L’abbraccio di Maria nel dolore dell’altro: Trani celebra la Signora di Lourdes
Nell’11 febbraio la Giornata Mondiale del Malato: la parrocchia Spirito Santo si fa porto di speranza nel segno della compassione del Samaritano
martedì 10 febbraio 2026
11.34
Esiste un silenzio che cura, una preghiera che accarezza e una luce, quella delle candele che si accendono al crepuscolo, che riscalda anche le ferite più profonde dell'anima. È l'atmosfera che da quindici giorni si respira nella Parrocchia Spirito Santo di Trani, dove la comunità, i volontari dell'UNITALSI e i Cenacoli Mariani si sono stretti attorno all'effige della Vergine di Lourdes, preparando il cuore alla ricorrenza dell'11 febbraio.
L'undici febbraio non è solo il ricordo di quella sorgente d'acqua miracolosa scaturita ai piedi di una grotta tra i Pirenei nel 1858; è, per la Chiesa Universale, la XXXIV Giornata Mondiale del Malato. Quest'anno, il tema scelto da Papa Leone XIV risuona come un imperativo d'amore: "La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell'altro". Non un semplice aiuto, ma un farsi carico, un chinarsi sulle fragilità altrui fino a sentirne il peso, seguendo l'esempio di Maria che, ai piedi della Croce, ha accolto il dolore del mondo.
Don Michele Caporusso: «Sostare dinanzi a Maria per rinnovare la fede» - Il cammino della Quindicina Mariana giunge ora al suo culmine. Don Michele Caporusso, parroco dello Spirito Santo e assistente spirituale dell'Unitalsi e dei Cenacoli Mariani, descrive così lo spirito di questi giorni: "Siamo chiamati ogni anno a riscoprire la spiritualità di Lourdes. Ogni giorno la comunità si è incontrata per pregare il rosario e rivivere le apparizioni. Maria continua a elargire le sue grazie al mondo intero e noi, domani, saremo lì per rinnovare la nostra fede e sostare dinanzi a Lei".
Il programma: la carezza dell'Unzione e il cammino della luce - Il programma della ricorrenza entra nel vivo oggi, 10 febbraio, con la Celebrazione Eucaristica delle ore 19:00 presieduta da S.E. Mons. Leonardo D'Ascenzo, Arcivescovo di Trani. Sarà il momento di preparazione spirituale più solenne, prima della grande festa. Domani, 11 febbraio, la giornata sarà scandita da due momenti fondamentali:
Accendere una candela davanti all'effige di Lourdes, domani, non sarà dunque un gesto isolato di pietà, ma l'adesione a un progetto di carità concreta. La compassione a cui ci invita Papa Leone XIV non è un'emozione passeggera, ma un gesto che si fa vicinanza reale: è la mano tesa di chi non si limita a commuoversi, ma sceglie di restare accanto al letto di un malato, di condividere il tempo e il silenzio. In questo cammino, la sofferenza smette di essere un "limite" da nascondere o un peso da isolare, per rivelare la sua straordinaria dimensione sociale della cura. È proprio nella fragilità, accolta e condivisa, che Trani può riscoprirsi una comunità più umana: un luogo dove la solidarietà non è un dovere, ma il naturale frutto di una pace che nasce dal riconoscersi tutti bisognosi dell'altro.
Al centro di tutto restano loro: i fratelli e le sorelle ammalati. La comunità cristiana, nel varcare la soglia della parrocchia Spirito Santo o nel seguire il simulacro di Maria per le vie della città, è chiamata a un cambio di sguardo radicale. Non sono semplici destinatari di assistenza, ma il cuore pulsante della Chiesa: in quel volto segnato dalla prova, siamo invitati a riconoscere, con timore e tremore, il volto stesso di Cristo che ancora oggi chiede di essere amato, visitato e servito. Sotto il manto di Maria, Trani riscopre così che la fragilità non è una fine, ma l'inizio di una nuova e più profonda fraternità.
