«Loro litigano e la città va a rotoli»
Cosimo Nenna (PdcI): «Nel PdL si accapigliano e non pensano all'essenziale»
venerdì 9 aprile 2010
«Quanta tristezza assistere ai bisticci da dozzina tra i maggiorenti del PdL di Trani. E mentre si accapigliano tra di loro alla stregua delle comari, inondando con fiumi di parole i mezzi d'informazione (farebbero più bella figura se sciorinassero, come disse Totò, i panni sporchi in casa loro) la città continua a perdere pezzi. Ma questo a loro pare non interessi più di tanto se si accontentano di sbandierare sulla stampa di aver fatto apporre sui cartelli d'ingresso della città "Benvenuti a Trani, città degli Statuti Marittimi" per sentirsi soddisfatti e dichiarare ad alta voce di aver fatto un'operazione cultural-turistica di grande portata.
La storia dei litigi non è di oggi, come quella fra Beppe Corrado e il "silurato" alle regionali Rino Savino. Segno evidente del malessere che aleggia da tempo nel PdL tranese, ma che per amore della poltrona (qualcuno in mancanza di quella non saprebbe come sbarcare il lunario), tiene tutti al loro posto. La stagione delle "bizze comincia quando il sindaco fu costretto a dare le dimissioni per richiamare, fu detto, all'ordine i suoi sodali, lasciando la città in un mare di debiti per le famose estati che i tranesi continuano ancora a pagare di tasca proprio con l'addizionale irpef imposta dal comune. Poi è continuata tra lo stesso sindaco e la Carlucci, tant'è che l'Onorevole, indispettita, predispose addirittura il testo dell'interpellanza sull'incresciosa vicenda della Chiesa di S. Antuono, presentata poi dall'On. Zazzera (IdV) per ragioni di opportunità politica, come scrisse testualmente l'addetto stampa della Carlucci, Federico Mancini, rispondendo ad una precisa richiesta.
Inciuci a parte, come dimenticarsi delle invettive reciproche tra Tony D'Ambrosio (l'assessore della beauty farm al monastero) e il sindaco al momento del primo siluramento e ripetute recentemente in occasione del secondo siluro alle elezioni regionali? Senza contare le bordate di Visibelli, un tempo assessore e, ora, informato e inesorabile mazzolatore dell'amministrazione (le picconate sono un'esclusiva del presidente Cossiga), alle quali nessuno pare sia in grado di replicare. Ci sarebbe dell'altro ancora, ma risparmiamo ai tranesi tanta pochezza.
Che Trani stia andando a rotoli è sotto gli occhi di tutti. L'amministrazione sbandiera megaprogetti e non pensa all'essenziale. A parte le buche, delle quali ormai è superfluo parlarne, tante ce ne sono, dei topi (a volte ritornano!), del degrado dell'arredo urbano, delle deiezioni canine sempre presenti nonostante le palette, è d'uopo far notare ai sommi reggitori del governo cittadino, per dirla alla Visibelli, che il muraglione di cinta della villa comunale, di epoca federiciana, proprio sotto il monumento ai caduti, presenta enormi caverne provocate dall'azione erosiva del mare, che ne potrebbero minare la stabilità. Senza parlare delle sterpaglie disseminate lungo tutta la cinta muraria. E per la città degli Statuti Marittimi, gli amministratori dovrebbero convenirne, non è certo una nota di decoro!
Quello stesso muraglione che, più in là, dall'altra parte del porto, stava per essere sacrificato alla causa di un megaparcheggio, ma che la pronta segnalazione della sua importanza storica da parte del PdCI di Trani scongiurò che fosse occultato permettendo poi, guarda caso, di scoprire l'esistenza di Porta Vassalla».
Cosimo Nenna
Segretario del PdcI di Trani
La storia dei litigi non è di oggi, come quella fra Beppe Corrado e il "silurato" alle regionali Rino Savino. Segno evidente del malessere che aleggia da tempo nel PdL tranese, ma che per amore della poltrona (qualcuno in mancanza di quella non saprebbe come sbarcare il lunario), tiene tutti al loro posto. La stagione delle "bizze comincia quando il sindaco fu costretto a dare le dimissioni per richiamare, fu detto, all'ordine i suoi sodali, lasciando la città in un mare di debiti per le famose estati che i tranesi continuano ancora a pagare di tasca proprio con l'addizionale irpef imposta dal comune. Poi è continuata tra lo stesso sindaco e la Carlucci, tant'è che l'Onorevole, indispettita, predispose addirittura il testo dell'interpellanza sull'incresciosa vicenda della Chiesa di S. Antuono, presentata poi dall'On. Zazzera (IdV) per ragioni di opportunità politica, come scrisse testualmente l'addetto stampa della Carlucci, Federico Mancini, rispondendo ad una precisa richiesta.
Inciuci a parte, come dimenticarsi delle invettive reciproche tra Tony D'Ambrosio (l'assessore della beauty farm al monastero) e il sindaco al momento del primo siluramento e ripetute recentemente in occasione del secondo siluro alle elezioni regionali? Senza contare le bordate di Visibelli, un tempo assessore e, ora, informato e inesorabile mazzolatore dell'amministrazione (le picconate sono un'esclusiva del presidente Cossiga), alle quali nessuno pare sia in grado di replicare. Ci sarebbe dell'altro ancora, ma risparmiamo ai tranesi tanta pochezza.
Che Trani stia andando a rotoli è sotto gli occhi di tutti. L'amministrazione sbandiera megaprogetti e non pensa all'essenziale. A parte le buche, delle quali ormai è superfluo parlarne, tante ce ne sono, dei topi (a volte ritornano!), del degrado dell'arredo urbano, delle deiezioni canine sempre presenti nonostante le palette, è d'uopo far notare ai sommi reggitori del governo cittadino, per dirla alla Visibelli, che il muraglione di cinta della villa comunale, di epoca federiciana, proprio sotto il monumento ai caduti, presenta enormi caverne provocate dall'azione erosiva del mare, che ne potrebbero minare la stabilità. Senza parlare delle sterpaglie disseminate lungo tutta la cinta muraria. E per la città degli Statuti Marittimi, gli amministratori dovrebbero convenirne, non è certo una nota di decoro!
Quello stesso muraglione che, più in là, dall'altra parte del porto, stava per essere sacrificato alla causa di un megaparcheggio, ma che la pronta segnalazione della sua importanza storica da parte del PdCI di Trani scongiurò che fosse occultato permettendo poi, guarda caso, di scoprire l'esistenza di Porta Vassalla».
Cosimo Nenna
Segretario del PdcI di Trani