Mercato di Trani ancora allagato, ad un anno dalla nostra segnalazione
Alcuni ambulanti costretti a lasciare i posteggi
mercoledì 13 novembre 2013
10.20
La segnalazione a cura della redazione di TraniViva risale al 18 dicembre 2012 (in allegato le foto) e da allora, a parte pare un semplice sopralluogo, nulla pare essere cambiato. Durante l'ultimo mercato, quello di martedì 12 novembre, alcuni ambulanti sono stati costretti a doversene tornare a casa in quanto hanno trovato il proprio posteggio, per il quale pagano regolarmente la tassazione imposta dal comune e prevista, invaso dall'acqua piovana che continua a trovare rifugio in pozzanghere e avvallamenti della sede stradale che rappresentano oltremodo un pericolo per passanti e utenti del mercato.
L'associazione di categoria Unimpresa ha raccolto il disagio degli ambulanti: «E' forte e vibrante la protesta dei nostri associati concessionari di posteggi che non hanno potuto operare nel mercato di martedì 12 novembre e che sono dovuti tornare a casa mentre gli altri colleghi, fortunati ad avere i loro posteggi in zone dove ancora la sede stradale pare stia tenendo, hanno aperto le postazioni di vendita e ciò ha causato agli impediti un gravissimo danno non solo economico ma anche psicologico, se di questi tempi le sensibilità umane e i danni morali possano avere ancora un senso e un'attenzione da parte di burocrati incartati e concentrati sui numeri e sul mantenimenti di equilibri e rapporti spesso estranei al cosiddetto bene comune e interesse generale e diffuso».
Il direttore Montaruli auspica una discussione immediata nelle sale comunali: «Nel prossimo e speriamo imminente incontro tecnico che si terrà presso la Sala Giunta del comune, tratteremo anche di questa incresciosa questione e inviteremo chi di competenza a reperire le necessarie risorse economiche, che ci sono, da destinare al riordino e alla riqualificazione complessiva dell'area mercatale ovvero, in assenza di volontà politica, di predisporre la nuova area mercatale alternativa già valutata e giudicata ampiamente fattibile ed utilizzabile in modo da tentare il doveroso rilancio di quel bel momento culturale, economico, sociale e storico che è il mercato settimanale il quale, al contrario di altri eventi facilmente identificabili come effimeri e ineffabili, resta l'unico in grado di garantire tanti vantaggi e tante caratteristiche positive tutte contemporaneamente e a costo zero per la comunità».
L'associazione di categoria Unimpresa ha raccolto il disagio degli ambulanti: «E' forte e vibrante la protesta dei nostri associati concessionari di posteggi che non hanno potuto operare nel mercato di martedì 12 novembre e che sono dovuti tornare a casa mentre gli altri colleghi, fortunati ad avere i loro posteggi in zone dove ancora la sede stradale pare stia tenendo, hanno aperto le postazioni di vendita e ciò ha causato agli impediti un gravissimo danno non solo economico ma anche psicologico, se di questi tempi le sensibilità umane e i danni morali possano avere ancora un senso e un'attenzione da parte di burocrati incartati e concentrati sui numeri e sul mantenimenti di equilibri e rapporti spesso estranei al cosiddetto bene comune e interesse generale e diffuso».
Il direttore Montaruli auspica una discussione immediata nelle sale comunali: «Nel prossimo e speriamo imminente incontro tecnico che si terrà presso la Sala Giunta del comune, tratteremo anche di questa incresciosa questione e inviteremo chi di competenza a reperire le necessarie risorse economiche, che ci sono, da destinare al riordino e alla riqualificazione complessiva dell'area mercatale ovvero, in assenza di volontà politica, di predisporre la nuova area mercatale alternativa già valutata e giudicata ampiamente fattibile ed utilizzabile in modo da tentare il doveroso rilancio di quel bel momento culturale, economico, sociale e storico che è il mercato settimanale il quale, al contrario di altri eventi facilmente identificabili come effimeri e ineffabili, resta l'unico in grado di garantire tanti vantaggi e tante caratteristiche positive tutte contemporaneamente e a costo zero per la comunità».