui; nel progetto, che dovrà essere sottoposto ad autorizzazione regionale, sono esclusi costi a carico del cittadino. Da parte loro, i responsabili di FederFarma, hanno evidenziato che il carico di lavoro per le farmacie del territorio è divenuto insostenibile anche perché la ASL ha chiuso diversi Cup ed i cittadini, giustamente, si rivolgono principalmente in luoghi più facili da raggiungere come le farmacie; ciò comporta che un operatore della farmacia venga addetto, part time o full time, esclusivamente a questo compito senza considerare le spese gestionali del servizio stesso che, invece, dovrebbe essere garantito dalla stessa ASL».

Vista tale situazione problematica, il Pd avanza una proposta: «Una soluzione alternativa per evitare i gravi disagi determinatisi potrebbe essere quella di coinvolgere le Associazioni di volontariato qualificate nell'ambito sanitario (quali CRI, AVIS, ANT, AVO, OER, ADA, ecc.) che potrebbero collaborare con le farmacie e parafarmacie per continuare ad offrire ai cittadini l'erogazione del servizio, riducendo i costi gestionali per gli operatori privati. Le Associazioni infatti potrebbero mettere a disposizione un volontario per almeno due giorni la settimana, in determinate fasce orarie e con una copertura assicurativa a carico della ASL. Le farmacie, da parte loro, dovrebbero offrire solo il PC e la linea internet, fino al raggiungimento di un diverso accordo».

Il segretario del partito, Nicola Amoruso, e il Responsabile della politiche sociali, Margherita Magnifico, concludono così: «Occorre in ogni caso intervenire tempestivamente perché occorre evitare che, in un momento di profonda crisi economica come quello che stiamo vivendo, un servizio di pubblica utilità si fermi, aumentando il già grave disagio dei cittadini».