Moscatelli: «Vergognoso che la chiesa di San Domenico a Trani sia chiusa dal 2018»
La nota del candidato sindaco
mercoledì 25 marzo 2026
14.58
«È semplicemente vergognoso che la chiesa barocca di San Domenico a Trani sia ancora chiusa al pubblico dal gennaio del 2018, trascurata dalla politica e dalla burocrazia, sottratta alla fruizione dei cittadini e dei numerosi turisti che visitano la nostra città», dichiara il candidato sindaco di Trani, Alessandro Mascatelli, Articolo 97 - Liberi e Trasparenti.
«Già nel 2018 l'assessore dei lavori pubblici del Comune di Trani annunciava di aver partecipato ad un risolutivo tavolo di concertazione tenutosi presso il Palazzo della Prefettura in cui era stato sottoscritto l'impegno con tanto di mandato al Segretario Regionale del MIBACT per la Puglia ad affidare i lavori di restauro».
«Le chiacchiere se le portò il vento, se è vero come è vero che il rettore della Chiesa di San Domenico, nel mese di giugno del 2022, annunciava che erano stati stanziati 850.000 euro, di cui 500.000 dal Fondo edifici culto del Ministero degli interni, proprietario di quel sito come per molti altri edifici di culto a suo tempo confiscati dopo l'Unità d'Italia. Altri 350.000 euro erano stati messi a disposizione dal Ministero dei beni culturali. Addirittura, era stato incaricato un architetto come responsabile unico del procedimento per avviare tutto ciò che era necessario per i lavori», prosegue.
«Quali sono le iniziative concrete poste in essere dall'amministrazione comunale nei confronti degli enti compenti per l'avvio dei lavori? Siamo pronti ad assistere all'ennesima farsa in cui, se e quando si deciderà di eseguire i lavori, i fondi stanziati non saranno sufficienti per la intervenuta variazione dei prezzi e per l'aggravamento dello stato strutturale dell'edificio. Non è una questione di competenza ma di rispetto della nostra città che i nostri amministratori evidentemente trascurano», conclude.
«Già nel 2018 l'assessore dei lavori pubblici del Comune di Trani annunciava di aver partecipato ad un risolutivo tavolo di concertazione tenutosi presso il Palazzo della Prefettura in cui era stato sottoscritto l'impegno con tanto di mandato al Segretario Regionale del MIBACT per la Puglia ad affidare i lavori di restauro».
«Le chiacchiere se le portò il vento, se è vero come è vero che il rettore della Chiesa di San Domenico, nel mese di giugno del 2022, annunciava che erano stati stanziati 850.000 euro, di cui 500.000 dal Fondo edifici culto del Ministero degli interni, proprietario di quel sito come per molti altri edifici di culto a suo tempo confiscati dopo l'Unità d'Italia. Altri 350.000 euro erano stati messi a disposizione dal Ministero dei beni culturali. Addirittura, era stato incaricato un architetto come responsabile unico del procedimento per avviare tutto ciò che era necessario per i lavori», prosegue.
«Quali sono le iniziative concrete poste in essere dall'amministrazione comunale nei confronti degli enti compenti per l'avvio dei lavori? Siamo pronti ad assistere all'ennesima farsa in cui, se e quando si deciderà di eseguire i lavori, i fondi stanziati non saranno sufficienti per la intervenuta variazione dei prezzi e per l'aggravamento dello stato strutturale dell'edificio. Non è una questione di competenza ma di rispetto della nostra città che i nostri amministratori evidentemente trascurano», conclude.