"Nessun recupero per le scuole che sono riuscite a lavorare sempre e bene in Dad"

La riflessione di Luigi Vavalà, docente al Liceo De Sanctis

giovedì 18 febbraio 2021
Le scuole che sono riuscite a lavorare sempre e bene in dad non dovranno recuperare un bel nulla. Il liceo De Sanctis di Trani sino ad ora ha lavorato bene e in modo continuo e costante con la dad.

Ora però bisogna uscire dalla buona retorica. Il presidente Draghi ha ricordato la necessità di recuperare un'alleanza tra sapere umanistico e sapere scientifico.

Dalla migliore cultura greca, prima, rinascimentale, poi e illuministica infine, ci viene la vitale raccomandazione ad equilibrare sollecitudine e riposo. Sempre. I nostri ragazzi stanno da mesi ore e ore davanti ad un computer; imporre loro degli stravaganti recuperi mi sembra oltre che inutile sadismo, anche poca riconoscenza verso lo studio e le fatiche fatte finora. Adesso tentiamo veramente di sconfiggere la pandemia. E spero negli impegni presi dal presidente Draghi. Nel governo mancano proprio forti umanisti, che pure ci sono in Italia, mentre dominano uomini colti in economia. Però è fondamentale mitigare il dominio di una scienza che pur rimanendo fondamentale, a volte diventa cinica, strumentale e triste. Leggere le considerazioni di Leopardi a proposito.

Invito i ragazzi a riflettere criticamente su questi temi e a far valere le fatiche fatte in questi mesi di pandemia.

La catena sociale adesso si deve muovere contro il virus. Poi verra' tutto il resto. Prima vivere e poi operare. È un vecchio motto umanistico.

Il ministro Bianchi si è dimostrato pragmatico nelle sue prime dichiarazioni. Valuti bene le scuole che in quest'ultimo anno disgraziato hanno sempre lavorato. Sempre, seppur con l'emergenza della dad.

L'umanesimo significa leggere bene i grandi umanisti e preservare l'equilibrio psichico dei nostri ragazzi, che non sono ancora macchine integrali ma umani che necessitano di delicati equilibri. Nella vita il ristoro, il riposo sono necessari quanto lo studio e l'impegno, che in questi mesi sono stati forti.

Studenti, vi chiedo una condivisione e poi trasformare in appello da firmare.

Luigi Vavalà