Il Pue approvato è monco di servizi? I Verdi indicano le soluzioni

«Utilizzare gli oneri versati dal privato per un’area parco attrezzata»

sabato 10 aprile 2010
Nella seduta di Consiglio comunale del 3 marzo scorso, a distanza di oltre un anno dall'approvazione definitiva del piano urbanistico generale del Comune di Trani, è stato sottoposto all'attenzione dei consiglieri il primo piano urbanistico esecutivo (il cosiddetto Pue).

Lo strumento era stato annunciato, con squilli di trombe dal sindaco e dall'intera amministrazione comunale, come un modo nuovo di fare edilizia a Trani poiché prevedeva la realizzazione dei servizi per i cittadini (scuole, piazze, parchi, chiese, parcheggi, asili) da parte dei privati o almeno l'indicazione concreta di questi all'interno del singolo comparto edilizio sin dalla progettazione iniziale accanto alla previsione edilizia. E invece tutto è rimasto come prima. «Le promesse fatte dall'amministrazione – dice Michele Di Gregorio, capogruppo dei Verdi - si sono rivelate l'ennesima illusione, considerato che di servizi all'interno del primo storico Pue di servizi non c'è neanche l'ombra. Il privato a titolo di urbanizzazione secondaria si limiterà a cedere gratuitamente al Comune, all'interno dell'area di intervento, un pezzo di terra di circa 5mila metri quadrati che probabilmente seguirà la stessa sorte di abbandono di altre zone similari presenti nel centro urbano. Anzi, all'amministrazione toccherà anche l'onere di provvedere, in quanto proprietario, all'onere della sua manutenzione».

Per i Verdi, oltre al danno si aggiunge la beffa: non solo i cittadini non avranno nessun servizio ma saranno onerati anche del mantenimento di un'area abbandonata. «Questo è il risultato della mancanza del famoso piano dei servizi per la città da noi insistentemente richiesto sin dall'approvazione del Pug», continua il consigliere Francesco Laurora. «In questa città si continueranno a costruire ville o palazzi ma i servizi collettivi rimarranno nei sogni dei cittadini».

I Verdi fanno perciò una proposta: utilizzare gli oneri che saranno versati dal privato per costruire, un'area parco attrezzata o un piccolo campetto sportivo polivalente o una pista di pattinaggio a disposizione di tutti i cittadini. In alternativa si propone, dal momento che l'edificazione verrà realizzata in campagna, di destinare e vincolare sin da ora pubblicamente (con relativa delibera o determina) gli oneri che saranno pagati dal privato per realizzare in altra zona dei servizi. Un esempio? La manutenzione di una delle due aree in piazza Gradenico.