Muro nell'Itc, Camero respinge ogni attribuzione di colpa

«Non l'ho voluto io, bene hanno fatto gli alunni a protestare». Scrive l'assessore provinciale alla pubblica istruzione

lunedì 5 novembre 2012 11.01
Il muro eretto nell'Itc di Trani per separare gli studenti del tecnico da quelli dello scientifico è ancora terreno di scontro nel mondo della scuola. Pompeo Camero, assessore provinciale alla pubblica istruzione, lo definisce "il muro della discordia".

«I responsabili del misfatto – spiega Camero - nel trincerarsi dietro il paravento della sicurezza degli edifici scolastici non smentiscono quelli che hanno attribuito allo scrivente, erroneamente e forse in malafede, la volontà di erigerlo. L'establishment dei due plessi, temendo forse di doversi fronteggiare in singolar tenzone, hanno pensato di erigere un muro a protezione delle rispettive scuole. Per fortuna ci ha soccorso il buonsenso degli studenti, che di fronte all'eutronea barriera, hanno avuto un sussulto, invocando il mio intervento».

Presto fatto, Camero ha invitato la dirigente del sesto settore della Bat ad inoltrare apposita diffida per l'immediata rimozione, posto che la stessa non è mai stata oggetto di accordo tra i tecnici. Camero spiega: «Nella pubblica amministrazione italiana dagli anni '90 in poi, è stata sancita la netta separazione tra l'attività di indirizzo che mi appartiene quale assessore e le prerogative gestionali, assegnate in via esclusiva ai dirigenti. Per effetti del decreto legsilativo 267/2000, non avrei mai potuto incidere nell'organizzazione gestionale della Provincia, ove mai la nostra struttura avesse optato per quella barricata, men che mai avrei avuto titolo a farlo in ambito scolastico, godendo gli Istituti di autonomia per effetti del decreto del presidente della Repubblica 275/1999».

Archiviate (forse) le scaramucce sul muro, Camero invita tutti a riflettere sulla risicata popolazione scolastica dei due plessi. «La Regione Puglia ha fissato un numero medio di 900 alunni per dirigente scolastico ed una soglia minima di sopravvivenza degli istituti statali fissata in almeno 600 alunni. Le due scuole si assestano intorno ad appena 650 iscritti ciascuna».