L'altro "Pinuccio" testimonial per Oasi 2 di Trani

Immigrati e lavoro nero, su Youtube un video virale. Il regista Alessio Giannone simula una conversazione con Bossi

martedì 3 gennaio 2012 11.42
Il sociale ha incontrato gli strumenti della satira virale per diffondere messaggi di denuncia e cambiamento. E' quanto accaduto con la collaborazione tra Alessio Giannone, virtuoso e poliedrico regista barese e la Comunità Oasi2 di Trani: Pinuccio, personaggio creato da Giannone, popolarissimo sui social network, ha deciso di chiamare Umberto Bossi per proporgli una vagonata di extracomunitari da sfruttare per il lavoro nero.

La satira politica che diventa virale, attraverso gli strumenti del web e che quindi si riempie di significato sociale, diventando un cavallo di Troia da utilizzare per comunicare temi scabrosi, come le condizioni in cui versano i lavoratori migranti nelle campagne del nordbarese, arrivati da ogni parte d'Italia per raccogliere le olive.

Secondo Giannone, la comunicazione deve essere attenta all'aspetto divulgativo, deve, cioè, riuscire a parlare a tutti, alla maggioranza dei cittadini che preferiscono i programmi popolari anzichè quelli di approfondimento. «Comunicare attraverso linguaggi e messaggi molto tecnici - dice Giannone - allontana i cittadini. Parlare tra noi non basta, dobbiamo metterci in gioco e trovare altri canali. Il web, per esempio, fornisce strumenti ottimi. Pinuccio è un esempio: parlare di temi e di argomenti seri attraverso il tono della satira. Si ride, sì, ma contemporaneamente si viene indotti a riflettere».

«E' necessario utilizzare tutti i mezzi disponibili – dice Ivan Ventura, presidente della Comunità Oasi2 - affinchè le condizioni in cui versano centinaia di esseri umani, non siano nascoste, messe da parte, allontanate dalla vista. Condizioni disumane a pochissimi metri da noi e dalle nostre vite». A questo proposito, l'Oasi2 ricorda la campagna per l'emergenza freddo, con cui sta raccogliendo coperte da consegnare ai lavoratori migranti che vivono in condizioni disumane, costretti a passare la notte in casolari abbandonati, esposti ad ogni tipo di clima.