Nuova vertenza di lavoro, il Comune costretto a pagare circa 65mila euro
Riconosciute ad un dipendente mansioni superiori, insorge il sindacato Flp
martedì 20 maggio 2014
7.30
Il Comune di Trani è stato condannato dal Giudice del Tribunale di Trani - Sezione Lavoro con sentenza n.1389 del 28/04/2014, riconoscendo a un dipendente comunale lo svolgimento delle mansioni superiori e le differenze retributive, al pagamento di circa 47mila euro oltre gli oneri retributivi che ammontano a circa 12mila euro. A renderlo noto è l'Organizzazione Sindacale Federazione Lavoratori Pubblici.
Secondo quanto riferito, inoltre, l'Autorità Giudiziaria ha condannato il Comune di Trani al pagamento di tutte le spese legali per oltre 5.500 euro (iva, cap, spese generali e contributo unificato compresi) ai quali si sommano altri 3.000 euro da liquidare al difensore del Comune di Trani. Circa 65mila euro, dunque a carico dei cittadini tranesi. «Ciò che lascia perplessi e indignati – si legge nella nota a firma del Coordinatore Territoriale, Michele Giuliano - è la volontà dell'Amministrazione comunale di non voler raggiungere un accordo transattivo più volte sollecitato dal Giudice del Lavoro e fortemente voluto dal dipendente comunale. Eppure per altri due precedenti, l'Amministrazione comunale ha ritenuto opportuno raggiungere un accordo transattivo. Come Mai? Un accordo transattivo dettato da opportunità o da necessità?».
«È per questo – continua Giuliano nella nota - che chiediamo a tutte le Organizzazioni Sindacali e Politiche, agli Amministratori pubblici e ai Consiglieri comunali in carica di avvalersi dei poteri di controllo attribuiti loro dalla legge al fine di fare chiarezza sull'intera questione. Procedure di mobilità e mancata valorizzazione delle professionalità in servizio nel Comune di Trani. Se i nostri amministratori locali non interverranno, questa Organizzazione Sindacale informerà gli Organi Giudiziari competenti, la Magistratura contabile e il Ministero della Pubblica Amministrazione, ai quali sarà chiesto di verificare regolarità, equità e trasparenza della condotta amministrativa dell'Ente».
«Cosa racconteranno – conclude Giuliano - gli amministratori della nostra amata Città di Trani ai cittadini tranesi? È innegabile che spetti a questi il diritto di essere informati perché è in esso il presupposto logico del sovrano e irrinunciabile diritto di valutare, nelle sedi elettorali opportune, le proprie scelte».
Secondo quanto riferito, inoltre, l'Autorità Giudiziaria ha condannato il Comune di Trani al pagamento di tutte le spese legali per oltre 5.500 euro (iva, cap, spese generali e contributo unificato compresi) ai quali si sommano altri 3.000 euro da liquidare al difensore del Comune di Trani. Circa 65mila euro, dunque a carico dei cittadini tranesi. «Ciò che lascia perplessi e indignati – si legge nella nota a firma del Coordinatore Territoriale, Michele Giuliano - è la volontà dell'Amministrazione comunale di non voler raggiungere un accordo transattivo più volte sollecitato dal Giudice del Lavoro e fortemente voluto dal dipendente comunale. Eppure per altri due precedenti, l'Amministrazione comunale ha ritenuto opportuno raggiungere un accordo transattivo. Come Mai? Un accordo transattivo dettato da opportunità o da necessità?».
«È per questo – continua Giuliano nella nota - che chiediamo a tutte le Organizzazioni Sindacali e Politiche, agli Amministratori pubblici e ai Consiglieri comunali in carica di avvalersi dei poteri di controllo attribuiti loro dalla legge al fine di fare chiarezza sull'intera questione. Procedure di mobilità e mancata valorizzazione delle professionalità in servizio nel Comune di Trani. Se i nostri amministratori locali non interverranno, questa Organizzazione Sindacale informerà gli Organi Giudiziari competenti, la Magistratura contabile e il Ministero della Pubblica Amministrazione, ai quali sarà chiesto di verificare regolarità, equità e trasparenza della condotta amministrativa dell'Ente».
«Cosa racconteranno – conclude Giuliano - gli amministratori della nostra amata Città di Trani ai cittadini tranesi? È innegabile che spetti a questi il diritto di essere informati perché è in esso il presupposto logico del sovrano e irrinunciabile diritto di valutare, nelle sedi elettorali opportune, le proprie scelte».