L'undici febbraio non è solo il ricordo di quella sorgente d'acqua miracolosa scaturita ai piedi di una grotta tra i Pirenei nel 1858; è, per la Chiesa Universale, la XXXIV Giornata Mondiale del Malato. Quest'anno, il tema scelto da Papa Leone XIV risuona come un imperativo d'amore: "La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell'altro". Non un semplice aiuto, ma un farsi carico, un chinarsi sulle fragilità altrui fino a sentirne il peso, seguendo l'esempio di Maria che, ai piedi della Croce, ha accolto il dolore del mondo.
Don Michele Caporusso: «Sostare dinanzi a Maria per rinnovare la fede» - Il cammino della Quindicina Mariana giunge ora al suo culmine. Don Michele Caporusso, parroco dello Spirito Santo e assistente spirituale dell'Unitalsi e dei Cenacoli Mariani, descrive così lo spirito di questi giorni: "Siamo chiamati ogni anno a riscoprire la spiritualità di Lourdes. Ogni giorno la comunità si è incontrata per pregare il rosario e rivivere le apparizioni. Maria continua a elargire le sue grazie al mondo intero e noi, domani, saremo lì per rinnovare la nostra fede e sostare dinanzi a Lei".
Il programma: la carezza dell'Unzione e il cammino della luce - Il programma della ricorrenza entra nel vivo oggi, 10 febbraio, con la Celebrazione Eucaristica delle ore 19:00 presieduta da S.E. Mons. Leonardo D'Ascenzo, Arcivescovo di Trani. Sarà il momento di preparazione spirituale più solenne, prima della grande festa. Domani, 11 febbraio, la giornata sarà scandita da due momenti fondamentali:
- Alle 10:30: La liturgia si farà "carezza" concreta con il conferimento del Sacramento dell'Unzione degli Infermi. Gli anziani e gli ammalati della città saranno i protagonisti, ricevendo l'olio della consolazione che infonde forza e coraggio nel tempo della prova.
- Alle 18:30: La solenne celebrazione serale riunirà tutte le realtà mariane di Trani.
- Alle 19:30: Il momento più atteso e suggestivo: la Solenne Processione. Il simulacro di Nostra Signora di Lourdes attraverserà le vie del quartiere (partendo da via Tolomeo), trasformando le strade in un santuario a cielo aperto, tra canti e preghiere silenziose.
Accendere una candela davanti all'effige di Lourdes, domani, non sarà dunque un gesto isolato di pietà, ma l'adesione a un progetto di carità concreta. La compassione a cui ci invita Papa Leone XIV non è un'emozione passeggera, ma un gesto che si fa vicinanza reale: è la mano tesa di chi non si limita a commuoversi, ma sceglie di restare accanto al letto di un malato, di condividere il tempo e il silenzio. In questo cammino, la sofferenza smette di essere un "limite" da nascondere o un peso da isolare, per rivelare la sua straordinaria dimensione sociale della cura. È proprio nella fragilità, accolta e condivisa, che Trani può riscoprirsi una comunità più umana: un luogo dove la solidarietà non è un dovere, ma il naturale frutto di una pace che nasce dal riconoscersi tutti bisognosi dell'altro.
Al centro di tutto restano loro: i fratelli e le sorelle ammalati. La comunità cristiana, nel varcare la soglia della parrocchia Spirito Santo o nel seguire il simulacro di Maria per le vie della città, è chiamata a un cambio di sguardo radicale. Non sono semplici destinatari di assistenza, ma il cuore pulsante della Chiesa: in quel volto segnato dalla prova, siamo invitati a riconoscere, con timore e tremore, il volto stesso di Cristo che ancora oggi chiede di essere amato, visitato e servito. Sotto il manto di Maria, Trani riscopre così che la fragilità non è una fine, ma l'inizio di una nuova e più profonda fraternità.